Gp Miami, le pagelle: Norris da 10, un 8 per Leclerc
di Stefano ZainoNORRIS 10
Ci voleva un po’ di fortuna e la safety car provocata da Sargeant e Magnussen è una mano santa. Gli spalanca le porte al primo successo in carriera. Ma poi, dopo l’inevitabile ringraziamento alla macchina di sicurezza, via ai complimenti, perché questo pilota inglese, 24 anni, se li merita tutti. Prima gioia dopo 110 gran premi, una pole position (vanificata) e quindici volte sul podio (ora sono sedici), ma mai sul gradino più alto. Sembrava un sortilegio, finalmente spezzato. Si trova in testa, da sesto che era, ma resiste agli assalti di tutti e soprattutto di Verstappen. Vince con il mostro in pista, con l’olandese per una volta vulnerabile. Giù il cappello e nessun limite alla sua felicità.
MCLAREN 10
Va dato alla squadra, ma in realtà andrebbe dato ad Andrea Stella, il capo del team, ex Ferrari. L’anno scorso la McLaren pareva una cenerentola, ma fra uno sviluppo e l’altro nel finale era diventata la seconda forza. E ora, con questa vittoria che arriva al sesto gran pre…
NORRIS 10
Ci voleva un po’ di fortuna e la safety car provocata da Sargeant e Magnussen è una mano santa. Gli spalanca le porte al primo successo in carriera. Ma poi, dopo l’inevitabile ringraziamento alla macchina di sicurezza, via ai complimenti, perché questo pilota inglese, 24 anni, se li merita tutti. Prima gioia dopo 110 gran premi, una pole position (vanificata) e quindici volte sul podio (ora sono sedici), ma mai sul gradino più alto. Sembrava un sortilegio, finalmente spezzato. Si trova in testa, da sesto che era, ma resiste agli assalti di tutti e soprattutto di Verstappen. Vince con il mostro in pista, con l’olandese per una volta vulnerabile. Giù il cappello e nessun limite alla sua felicità.
MCLAREN 10
Va dato alla squadra, ma in realtà andrebbe dato ad Andrea Stella, il capo del team, ex Ferrari. L’anno scorso la McLaren pareva una cenerentola, ma fra uno sviluppo e l’altro nel finale era diventata la seconda forza. E ora, con questa vittoria che arriva al sesto gran premio della stagione, chissà che non studi per diventare la prima. Approfittando di una Red Bull sempre fortissima, con un pilota super, ma dilaniata da lotte intestine e dolorosi addii come quello di Newey.
VERSTAPPEN 9
Di sicuro non c’è rimasto bene, anche se Norris è il miglior amico che ha nel paddock. Domina e di colpo si è trovato alle spalle del rivale in McLaren. Miami non gli porta bene. Non aveva mai fatto la pole, statistica sistemata sabato, e ora questa pista diventa anche una delle poche in cui non impone la sua legge. L’anno scorso aveva vinto dappertutto, un solo passo a vuoto, a Singapore, con gioia di Sainz e della Ferrari. Ora sui sei gare sono già due i bersagli falliti.
LECLERC 8
Afferra il podio con i denti, riuscendo ad avere la meglio anche sul compagno di squadra. Sfrutta una partenza movimentata, ma senza danni e una gara intelligente con la chicca di un ottimo sorpasso a Hamilton, suo compagno l’anno prossimo.
SAINZ 7
Finisce sotto inchiesta per una lotta forse eccessiva con Piastri. Era partito alla grande, ma Perez rovina il suo capolavoro, E alla fine questa mossa spericolata del messicano gli costa molto.
PIASTRI 7
Furioso con Sainz. Dopo l’ennesima battaglia a sportellate finisce fuori dai punti. Non solo deve sopportare il team che gli dice a pochi giri dalla fine: non fare incidenti. Perché una safety car toglierebbe la vittoria a Norris. Che sarà anche un amico, il compagno di squadra. Ma in Formula Uno chi divide i box con te è sempre il principale rivale.
PEREZ 5
Partenza pessima. Sembra una palla da bowling, per poco non fa strike con Verstappen e sarebbero stati guai grossi. Fatica a riprendersi da quello spavento e la sua gara risulta molto faticosa.
HAMILTON 5
Un anno da comprimario, con prestazioni sotto il suo livello. Fa la voce grossa con Hulkenberg, ma poi subisce da Leclerc. Con cui l’anno prossimo dividerà il box in Ferrari. Anticipo di future battaglie.
RUSSELL 5
Assolutamente anonimo. Passeggia dall’inizio al traguardo.
ALONSO 5
Week end disastroso. Di lui però piace una cosa, la combattività. In qualsiasi cosa. Magari anche nell’arrivare primo a tavola. Di sicuro nella lotta per la zona punti con Ocon e l’Alpine Renault. Competitivo, anche se stavolta deludente.