La Fia continua a perdere pezzi. L’ultimo dei quattro che hanno lasciato la Federazione internazionale dell’automobilismo da dicembre, è quello sul quale per ragioni di sostanza ma anche di immagine si era puntato di più: per il ruolo (amministratore delegato), per il compito (amministrare e sviluppare l’aspetto finanziario), per i simboli (una donna, quindi per l’inclusione e la diversità in un ambiente ancora prevalentemente maschile e anche maschilista). Invece dopo appena 18 mesi, Natalie Robyn se ne va.
Chi è Natalie Robyn
La manager americana di Miami, 46 anni, un passato nell’automotive come ad di Volvo in Svizzera dal 2017 e prima ancora lavorando in Nissan e DaimlerChrysler, quattro lingue parlate fluentemente e un figlio, a fine maggio lascerà l’organo di governo della Fia “di comune accordo tra le parti per inseguire nuove opportunità altrove”. Insondabili le ragioni per cui Robyn abbia deciso di fare un passo indietro. Nelle comunicazioni ufficiali, solo parole di forma: “Rivestire il ruolo di amministratore delegato della Fia è stato un enorme privilegio e sono grata di aver diretto un programma di ristrutturazione e riforma. Ora è il momento di allontanarsi con la consapevolezza che l’organizzazione è in una posizione migliore per affrontare le sfide che ci attendono”.
Ben Sulayem, in F1 tre anni difficili
Così come di circostanza le parole del presidente Ben Sulayem, degli Emirati Arabi, per salutarla: “Natalie ha avuto un ruolo strategico essendo stata il primo Ceo nella storia della Fia. Ha contribuito ad un’ampia riorganizzazione della nostra struttura sia operativa che gestionale, trovando una buona sostenibilità finanziaria. A nome della Fia, le auguro ogni bene per i suoi impegni futuri”. Non è un buon momento per Sulayem, eletto nel dicembre 2021 come successore di Jean Todt alla guida del governo dell’automobilismo. È entrato in rotta di collisione con la stessa Formula 1 per diversi motivi, tecnici e politici (come l’allargamento della griglia a 11 squadre), oltre che con gli stessi team. Quest’anno è finito sotto indagine e prosciolto per due diversi episodi: era stato accusato di aver interferito nel risultato del gp di Gedda 2023 (facendo togliere una penalità di 10 secondi a Fernando Alonso in modo che lo spagnolo salisse 3° sul podio) e di aver provato a non far omologare il circuito di Las Vegas dove si è corso l’anno scorso per la prima volta.
La denuncia di Susie Wolff
Ma deve ancora affrontare la denuncia che più sta facendo scalpore, quella di Susie Wolff, capo della F1 Academy, la serie tutta al femminile, e moglie di Toto, il boss della Mercedes. La manager si è rivolta alla giustizia penale per le accuse mosse contro di lei alla fine dell’anno scorso: a dicembre si era ritrovata al centro di una tempesta mediatica dopo che la Fia aveva annunciato, senza fare nomi, che stava esaminando un potenziale conflitto di interessi “tra il responsabile di un team di F1 e un membro della Fom”. Cioè tra lei e suo marito, sospettati di scambi di informazioni riservate, notizia che aveva dato Business F1 Magazine. Un’indagine aperta e chiusa in 48 ore, dopo che tutti i 9 team rivali della Mercedes, sospettati di aver segnalato alla federazione degli illeciti, avevano mandato una lettera negando qualsiasi coinvolgimento e schierandosi a favore della coppia.
Fia, i vertici lasciano
Per la Fia la vicenda si è chiusa lì, non per Susie Wolff, che ritiene di aver subito un enorme danno alla reputazione. Ora per Sulayem anche l’addio di Robyn, che aveva nominato come prova del suo impegno per l'uguaglianza e la diversità dopo una polemica sulle osservazioni che aveva fatto una volta sulle donne "che pensano di essere più intelligenti degli uomini”. Ma non sono solo le donne ad andarsene. Robyn è il quarto dipendente senior a lasciare la Fia da dicembre. Sono usciti il direttore sportivo Steve Nielsen, che ha trovato il suo successore in Tim Malyon, promosso dal ruolo di responsabile della sicurezza. Via anche il direttore tecnico delle monoposto, Tim Goss, sostituito da Jan Monchaux, ex direttore tecnico Alfa Romeo. Saluti anche da parte della responsabile della commissione femminile, Deborah Mayer. Nel governo delle corse, qualcosa non corre.