Le pagelle del Gp d’Austria: Piastri, 9 e rimpianti. Un altro 4 per Perez
di Stefano ZainoRUSSELL 10
Baciato dalla fortuna, d’accordo, ma pure bravo a capitalizzare tutto e in particolare il feroce duello a eliminazione fra Verstappen e Norris. Lui stesso si affretta a ricordare cosa possa compensare questo inaspettato trionfo (il secondo della carriera), un successo mancato nel 2020 in Bahrain, l’inglese all’esordio con la Mercedes (sostituto di Hamilton, vittima del Covid), la vittoria buttata e regalata a Perez per un clamoroso errore dei box, scellerati nel montargli le gomme destinate al compagno di squadra Bottas. Buona sorte restituita, fatto sta che questo colpo interrompe un lungo digiuno della squadra e fa molto bene al morale del pilota e del team.
NORRIS 9
Furioso con Verstappen, probabilmente da adesso in poi ex amico. Altre volte si era accusato per aver gettato al vento il successo, questa volta i suoi strali sono tutti per il rivale, che lo ha tamponato e lo ha messo fuori causa. Non ha dubbi, l’inglese della McLaren: l’olandese è stato scorretto, per tre v…
RUSSELL 10
Baciato dalla fortuna, d’accordo, ma pure bravo a capitalizzare tutto e in particolare il feroce duello a eliminazione fra Verstappen e Norris. Lui stesso si affretta a ricordare cosa possa compensare questo inaspettato trionfo (il secondo della carriera), un successo mancato nel 2020 in Bahrain, l’inglese all’esordio con la Mercedes (sostituto di Hamilton, vittima del Covid), la vittoria buttata e regalata a Perez per un clamoroso errore dei box, scellerati nel montargli le gomme destinate al compagno di squadra Bottas. Buona sorte restituita, fatto sta che questo colpo interrompe un lungo digiuno della squadra e fa molto bene al morale del pilota e del team.
NORRIS 9
Furioso con Verstappen, probabilmente da adesso in poi ex amico. Altre volte si era accusato per aver gettato al vento il successo, questa volta i suoi strali sono tutti per il rivale, che lo ha tamponato e lo ha messo fuori causa. Non ha dubbi, l’inglese della McLaren: l’olandese è stato scorretto, per tre volte in frenata ha cambiato direzione, cosa vietata dal regolamento. Sabato aveva il passo gara migliore, sembrava il più forte, non essere andato nemmeno a punti è difficile da accettare. Tra l’altro al danno si somma la beffa: non avendo potuto scontare una penalità di 5 secondi, perderà 3 posizioni nella griglia di Silverstone, il prossimo gp.
VERSTAPPEN 5
Questa volta dimostra una certa vulnerabilità. È eccessivo nel duello con Norris, la sua difesa gli costa pure un eventuale secondo posto e lo relega al quinto. I commissari lo considerano colpevole, visto che gli hanno inflitto 10 secondi di penalità, peraltro ininfluenti ai fini della classifica dell’Austria. Non solo: pure la sua squadra non è impeccabile, perché una volta tanto, cosa rara, sbaglia al pit stop e gli fa perdere 4 secondi, tempo che permette a Norris di avvicinarsi. Naturalmente, fa parte del suo carattere, respinge ogni addebito, ma è facile ipotizzare che la grande amicizia con Norris da adesso in poi non ci sia più. Anche perché i feroci duelli in pista diventeranno sempre più frequenti.
PIASTRI 9
Avrebbe potuto vincere la gara, se non avesse subito una penalizzazione al sabato, un maledetto centimetro fuori dai confini del circuito in cui è finita la sua McLaren, che ha portato alla cancellazione del suo tempo. È partito settimo in griglia e non terzo. Senza sanzione la sua gara sarebbe stata completamente diversa. Detto questo, i suoi sorpassi su Perez, Hamilton e Sainz sono da applausi. Contraltare, il contatto con Leclerc in partenza, ala anteriore del ferrarista distrutta e sua gara rovinata. Non sembra però responsabile. Molto aggressivo sì, ma questa è difficile chiamarla colpa.
SAINZ 7
Con l’ordinaria amministrazione, un duello iniziale con Hamilton e poco altro, si porta a casa il terzo posto e un podio francamente insperato. Culmine di un weekend abbastanza faticoso.
LECLERC 5
Il contatto con Piastri in partenza rende un calvario la sua gara. Fa più pit stop che sorpassi e alla fine, al diavolo l’ala anteriore danneggiata, chiude undicesimo, fuori dai punti. La sensazione di essere diventati la quarta forza del campionato resta forte. Anche se la classifica non è ancora così compromessa. Persino la Red Bull, leader nel costruttori, non pare irraggiungibile. Anche perché fa punti con un pilota solo.
FERRARI 5
Il voto alla scuderia si accompagna a quello per il pilota. Montecarlo aveva illuso: la Mercedes ha avuto fortuna, ma ha potuto sfruttare la sorte, perché era più avanti della rossa e non lontana da Red Bull e McLaren.
HAMILTON 5
Anonimo, con un macigno sulla testa. Lui, pluridecorato, quarto, il compagno di squadra Russell (che per inciso continua a batterlo in qualifica) sul gradino più alto del podio. Fa male al suo ego.
HULKENBERG 7
Oscar per l’altra Formula Uno, quella dei gregari. Sorpassa Perez, finisce davanti a una Red Bull e porta a casa punti pesanti per la sua Haas. La squadra lo ringrazia sentitamente.
PEREZ 4
Ormai è sempre l’ultimo dei big. E ora è pure il secondo dei gregari. Da quando ha rinnovato il contratto (impegno pluriennale), non ne azzecca più una.
GASLY 6
Che brividi con Ocon. Un miracolo che non si sbattano fuori a vicenda. Due nemici sotto lo stesso tetto. Facile prevedere un immediato intervento del capo Briatore.
OCON 5
Da stigmatizzare nel comportamento come il compagno. A decidere per il voto in meno è la classifica. Gasly decimo, nei punti, e lui dodicesimo.