Giù il casco, su la maschera. La Ferrari è concentrata per la volata finale, sa che l’obiettivo Costruttori prende sempre più forma e per questo non vuole distrazioni. La corona a squadre manca a Maranello dal 2008, non si può sciupare tanta attesa con un errore banale. Una pista antipatica, una chiamata sbagliata, la luna storta. Anche se nelle ultime gare la Scuderia sembra baciata non dalla fortuna, ma dalla propria capacità di mettere a frutto i mezzi a disposizione: una macchina matura, due piloti affamati di risultati e ognuno a suo modo, un gruppo in sintonia. Dopo la doppietta a Austin, i 41 punti raccolti in Messico con il successo di Carlos Sainz e il terzo posto di Charles Leclerc hanno portato il Cavallino a scavalcare in classifica la Red Bull e ad avvicinare la McLaren che guida con 29 lunghezze di vantaggio. Ogni gara alla volta, delle quattro che restano, questo è il mantra che si ripetono le tute rosse. La prossima sfida già in Brasile il prossimo fine settimana, dove…
Giù il casco, su la maschera. La Ferrari è concentrata per la volata finale, sa che l’obiettivo Costruttori prende sempre più forma e per questo non vuole distrazioni. La corona a squadre manca a Maranello dal 2008, non si può sciupare tanta attesa con un errore banale. Una pista antipatica, una chiamata sbagliata, la luna storta. Anche se nelle ultime gare la Scuderia sembra baciata non dalla fortuna, ma dalla propria capacità di mettere a frutto i mezzi a disposizione: una macchina matura, due piloti affamati di risultati e ognuno a suo modo, un gruppo in sintonia. Dopo la doppietta a Austin, i 41 punti raccolti in Messico con il successo di Carlos Sainz e il terzo posto di Charles Leclerc hanno portato il Cavallino a scavalcare in classifica la Red Bull e ad avvicinare la McLaren che guida con 29 lunghezze di vantaggio. Ogni gara alla volta, delle quattro che restano, questo è il mantra che si ripetono le tute rosse. La prossima sfida già in Brasile il prossimo fine settimana, dove ritorna la sprint, la quinta e penultima della stagione prima del Qatar, un’opportunità in più per sommare punti.
Titolo costruttori possibile
C’è spazio e tempo per tornare a sognare. Anche perché gli avversari hanno meno strumenti: la Red Bull corre con un solo pilota, Verstappen, mentre Perez sembra davvero disperso. La McLaren ne ha due, ma solo a fasi alterne, con un Norris 2° in Messico ma non sempre abbastanza cattivo o desideroso, mentre Piastri è una variabile troppo incostante. Infine, Lando-Max: lo scontro tra i due per il titolo può trasformarsi in un fattore a favore della Ferrari. Che è solida invece nel gioco di coppia. Sainz in forma splendida, brama l’ultimo show, visto che da licenziato lascerà Maranello a fine anno: è più leggero di testa, chissà che non voglia farsi rimpiangere. Leclerc non ci sta mai a perdere: sarebbe stato 2° in Messico se non avesse trovato i doppiati che lo hanno rallentato e, assediato da Lando, non avesse commesso un errore che gli è costato la posizione. In compenso, il coraggio di fermarsi e portare a casa il punto extra per il giro veloce.
Vasseur: “Che tutti si concentrino sul duello Verstappen-Norris”
«L’importante per noi è non avere distrazioni e che tutti si concentrino sul duello Lando–Max», dice il team principal, Fred Vasseur. «Il weekend di Carlos? Perfetto, ha dettato il passo fin dalle libere, in gara ha guidato in maniera molto intelligente, anche quando ha perso il comando al via. Il sorpasso su Max è stato grandioso e da lì in poi ha avuto tutto sotto controllo. Anche Charles aveva un buon ritmo, ma ha perso un po’ di tempo con i doppiati, colpa loro, questo ci è costato la seconda posizione. Comunque un buon fine settimana anche per lui».
Da Monza macchina eclettica su varie piste
Manca l’ultimo miglio e la Ferrari c’è. Dice Vasseur che «da Monza in poi la nostra macchina ha funzionato bene su piste molto diverse e questo mi fa credere che possiamo essere competitivi anche nelle prossime gare. Anche in Qatar, sebbene sulla carta ci sia sfavorevole. Non dipende tutto dal potenziale dell’auto, ma anche dal modo in cui gestiamo tutte le varie fasi: a San Paolo si ripartirà da zero ma lo faremo consapevoli che siamo stati capaci di vincere due gare di fila e che stiamo facendo un buon lavoro. Non cambieremo il nostro approccio. Affronteremo una gara alla volta, senza guardare il quadro generale». La cornice c’è, per il capolavoro mancante.