Perez e la Red Bull distrutta a Montecarlo: “Danni fino a 3 milioni di euro”
di Alessandra ReticoTre milioni di euro ridotti in mille pezzi. E’ questo il costo calcolato dal consulente della Red Bull, Helmut Marko, per i danni subiti dalla macchina di Sergio Perez nel brutale incidente nel gp di Montecarlo. Dell’auto blu del messicano, uscito indenne dal botto, è rimasto soltanto lo scheletro dopo lo schianto e la carambola sulle barriere al primo giro causato dal contatto con Kevin Magnussen, sulla Haas, che cerca di passarlo infilandosi dietro sulla destra nella salita che collega la Sainte Devote al Casino. La Red Bull di Checo, toccata sulla ruota posteriore destra, prende il guardrail, si gira più volte e sbatte su ogni lato contro le barriere, colpisce davanti anche l’altra Haas di Nico Hulkenberg, prima di fermarsi in strada con quel che resta: quasi niente. Solo la cellula di sopravvivenza. Sull’asfalto c’è una marea di detriti che i marshal raccolgono pezzetto dopo pezzetto con le mani.
Tre milioni di euro ridotti in mille pezzi. E’ questo il costo calcolato dal consulente della Red Bull, Helmut Marko, per i danni subiti dalla macchina di Sergio Perez nel brutale incidente nel gp di Montecarlo. Dell’auto blu del messicano, uscito indenne dal botto, è rimasto soltanto lo scheletro dopo lo schianto e la carambola sulle barriere al primo giro causato dal contatto con Kevin Magnussen, sulla Haas, che cerca di passarlo infilandosi dietro sulla destra nella salita che collega la Sainte Devote al Casino. La Red Bull di Checo, toccata sulla ruota posteriore destra, prende il guardrail, si gira più volte e sbatte su ogni lato contro le barriere, colpisce davanti anche l’altra Haas di Nico Hulkenberg, prima di fermarsi in strada con quel che resta: quasi niente. Solo la cellula di sopravvivenza. Sull’asfalto c’è una marea di detriti che i marshal raccolgono pezzetto dopo pezzetto con le mani.
Magnussen nel mirino
Il pilota danese, che si è reso protagonista di varie scorrettezze (gli rimangono solo 2 punti sulla patente ed è a rischio squalifica) nelle ultime gare, non viene neanche penalizzato. I commissari evidentemente lo hanno derubricato a incidente di gara, come spesso accade per i contatti al primo giro. Marko certo non ha gradito: “E’ stato un altro incidente in cui Magnussen è stato coinvolto. Bisogna guardare attentamente i replay. Grazie a Dio è finito bene, ma è stata una situazione molto pericolosa e critica. Se sono sorpreso dalla mancata penalizzazione? In realtà sono sorpreso da quanto rapidamente siano riusciti a mettersi alle spalle l’accaduto”.
Non c’è solo un problema di regole e di giustizia. Ma anche di danni enormi, e quindi di tanti soldi andati in pezzi: “Non penso che l'incidente sia da investigare di nuovo, perché queste sono decisioni che possono subire forti influenze. Per prima cosa è stato molto pericoloso e, secondo, il danno alla RB20 è di 2 o 3 milioni. E questo è un grande handicap per noi con la regola del budget cap”.
Il budget cap
Dal 2021 le squadre sono soggette a un regolamento finanziario, introdotto per rendere la categoria sostenibile e, in parte, più equa. Le squadre non possono spendere più di 135 milioni di dollari quest’anno e sotto questo tetto devono far rientrare molte delle loro attività (sono esclusi gli stipendi dei piloti). La Red Bull lo ha sforato proprio nel 2021 e dopo una lunghissima e molto criticata indagine conclusa 10 mesi dopo, si accordò con la federazione per pagare una multa di 7 milioni di dollari oltre che il 10% di tempo in meno per i test aerodinamici nel 2023. L’anno scorso non ne ha risentito: 21 gare vinte su 22. Il divario tecnico con gli avversari era talmente ampio, che anche diminuendo le risorse, la Red Bull ha dominato.
Le riserve per gli imprevisti
Ma quest’anno la Red Bull ha vinto “solo” 5 gare su 8. Gli altri. Ferrari e McLaren in particolare, si sono avvicinati ai campioni del mondo e anche la blu forse sta esaurendo il proprio vantaggio. La Red Bull dovrà continuare a sviluppare la macchina per competere con gli inseguitori fino alla fine della stagione. E sviluppare, costa. Tutto viene programmato con molto anticipo, proprio per razionalizzare le risorse. Ci sono sempre riserve per gli imprevisti. Parti da sostituire per incidenti compresi. Ma quando la macchina è da ricostruire completamente, come nel caso di Perez, l’officina presenta fatture con cifre astronomiche. Non c’è un’assicurazione che ripaghi.