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Le pagelle del Gp di Monaco: Leclerc da 10, ma lo spettacolo complessivo è da 2

Promossi e bocciati della sfida sul circuito del Principato
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LECLERC 10

Urla alla radio, è raggiante, si commuove, piange. Può fare qualsiasi cosa, Charles Leclerc. Al cittadino del principato di Monaco, a Montecarlo è nato e vive, figlio di un aspirante pilota che ha fatto di tutto per farlo arrivare in Formula Uno e alla Ferrari, in questa domenica è concesso tutto. Perché finalmente ha trionfato a casa sua, ha fatto suonare sul podio il proprio inno, note che si sentivano solo prima della gara, sulla griglia di partenza. Due pole positon, nel 2021 e nel 2022, erano state inutili, questa volta invece l’uomo in rosso non ha sbagliato. Si prende la gloria e torna persino, con 31 lunghezze di distacco da Verstappen, a sognare il mondiale piloti.

SPETTACOLO 2

Batte forte il cuore dei ferraristi, abbracci e commozione, pressione a mille e giornata da ricordare. Però se si analizza con onestà lo spettacolo offerto dalla corsa, diciamo che per distacco è stata la più noiosa nella storia della Formula Uno. Già a Montecarlo non si sorpassa, in più l’i…

LECLERC 10

Urla alla radio, è raggiante, si commuove, piange. Può fare qualsiasi cosa, Charles Leclerc. Al cittadino del principato di Monaco, a Montecarlo è nato e vive, figlio di un aspirante pilota che ha fatto di tutto per farlo arrivare in Formula Uno e alla Ferrari, in questa domenica è concesso tutto. Perché finalmente ha trionfato a casa sua, ha fatto suonare sul podio il proprio inno, note che si sentivano solo prima della gara, sulla griglia di partenza. Due pole positon, nel 2021 e nel 2022, erano state inutili, questa volta invece l’uomo in rosso non ha sbagliato. Si prende la gloria e torna persino, con 31 lunghezze di distacco da Verstappen, a sognare il mondiale piloti.

SPETTACOLO 2

Batte forte il cuore dei ferraristi, abbracci e commozione, pressione a mille e giornata da ricordare. Però se si analizza con onestà lo spettacolo offerto dalla corsa, diciamo che per distacco è stata la più noiosa nella storia della Formula Uno. Già a Montecarlo non si sorpassa, in più l’incidente iniziale ha tolto persino la possibilità dei pit stop, potendo i big, per non perdere tempo, montare un tipo di gomme e tenerlo dall’inizio alla fine. Nessun sussulto, nessun attacco di adrenalina, nessun muro toccato, nessuna safety car. Quanto è stato difficile non addormentarsi. Giusto perché c’era la rossa davanti.

PIASTRI 9

Dice: di più non potevo fare. E’ vero, bravo sia in qualifica che in gara. Non ha mai avuto la possibilità di sorpassare Leclerc.

SAINZ 9

Fortunato, collaborativo, dotato di spirito di squadra anche se a fine stagione diventerà un ex. Fortunato perché l’incidente capitato a Perez lo ha rimesso in gioco, dopo che una foratura aveva messo nel cestino il terzo posto iniziale. Collaborativo con la squadra ed encomiabile per aver continuato a ripetere che avrebbe corso per il trionfo di Leclerc.

FERRARI 10

Questa volta è impeccabile. Come i milioni di tifosi del mondo la vorrebbero. Saggia persino, con i suoi capi, nel dire a Leclerc di non forzare mai, di non correre i rischi, d’impostare un ritmo da crociera. Divertente quando il pilota dice alla radio: vi dimostro che posso andare più forte e fare il giro più veloce? E dai box in coro: non ci interessa, grazie. Alla fine lacrime e abbracci per tutti. Vincere a Montecarlo è come imporsi a Monza e Imola. Un altro gran premio di casa. Con in più l’irresistibile glamour e lo storico fascino.

NORRIS 8

Compitino. In una gara da compitino. Perché non succede nulla e conta solo evitare i muri e mantenere la macchina in pista.

RUSSELL 7

Si difende bene da Verstappen. Aiutato da strettoie amiche.

VERSTAPPEN 5

In gara fa poco, ma poco c’è da fare. L’insufficienza se la becca per il sabato. Qualifica disastrosa, per la quale dà colpa alla macchina, definita inguidabile. E’ lui però a toccare il muro e a sbagliare. Resta il più forte, ma su otto gare ne ha perse tre. Visto come ci aveva abituato, è un dato che salta agli occhi.

HAMILTON 6

Quasi una comparsa. Sobrio persino nel look. Sembra vivere in attesa dell’anno prossimo. E di un ritorno da protagonista vestito di rosso. Con la Mercedes la sensazione forte è che il ciclo sia finito.

PEREZ 5

Questa volta sembra non avere colpe, se la sua corsa dura pochi metri. Magnussen lo tampona in maniera irreparabile. Che disastro però in qualifica. Non si può partire in fondo alla griglia (e non per un problema meccanico o per una penalità) con la Red Bull. Buon per la Ferrari che sogna di vincere il titolo costruttori.

MAGNUSSEN 2

Pericoloso per sé e per gli altri. Ha già raggiunto il massimo delle penalità sulla patente. Forse in Canada se la caverà, non sarà squalificato e potrà essere al via. Ma se continua così, non potrà sempre passarla franca. Con Perez tenta un sorpasso impossibile. E la conseguenza sono due macchine, la sua e quella del messicano, nel muro.

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