Fiducia Ferrari, gli aggiornamenti funzionano. Leclerc: “Ora siamo più competitivi”
di Alessandra ReticoLa Ferrari a un soffio dalla vetta: i primi aggiornamenti sulla SF 24 portati a Imola hanno funzionato. E’ mancato poco alla rossa, un decimo a giro e soprattutto una qualifica migliore, per scalare la cima. Bisognerà aspettare le prossime gare (esclusa Montecarlo, pista molto atipica) per capire la bontà delle evoluzioni di Maranello. Il problema, o il bello, è che il Cavallino non rincorre da solo la Red Bull di Max Verstappen. C’è la McLaren: Lando Norris, vincitore a Miami due settimane fa, 2° a 725 millesimi da Max all’Enzo e Dino Ferrari. A 7 secondi da entrambi c’è poi la Ferrari di Charles Leclerc. Era da molto tempo che non si vedeva un podio così compatto nei distacchi. Tutti vicini vicini. Con lo stesso passo.
La Ferrari a un soffio dalla vetta: i primi aggiornamenti sulla SF 24 portati a Imola hanno funzionato. E’ mancato poco alla rossa, un decimo a giro e soprattutto una qualifica migliore, per scalare la cima. Bisognerà aspettare le prossime gare (esclusa Montecarlo, pista molto atipica) per capire la bontà delle evoluzioni di Maranello. Il problema, o il bello, è che il Cavallino non rincorre da solo la Red Bull di Max Verstappen. C’è la McLaren: Lando Norris, vincitore a Miami due settimane fa, 2° a 725 millesimi da Max all’Enzo e Dino Ferrari. A 7 secondi da entrambi c’è poi la Ferrari di Charles Leclerc. Era da molto tempo che non si vedeva un podio così compatto nei distacchi. Tutti vicini vicini. Con lo stesso passo.
La fiducia di Leclerc
E’ un’ottima notizia per un Mondiale che sembra riaprirsi a meno di un terzo di stagione e che promette battaglie sul filo dei dettagli. Perché di questo si tratta, ormai: in un gruppo di testa così (quasi) omogeneo, la spunterà chi meglio saprà far funzionare le proprie attrezzature evolute e saprà eseguire al meglio ogni appuntamento di gara. Leclerc, che ha scavalcato in classifica generale Perez ed è 2°, legge con qualche rammarico il risultato, nonostante abbia portato la rossa sul podio di Imola dove mancava dal 2006 con Schumacher: “Ci siamo avvicinati ancora di più ai nostri rivali, con una qualifica migliore avremmo potuto regalare ai nostri tifosi un risultato migliore. Avevo un ottimo ritmo e riuscivo a recuperare su Lando e Max. Ci sono tanti aspetti positivi che ci portiamo a casa: gli upgrade hanno funzionato come ci aspettavamo e siamo diventati più competitivi”.
La buona notizia di Vasseur
Anche il team principal, Fred Vasseur, legge il risultato di Imola con un misto di sentimenti: “Sul traguardo abbiamo visto tre squadre in sette secondi, ed è stato così per tutto il weekend. Sette secondi su 63 giri sono (in media) meno di un decimo al giro. È una buona notizia per me, ma anche per la F1 e il campionato. Non siamo lontani. Rimane la frustrazione perché se avessimo concluso le qualifiche con un 1-2, avremmo fatto doppietta in gara. Se ci è sfuggito qualcosa è stato sabato, non domenica”. Questione di piccole cose che provocano grandi conseguenze, dunque. Per l’ingegnere francese “quando si è in tre in un decimo, ogni singolo dettaglio può fare la differenza, così come le caratteristiche della pista. Non capita spesso di avere sei o potenzialmente otto auto che possono vincere una gara. Ciò significa che quando non si è in forma, si può passare dalla prima all’ottava posizione. Il campionato può cambiare nel giro di un paio di settimane, anche se dovesse arrivare un ritiro o un incidente. Se una squadra fa doppietta e l’altra zero, la McLaren può fare un passo indietro o noi possiamo tornare sulla Red Bull”.
Il peso delle evoluzioni
Ferrari di nuovo terza forza a Imola, ma è una classifica che non corrisponde del tutto ai valori in campo né a quella Costruttori dove Maranello è 2^ con 212 punti dietro la Red Bull (268) mentre la McLaren è 3^ a 58 lunghezze di ritardo dalle rosse. In più, Imola pur avendo dato risposte positive sugli aggiornamenti della Scuderia, non è il tracciato definitivo per capire quanto valgono le evoluzioni: “Dobbiamo aspettare piste con diversi tipi di curve, diverse velocità di percorrenza e diverse velocità minime. E comunque la gestione delle gomme e il set up sono probabilmente molto più importanti dell’aggiornamento stesso. Dobbiamo aspettare altre gare prima di trarre beneficio e accelerare gli sviluppi: se qualcuno porta un aggiornamento una gara prima, si può passare facilmente dalla quinta alla prima posizione. Ne abbiamo già parlato e sarà fondamentale muoverci in fretta anche perché ora stiamo inseguendo l’ultimo centesimo, non di 5 decimi, quindi bisogna essere sicuri che ciò che si sviluppa, funzioni. Ora ci concentriamo su Monaco senza pensare al campionato”. Difficile non farlo: se sarà come sembra così ravvicinato.