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Le pagelle del Gp del Giappone: Verstappen da 10, Sainz merita 8. Leclerc da applausi, Norris e Piastri bocciati, incubo Williams

Carlos Sainz (fotogramma)
Max re in Giappone per la terza volta di fila, ottima anche la gara di Perez. Alonso inossidabile, anonimo Hamilton
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VERSTAPPEN 10
Era dai tempi di Michael Schumacher e della sua gloriosa Ferrari che un pilota non vinceva per tre volte di fila il gran premio del Giappone. Non è casuale che a riuscirci sia Verstappen, più che mai re di Suzuka, con un binomio, Max e la Red Bull, che può senz’altro reggere il paragone con quell’accoppiata che furoreggiava vent’anni fa. Ancora una volta, se ce n’era bisogno, l’olandese dimostra la sua schiacciante superiorità, facendo capire che probabilmente l’Australia è stata solo una parentesi. In Giappone, trionfo numero 57 della carriera, il dominio non è mai stato in discussione: talmente netto, da rendere tutto quasi noioso. Eppure ad inizio week-end si sperava in una battaglia più serrata. Ma in gara i rivali continuano a vederlo solo alla partenza e all’arrivo.

VERSTAPPEN 10
Era dai tempi di Michael Schumacher e della sua gloriosa Ferrari che un pilota non vinceva per tre volte di fila il gran premio del Giappone. Non è casuale che a riuscirci sia Verstappen, più che mai re di Suzuka, con un binomio, Max e la Red Bull, che può senz’altro reggere il paragone con quell’accoppiata che furoreggiava vent’anni fa. Ancora una volta, se ce n’era bisogno, l’olandese dimostra la sua schiacciante superiorità, facendo capire che probabilmente l’Australia è stata solo una parentesi. In Giappone, trionfo numero 57 della carriera, il dominio non è mai stato in discussione: talmente netto, da rendere tutto quasi noioso. Eppure ad inizio week-end si sperava in una battaglia più serrata. Ma in gara i rivali continuano a vederlo solo alla partenza e all’arrivo.

PEREZ 9
Qualche mese fa, il 27 settembre del 2023, quando si era corso a Suzuka per l’ultima volta, il messicano si era perso a centro gruppo, in piena crisi esistenziale. Per sua stessa ammissione la sua prova giapponese era stata la peggiore dell’anno. Stavolta invece è un protagonista, degno vincitore del gran premio degli altri, quella classifica che pone il mostro Verstappen fuori concorso. Sorpassa le Ferrari, le McLaren e le Mercedes, è in forma. Confessa di aver cambiato il metodo di lavoro. Probabilmente cosa si è inventato è molto semplice: non prova più tattiche azzardate, copia gli assetti dell’illustre compagno di squadra, cerca di far bene il compitino e vive di rendita, per la gioia della sua squadra che su quattro gran premi si è già portata a casa tre doppiette.

Sergio Perez (fotogramma)

SAINZ 8
Tre gare, perché in Arabia non ha corso, causa intervento all’appendice, tre volte sul podio. La Ferrari nel finale dice “gara libera” e lui supera Leclerc, il rivale all’interno del box che nel 2025 avrà un sedile Ferrari a differenza sua. Non si è risparmiato sui sorpassi e ha pure cercato (invano) di portare a casa il giro più veloce della gara. La Red Bull è sempre distante, ma rispetto all’ultimo Giappone il distacco è stato dimezzato. Un po’ di merito a chi lavora a Maranello va riconosciuto.

LECLERC 7
La sua rimonta, da ottavo in griglia a quarto al traguardo, merita applausi. Il lavoro da formichina è garantito da un’abilità straordinaria nel gestire il degrado delle gomme, cosa che gli consente di effettuare (unico in gara) una sola sosta ai box. Resta la tirata d’orecchie per la mediocre qualifica. Fosse partito un po’ più avanti anziché ottavo, poteva sognare qualcosa di meglio del quarto posto.

Charles Leclerc (fotogramma)

NORRIS 5
Nella passata stagione Suzuka aveva fatto rima con podio. Stavolta la gara è anonima, acuita da un errore al giro 44 che spiana la strada a Sainz. Lui e il compagno di squadra Piastri rappresentano la delusione di giornata, il quinto posto non può soddisfare.

PIASTRI 5
Mostra i muscoli con Russell e finisce male pure lì, anche se chiede aiuto ai commissari e invoca giustizia, perché si sente fortemente danneggiato. Sta un po’ tradendo le attese.

ALONSO 7
Inossidabile. Per un giudizio corretto sulla sua prestazione, bisogna andare a vedere il rendimento del compagno di squadra Stroll. Che non riesce neanche ad andare a punti, mentre lui finisce meritamente sesto e fra i suoi sorpassi ci sono vittime illustri come Hamilton.

RUSSELL 6
Pochi guizzi. La sua squadra, la Mercedes, è convinta che sia lui e non Hamilton la carta vincente, almeno in Giappone, tanto è vero che al pluricampione decorato viene imposto di far passare il più giovane compagno. Non si capisce bene a che pro, visto che al traguardo arrivano quasi a contatto. Squadra in affanno, pilota che si adegua.

Lewis Hamilton (reuters)

HAMILTON 5
E’ dall’inizio della stagione che finisce dietro al compagno di box. Non era abituato a un destino simile. Nessuno poteva immaginare un epilogo in Mercedes così triste. Potesse, si trasferirebbe in Ferrari già domani, al di là delle dichiarazioni di facciata.

TSUNODA 7
Idolo locale, finisce a punti e scatena entusiasmo. Il suo punto di riferimento è Ricciardo, il pilota con cui divide la macchina. Lo annichilisce.

La Williams di Alex Albon (fotogramma)

WILLIAMS 2

Un crash tira l’altro. Prima Albon, che, causa danni irreparabili al telaio, costringe la squadra ad appiedare il meno nobile Sargeant. Poi, arrivati in Giappone, ecco il botto dello stesso Sargeant. Per fortuna in questo caso il telaio si può aggiustare, il danno è soprattutto d’immagine. Infine ecco la gara. Come andranno i piloti Williams? La previsione su crash Albon è facile: pochi metri ed è di nuovo contro il muro. Accusa Ricciardo, ma forse gli converrebbe un bell’esame di coscienza. Di sicuro non ci sarà la coda di assicuratori che spasimano per fargli firmare una Rc auto. C’è il rischio di vedere compagnie assicurative che scappano a gambe levate.

ALBON 2
In perfetta simbiosi, nei danni provocati, con il suo team. Le carrozzerie urlano.

RICCIARDO 4
Forse nell’incidente in partenza non ha colpe, ma che sia in crisi è innegabile. Il compagno di squadra Tsunoda lo sta annientando, non riesce a partorire un guizzo degno del campione che fu. Declino irreversibile? Se lo nega, si svegli, E faccia qualcosa che possa zittire i sempre più numerosi detrattori

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