ROMA — "Chi vincerà? Chi avrà più energie mentali. I ragazzi arrivano a giocarsi i titoli in cinque gare, dopo 19 sulle spalle. Tanta fatica, mica come ai miei tempi". Ivan Capelli, 61 anni, ex pilota di F1 (1985-1993), oggi commentatore della squadra F1 di Sky Sport.
Cinque gare e 250 punti in palio: vede abbastanza energia nei ferraristi per il titolo costruttori?
"Leclerc-Sainz formano la coppia più valida tra gli avversari. Per maturità, velocità, intelligenza tattica, concretezza ed esperienza, possono portarti a giocartela all’ultima gara. In Red Bull invece Perez è sempre alla rincorsa, la McLaren vive dei momenti di alti e bassi con Piastri che non ha ancora trovato continuità, ma anche Norris sembra non avere sufficiente cattiveria e bramosia. La Ferrari ha due piloti, gli altri uno solo".
La doppietta di Austin è un buon viatico.
"La domenica perfetta. Non solo p…
ROMA — "Chi vincerà? Chi avrà più energie mentali. I ragazzi arrivano a giocarsi i titoli in cinque gare, dopo 19 sulle spalle. Tanta fatica, mica come ai miei tempi". Ivan Capelli, 61 anni, ex pilota di F1 (1985-1993), oggi commentatore della squadra F1 di Sky Sport.
Cinque gare e 250 punti in palio: vede abbastanza energia nei ferraristi per il titolo costruttori?
"Leclerc-Sainz formano la coppia più valida tra gli avversari. Per maturità, velocità, intelligenza tattica, concretezza ed esperienza, possono portarti a giocartela all’ultima gara. In Red Bull invece Perez è sempre alla rincorsa, la McLaren vive dei momenti di alti e bassi con Piastri che non ha ancora trovato continuità, ma anche Norris sembra non avere sufficiente cattiveria e bramosia. La Ferrari ha due piloti, gli altri uno solo".
La doppietta di Austin è un buon viatico.
"La domenica perfetta. Non solo per aver vinto, ma per come lo ha fatto: con estrema facilità, avevano un passo nettamente più veloce. Leclerc davanti alla prima curva, in aria libera ha gestito il ritmo, andava da 4 a 6 decimi più veloce di Vertsappen, si era capito che aveva in pugno la vittoria. La fermata anticipata ha permesso a Sainz di trovarsi davanti ai rivali. Strategia giusta e nessun errore: ma diventa tutto più facile con una macchina che va forte. In passato non è stato così: quando non hai una macchina competitiva, sei costretto ad azzardare e magari sbagli. Se non ci fosse stato il momento di buio dopo Monaco, probabilmente la Ferrari avrebbe avuto una storia diversa e sarebbe in una posizione diversa anche oggi".
Cos’ha scoperto la Ferrari in America?
"Ha avuto un weekend lineare, si è concentrata soltanto nell’ottimizzare quello che aveva. L’unica squadra senza aggiornamenti, anche se è probabile che abbia usato materiali nuovi. La Ferrari era rimasta un po’ indietro nello sfruttare l’esasperazione della flessibilità delle ali, specie quella anteriore, rimanendo un po’ troppo fedele al regolamento. Poi evidentemente gli è stato dato un via libera sull’uso di alcuni materiali. Su una pista come Austin che faceva paura, la Scuderia ha scelto di non portare nulla per verificare se le evoluzioni precedenti andavano. Così è stato. Le tre aree più critiche, la messa a punto, il pilotaggio e la strategia, hanno permesso di avere un weekend pulito e fare doppietta".
Filosofia del team principal, Fred Vasseur.
"Il suo grande merito è di aver portato una mentalità che ricerca l’estremo per migliorare l’approccio alla gara e massimizzare il risultato, magari sacrificando la qualifica. È una sua caratteristica sin dalle formule minori. E sugli aggiornamenti ha preferito ritardarli piuttosto che averli senza particolari vantaggi".
Pronostici pista per pista?
"Messico un po’ critico, invece San Paolo a questo punto lo vedo un punto a favore della Ferrari. A Las Vegas dovrebbero ben figurare, Qatar più complicato. Ad Abu Dhabi, anche se storicamente non è stato così, c’è modo di fare bene. E tifiamo tutti perché si arrivi al gran finale".
Rimane imprevedibile?
"Sembra che ogni macchina e pilota venga favorito dal layout, ogni weekend c’è qualcuno che primeggia a dispetto degli aggiornamenti portati. A Singapore la Ferrari era alla rincorsa di una McLaren che volava, a Austin si è capovolta la situazione, la Red Bull è evoluta ma non ancora a posto. Sono le piste a dettare qual è la macchina migliore. A volte hai tu la regia della gara, in altre sei la comparsa. È quello che dovrebbe spaventare tutti. Dovremo scoprire chi avrà l’asso in mano".
Un 2025 con Hamilton in Ferrari e il ritorno di un italiano in F1, Kimi Antonelli. Cosa si aspetta?
"Un Lewis motivato che saprà di entrare in una grande storia, quando è dentro al progetto può fare la differenza. Se avrà questa macchina, non punterà a vincere solo gare, ma molto di più. Leclerc, a volte emotivo, potrà imparare dalla sua esperienza e dal pragmatismo anglosassone. Ho tante aspettative su Kimi, giusto metterlo subito sulla Mercedes, potrà ben figurare subito. Questa generazione di giovani mi spiazza, arrivano in F1 che sanno già tutto, devono solo leggere la velocità, ma quella ce l’hanno nel sangue".