Newey alla Forrest Gump: “Mi sento un po’ stanco”. La Ferrari aspetta: “Ora mi riposo, non ho un piano”
di Alessandra ReticoIl genio è stanco. Non è facile inventare, essere brillanti, vincere. Farlo spesso, poi sempre, infine come una condanna. Per anni. Sotto pressione, con gli occhi di tutti addosso, sotto il peso di enormi responsabilità. Non c’è stipendio (ma aiuta) che colmi il vuoto che lascia la fatica di creare. Nel suo passato ronza ancora la morte di Ayrton Senna esattamente 30 anni fa: era sua la Williams “aerodinamicamente instabile”, come lui stesso ha detto, con la quale il campione brasiliano si schiantò a Imola. Adrian Newey prende una pausa. L’ingegnere di 65 anni, gli ultimi venti passati alla Red Bull e comunque dagli anni ’80 tra matite e motori, inventore di macchine e sogni che gli sono valsi 13 titoli piloti e 12 costruttori, ha bisogno di vita. Poi, chissà: arriverà in Ferrari? Non si libererà degli obblighi contrattuali fino a fine marzo 2025 e nel frattempo lavorerà solo sulla hypercar della squadra.
Il genio è stanco. Non è facile inventare, essere brillanti, vincere. Farlo spesso, poi sempre, infine come una condanna. Per anni. Sotto pressione, con gli occhi di tutti addosso, sotto il peso di enormi responsabilità. Non c’è stipendio (ma aiuta) che colmi il vuoto che lascia la fatica di creare. Nel suo passato ronza ancora la morte di Ayrton Senna esattamente 30 anni fa: era sua la Williams “aerodinamicamente instabile”, come lui stesso ha detto, con la quale il campione brasiliano si schiantò a Imola. Adrian Newey prende una pausa. L’ingegnere di 65 anni, gli ultimi venti passati alla Red Bull e comunque dagli anni ’80 tra matite e motori, inventore di macchine e sogni che gli sono valsi 13 titoli piloti e 12 costruttori, ha bisogno di vita. Poi, chissà: arriverà in Ferrari? Non si libererà degli obblighi contrattuali fino a fine marzo 2025 e nel frattempo lavorerà solo sulla hypercar della squadra.
Addio alla Red Bull pianificato da tempo
“La Formula 1 consuma, è un’attività totalizzante e io ci lavoro da molto tempo. Non so, è arrivato un momento in cui ho sentito, come diceva Forrest Gump, mi sento un po’ stanco”. Il suo addio alla squadra campione del mondo, ufficializzato nei giorni scorsi, sarebbe stato pianificato da tempo. Tanto che negli ultimi mesi Newey avrebbe partecipato solo in parte alle attività della Red Bull mentre lo staff tecnico passava quasi totalmente nelle mani dell’ingegnere francese Pierre Waché.
Nato nella città si Shakespeare, Stratford-upon-Avon, laureato in ingegneria aeronautica e aerospaziale all’Università di Southampton nel 1980 con una tesi sulle auto a effetto suolo, è stato colui che ha interpretato meglio di tutti il nuovo regolamento sulle vetture che sfruttano flussi e scie a cominciare dal 2022, l’anno in cui la Red Bull ha definitivamente tolto lo scettro alla Mercedes che ha dominato l’era ibrida, fallendo poi il progetto auto con l’arrivo delle nuove norme aerodinamiche.
Le offerte di Aston Martin e Ferrari
Anche se già dal 2021 Newey studiava sul suo tavolo da “vecchio” ingegnere, prendendo appunti sull’inseparabile bloc notes, idee per il futuro. “Il 2021 è stato un anno davvero impegnativo per la lotta serrata con la Mercedes e allo stesso tempo per la ricerca e lo sviluppo della RB18, che è la madre di questa generazione di vetture” ha detto l’ingegnere a Miami, dove ha salutato la squadra di F1 definitivamente. Tutti gli stanno addosso con corteggiamenti più o meno interessanti, dal punto di vista dei progetti e dei soldi. L’Aston Martin gli avrebbe offerto 4 anni a 100 milioni, la Ferrari dal 2025 un ruolo da superconsulente, anche da remoto, per lavorare con Lewis Hamilton, il quale ha confessato di mettere l’ingegnere in cima alla lista dei suoi desideri (“Mi piacerebbe moltissimo lavorare con Adrian”). A Maranello, dopo tante reciproche attrazioni, potrebbe chiudere il cerchio con la squadra con più lustro della F1.
Newey: “Voglio prendermi una piccola pausa”
Il genio ringrazia e si dice lusingato, ma per ora sembra avere in mente altro. Ha 4 figli, la passione per la vela, il desiderio di aria. “Credo che durante l’inverno, e poi con l’evolversi degli eventi di quest'anno, ho pensato... Ho la fortuna di non aver bisogno di lavorare per vivere. Lavoro perché mi piace e ho pensato che fosse il momento giusto per fare un passo indietro, prendermi una piccola pausa e fare un bilancio della mia vita. Mandy, mia moglie e i cani, probabilmente viaggeremo. Prenderemo un camper o qualcosa del genere e andremo in Francia a goderci la vita. Poi forse a un certo punto, non so quando, mi troverò sotto la doccia e dirò che questa sarà la prossima avventura. Al momento non c’è un piano”.
Marko: “Addio Newey una sorpresa”
Newey prende tempo o è davvero stanco, anzi esaurito, come dice di lui chi lo conosce bene? Il superconsulente della Red Bull, Helmut Marko: “L’addio di Newey è stata una sorpresa. Ma quando le motivazioni vengono meno, e per lui si è trattato di una sorta di burnout, non bisogna fare altro che accettarlo. Temo che dopo un certo periodo di stop, gli possa tornare la voglia delle corse”. E Marko, in questo caso, lo vede vestito di verde, cioè con l’Aston Martin.
Una prospettiva che per ora non impensierisce il team principal, Christian Horner, già travolto (e assolto) dalle accuse di comportamenti inappropriati da una dipendente e al centro di una lotta di potere interna, anche se esclude che la decisione di Newy sia legata ai dissapori nel team: “Si è discusso più o meno 12 mesi fa del fatto che per Adrian sarebbe stato il momento di fare un passo indietro, so che ci pensava da un po’ di tempo e quale momento migliore per farlo se non con il periodo di forma che abbiamo avuto nelle ultime due stagioni? È stato una parte immensa del nostro team negli ultimi 20 anni, ha pensato di prendersi un po’ di riposo. Andrà in Ferrari? Penso che si prenderà una pausa. Poi chissà cosa avrà in serbo il futuro”. Un genio libero e riposato?