Verstappen: “Non correrò altri 200 Gp, oltre alla F1 c’è altro. Norris insidia il mio titolo? Dormo sereno”
dalla nostra inviata Alessandra ReticoE’ una Monza diversa per tutti, ma lo è soprattutto per Max. Verstappen ha trionfato all’Autodromo nelle ultime due edizioni, ma viene da 5 gare senza un successo. La Red Bull ha difficoltà di bilanciamento e non è più l’astronave di una volta. Ha tanti rivali, a cominciare dalla McLaren di Lando Norris. In un incontro con la stampa italiana, Max che guida ancora la classifica con un margine di 70 punti, racconta il momento che sta vivendo, le aspettative per il futuro e pianifica anche un avvenire oltre la F1. Intanto, vede attorno un mondo che già cambia.
Kimi Antonelli, 18 anni, guiderà nelle prime libere per Mercedes. Dicono che sia il nuovo Verstappen. Che cosa gli consiglierebbe?
“Soltanto di essere se stesso, non ha bisogno di pensare di essere il prossimo Verstappen o altro. Penso che sia davvero molto molto bravo, ha talento, si vedrà molto presto e si è già visto sin dai kart e nelle varie categorie. Basta che proceda passo dopo passo, ha attorno quello che gli serve, uno st…
E’ una Monza diversa per tutti, ma lo è soprattutto per Max. Verstappen ha trionfato all’Autodromo nelle ultime due edizioni, ma viene da 5 gare senza un successo. La Red Bull ha difficoltà di bilanciamento e non è più l’astronave di una volta. Ha tanti rivali, a cominciare dalla McLaren di Lando Norris. In un incontro con la stampa italiana, Max che guida ancora la classifica con un margine di 70 punti, racconta il momento che sta vivendo, le aspettative per il futuro e pianifica anche un avvenire oltre la F1. Intanto, vede attorno un mondo che già cambia.
Kimi Antonelli, 18 anni, guiderà nelle prime libere per Mercedes. Dicono che sia il nuovo Verstappen. Che cosa gli consiglierebbe?
“Soltanto di essere se stesso, non ha bisogno di pensare di essere il prossimo Verstappen o altro. Penso che sia davvero molto molto bravo, ha talento, si vedrà molto presto e si è già visto sin dai kart e nelle varie categorie. Basta che proceda passo dopo passo, ha attorno quello che gli serve, uno staff che lo segue e gli insegna, è in un team molto forte con ottime persone. Sono contento ed entusiasta per lui, felice di vederlo girare. Gli direi di non avere paura di sbagliare, di godersela”.
Lei si ricorda della sua prima gara?
“Sì, me la ricordo, non è stata una delle più eccitanti, non mi ricordo cose particolari, solo che ero contento di correre”.
Tra le 200 gare che ha corso, qual è stato il momento più difficile finora?
“Forse all’inizio, perché non si ha abbastanza esperienza, col passare del tempo riesci a gestire tutto molto meglio”.
Ha detto che non correrà altri 200 gp. Le manca qualcosa della sua vita da teenager?
“No non mi manca niente della vita da ragazzo, è solo che a un certo punto vuoi fare cose diverse. Magari arriverò a 400 gare, ma non credo. Voglio correre meno gare, avere più tempo, non avere un’agenda, stare di più con la famiglia e gli amici, scoprire il mondo, fare altro in generale. Mi piace giocare a padel, ho un team di e-racing. Magari avrò un team mio nel GT, non in F1. Non voglio consumare la mia vita a gareggiare e a non vivere. La F1 è una parte importante della mia esistenza, ma non c’è solo la F1, a un certo punto sarà abbastanza. E non ha a che fare con quanto vinci o quanto guadagni. Vorrò magari fare un po’ di endurance ed essere più rilassato. Al momento sono contento per quello che faccio, sono nel mezzo di una battaglia per il campionato e totalmente dedito alla F1 e andrò avanti finché la mattina guardandomi allo specchio sarò convinto di dare il 100%”.
Sorpreso dalla scelta di Hamilton di andare in Ferrari?
“No, lo capisco, ha senso, è un suo sogno da quando era un bambino guidare la rossa. E anche se ha vinto tutto con la Mercedes, a volte è necessario trovare altre motivazioni. E comunque è eccitante per lo sport, sarò curioso anche di vedere le dinamiche con Charles, che è ancora il golden boy della squadra e sarà figo per la Ferrari stessa”.
E’ impossibile vedere lei in Ferrari in futuro?
“Dipende, innanzitutto dal fatto se sarò o meno ancora un pilota di F1. Magari a Le Mans? Chissà, io ho una Ferrari GT, c’è una connessione, anche se non significa niente, comunque è un grande prodotto e la Ferrari è un brand enorme nel mondo che produce grandissime macchine”.
Cosa si aspetta da Monza?
“In questo momento non siamo i favoriti a vincere qui e in più quest’anno ci sono molte incognite con l’asfalto nuovo, il poco grip e il caldo. Da parte nostra nelle ultime gare non è stato facile con la macchina, abbiamo avuto difficoltà soprattutto di bilanciamento, in mezzo alla curva non mi piace come la vettura si comporta. Proverò ad avere un week end pulito e a imparare”.
Cambierà atteggiamento per questa parte di stagione?
“No. Ci serve solo capire meglio la macchina, cosa è necessario per andare più veloci, non sarà facile, ma stiamo lavorando molto in questo senso. Avremo gare su piste diverse, in alcune andremo meglio che in altre. Ma è chiaro che dobbiamo migliorare se vogliamo tornare a vincere”.
Dorme tranquillo con i suoi 70 punti di vantaggio in classifica?
“Sì dormo bene e anche se non vincessi il Mondiale non mi cambierebbe la vita. Sono felice di quello che faccio, anche se preferirei essere in una situazione diversa adesso, ma sta a noi trovare soluzioni e fare meglio. Non serve mettere pressioni inutili a nessuno, ma stare calmi, lavorare insieme e gestire quello che può essere sotto il nostro controllo”.
Ha lottato con Lewis, Charles e adesso con Lando: che differenze ci sono tra loro?
“Ogni pilota è diverso, sono tutti veloci ma ognuno ha uno stile di guida differente che è proprio di ciascuno e questo lo trovo molto positivo, se fossero tutti uguali sarebbe molto noioso”.