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F1, le pagelle del Gp del Messico: Sainz 10, Leclerc 6. E Perez merita 2

La festa sul podio (afp)

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Promossi e bocciati della gara vinta dalla Ferrari di Sainz
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SAINZ 10

Quarta vittoria in carriera, seconda stagionale, oltreché quinta nel 2024 della Ferrari. Sta chiudendo alla grande la sua esperienza a Maranello e chissà che la sua partenza, vedendo che tipo di prestazione sfodera in Messico, non generi qualche rimpianto. Ai box, tanto per chiarire, c’è pure John Elkann, il tifoso più illustre. Sorride e festeggia, sapendo però che presto lo spagnolo (figlio d’arte) sarà solo un ex. Un campione in uscita che riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio in Messico dopo 34 anni. La rossa infatti non vinceva da queste parti dal 1990.

LECLERC 6

Un week-end da alti e bassi. Alla fine, ed è il guizzo che gli fa guadagnare la sufficienza dopo i fasti di Austin, riesce a strappare il giro più veloce e a guadag…

SAINZ 10

Quarta vittoria in carriera, seconda stagionale, oltreché quinta nel 2024 della Ferrari. Sta chiudendo alla grande la sua esperienza a Maranello e chissà che la sua partenza, vedendo che tipo di prestazione sfodera in Messico, non generi qualche rimpianto. Ai box, tanto per chiarire, c’è pure John Elkann, il tifoso più illustre. Sorride e festeggia, sapendo però che presto lo spagnolo (figlio d’arte) sarà solo un ex. Un campione in uscita che riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio in Messico dopo 34 anni. La rossa infatti non vinceva da queste parti dal 1990.

LECLERC 6

Un week-end da alti e bassi. Alla fine, ed è il guizzo che gli fa guadagnare la sufficienza dopo i fasti di Austin, riesce a strappare il giro più veloce e a guadagnare il punto aggiuntivo (pane buono per la rincorsa Ferrari al Mondiale costruttori), capitalizzando il rientro ai box al tramonto della gara. Ma prima sono più gli errori che le cose valide, compreso quel secondo posto perso a vantaggio di Norris per una macchina persa di mano (il posteriore che scappa) e che rischia di andare contro il muro. Leclerc ha manico e la tiene, ma non può conservare la posizione e l’indecisione lo fa scendere di un gradino dal podio, costringendolo alla terza piazza. Brutta appendice ad un week-end tutto all’inseguimento del pole man Sainz, a cominciare dal quarto posto in griglia.

Il podio, da sinistra a destra: Norris, Sainz, Leclerc e l'ingegnere Ferrari Riccardo Adami (afp)

NORRIS 8

Il secondo posto con il sesto di Verstappen gli fa guadagnare 10 punti sull’olandese, portando il distacco a 47 lunghezze con 4 gare ancora da disputare. L’inseguimento al titolo iridato resta un’impresa, ma è apprezzabile il suo commento dopo il traguardo: “Io continuo a tenere la testa bassa”. Come dire: mi arrenderò solo all’aritmetica. Dalla sua ha una macchina, la McLaren, che continua ad essere un missile, anche se adesso la Ferrari è allo stesso livello. O forse anche meglio.

Lewis Hamilton 

HAMILTON 7

La sua tenacia gladiatoria si manifesta al giro 66 su 71. Dopo lungo e ossessivo inseguimento riesce finalmente a sorpassare il compagno di squadra, Russell, e a conquistare il quarto posto. Un piazzamento che sarebbe offensivo definire platonico, quando a centrarlo è uno che gareggia anche quando deve andare in bagno e vuole saltare la coda. Cosa volete che siano sette titoli mondiali, quando c’è da battere il compagno di squadra e far capire che ai box chi comanda è ancora lui.

RUSSELL 5

Discorso inverso rispetto ad Hamilton. La macchina è la stessa, la Mercedes, e lui le prende. Non può essere soddisfatto. Quinto posto da buttare. O quasi.

Max Verstappen 

VERSTAPPEN 5

Non può sempre fare miracoli. Ormai è chiaro a tutti, la Red Bull non è più il razzo di un tempo, E’ tornata una macchina umana. Di extraterrestre c’è rimasto lui, costretto però ad andare oltre il limite, per reggere il confronto con Sainz (Ferrari) e Norris (McLaren). Risultato: 20 secondi di penalità, 10 più 10, per due manovre scorrette. Un fardello che zavorrerebbe chiunque. E che lo costringe ad accettare un magro sesto posto. Utile solo per la classifica iridata e per un sogno mondiale che continua però ad essere terribilmente concreto. Arriverà probabilmente con la lingua di fuori, ma 47 punti a 4 gare dalla fine restano comunque un bel tesoretto.

Oscar Piastri (reuters)

PIASTRI 4

Anonimo. Sparito dalla lotta. Brutta faccenda per una squadra che vuole portare a casa il Mondiale costruttori. E dolce notizia per la brillante Ferrari di questi tempi. In costante e determinata rimonta.

ALONSO 4

Inglorioso ritiro. Che brutto modo per festeggiare un traguardo da stropicciarsi gli occhi: 400 gran premi disputati.

(afp)

PEREZ 2

Disastro persino in Messico. Nel suo Messico, dove in qualche modo aveva sempre salvato la faccia. Non c’è limite al peggio. E attenzione, per chi si fosse distratto, fra le mani ha sempre una Red Bull, non una macchina qualsiasi. Una vettura che lui tratta pure male, visto che dopo il duello con Lawson salato sarà pure il conto del carrozziere. Ah dimenticavamo: nel mazzo infila pure 5 secondi di penalità per partenza anticipata.

Sergio Perez (reuters)

COLAPINTO 7

L’argentino invece ha una Williams fra le mani, più gloria passata che lustro presente. Eppure riesce sempre a farsi notare. Ad un certo punto è pure in possesso del giro più veloce. Scettro che alla fine perde, ma comunque ci aveva provato.

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