Le pagelle del Gp Cina: Norris da 9, Leclerc e la Ferrari senza gloria. Zhou profeta in patria
di Stefano ZainoVERSTAPPEN 10
Sembra incredibile, ma mancava qualcosa alla sua stupefacente collezione di vittorie, un successo in Cina. Tabù infranto, problema risolto. Il sigillo numero 58 arriva a Shanghai dopo una gara dominata in un week end monopolizzato e impreziosito anche dal trionfo nella gara sprint. Rassegniamoci ad un’altra stagione a senso unico. Con Mondiale stritolato dalla morsa di questo imprendibile pilota olandese.
NORRIS 9
Il migliore in pista in un rapporto qualità-prezzo, potenzialità della sua McLaren, comunque in grande crescita, e ambizioni alla partenza. Si infila in mezzo al panino Red Bull, grazie anche al doppio ingresso della safety car, e diventa un prosciutto indigesto e scomodo, non te ne liberi sino al traguardo. Piuttosto…
VERSTAPPEN 10
Sembra incredibile, ma mancava qualcosa alla sua stupefacente collezione di vittorie, un successo in Cina. Tabù infranto, problema risolto. Il sigillo numero 58 arriva a Shanghai dopo una gara dominata in un week end monopolizzato e impreziosito anche dal trionfo nella gara sprint. Rassegniamoci ad un’altra stagione a senso unico. Con Mondiale stritolato dalla morsa di questo imprendibile pilota olandese.
NORRIS 9
Il migliore in pista in un rapporto qualità-prezzo, potenzialità della sua McLaren, comunque in grande crescita, e ambizioni alla partenza. Si infila in mezzo al panino Red Bull, grazie anche al doppio ingresso della safety car, e diventa un prosciutto indigesto e scomodo, non te ne liberi sino al traguardo. Piuttosto fa effetto quella statistica che lo accompagna: quattordici volte in carriera sul podio, ma mai sul gradino più alto. Chissà se ha mai sentito parlare di Bitossi, l’eterno secondo del ciclismo. Lui, in attesa del primo trionfo (il tedesco Heidfeld, battuto in questa collezione di semplici piazzamenti da premiazione, lo ha aspettato per tutta la carriera), intanto si gode i progressi della sua macchina, almeno in Cina superiore alla Ferrari.
PEREZ 7
La safety car non lo aiuta, la sfortuna ci mette del suo, ma per lui vale il solito discorso: fra le mani ha una Red Bull, non si dice di battere Verstappen, ma quando si trova dietro a Norris, non accorcia il distacco ma lo vede aumentare. Nella caccia al rinnovo del contratto la Red Bull gli chiede di più. Anche se Verstappen, pensando ad un compagno che non gli dà alcun fastidio in pista, non può che sponsorizzarlo.
LECLERC 6
Si sapeva che la Cina sarebbe stata indigesta per la Ferrari, ma il week end del monegasco non è coperto di gloria. Si arrabbia con Sainz durante la gara sprint, non accetta che duelli con lui, in qualifica chiude sesto e conferma la sua flessione nel giro secco (da tre gran premi non si posiziona più in prima fila), in gara parte male (beffato da Hulkenberg), fatica e alla fine deve considerare grasso che cola un quarto posto. Doccia fredda sulle sue ambizioni.
SAINZ 5
Anche per lui un passo indietro. Come il compagno di squadra soffre con le gomme a mescola più dura, male in avvio (pure lui paga dazio alla Haas di Hulkenberg), anonimo in gara. Rispetto a Leclerc fa pure meno sorpassi e in più, a livello di week end, si porta dietro l’eccessiva aggressività nella gara sprint. La Ferrari non gli ha rinnovato il contratto, a fine stagione sarà divorzio, c’era da aspettarselo che non avrebbe più fatto alcun favore alla scuderia e mostrato alcun riguardo al pilota che con lui al momento divide il box.
FERRARI 5
Alla quinta gara per la prima volta la squadra finisce giù dal podio. Non ha ancora portato alcun sviluppo rispetto all’esordio in Bahrein e così, non solo la Red Bull si è allontanata (per sempre?), ma pare aver subito pure il sorpasso della McLaren. Forse la Cina non si addice alla vettura, ma con le gomme a mescola più dura prendeva mezzo secondo al giro da Norris. Dato più che allarmante. Vasseur, il team principal, assolve gli uomini della scuderia, lavorano giorno e notte racconta, ma a questo punto si aspettano come il pane gli aggiornamenti annunciati per la prossima gara a Miami.
RUSSELL 6
Una buona partenza e nulla più. Sufficiente però per battere Alonso, sfruttare i problemi di Piastri (l’altra Mclaren) e rintuzzare l’assalto di Hamilton, il compagno di squadra in rimonta.
ALONSO 6
Voto sufficiente per i tanti sorpassi che regala, figli però di una strategia troppo azzardata, che lo scaraventa all’indietro. Terzo in partenza, settimo al traguardo, con la medaglia del giro più veloce della gara. L’aver fatto lo strano, non ha pagato più di tanto in termini di piazzamento. Sicuramente lo ha fatto notare più degli altri, ma il raccolto è più misero di quanto avrebbe potuto essere.
PIASTRI 5
Ha avuto danni alla macchina e a questo alibi può aggrapparsi. Perché il confronto con Norris è impietoso.
HAMILTON 6
Un week end in altalena. Redivivo nella gara sprint (secondo), disastroso nella qualifica per il gran premio (diciottesimo), a metà del guado in gara, dove risale sino al nono posto, più con la forza del nome e del carisma che del talento o della potenzialità della sua Mercedes. L’impressione è sempre la stessa: in attesa di sbarcare a Maranello, si è infilato in una stagione che partorirà vita grama.
ZHOU 8
Fa tenerezza per come si commuove davanti ad una tribuna che lo acclama adorante. Però, almeno nella gara sprint, lui contribuisce a scaldare il pubblico cinese con un nono posto al confine con la zona punti. Meno bene in gara, quattordicesimo, ma ormai il solco è tracciato. Profeta (nell’applauso) in patria. In attesa di vera gloria sportiva.
STROLL 4
Non solo fa danni a se stesso, lui sedicesimo con i soldi di papà (padrone dell’Aston Martin), Alonso settimo, ma pure agli altri. Tampona Ricciardo e rovina il suo gran premio.