NORRIS 10
Il week end perfetto. Stavolta la tensione non lo divora, è lui a dominarla. Non sbaglia nulla. Pole position al sabato, vittoria alla domenica. In testa dall’inizio alla fine, Giù il cappello.
PIASTRI 8
Non gli si può dare il massimo, perché in partenza si fa sorprendere da Verstappen, finendo coinvolto in un incidente che condiziona la sua gara, benché i commissari per l’episodio non lo condannino, attribuendo colpa e sanzione all’olandese. Poteva accompagnare Norris e regalare al team una doppietta, invece è costretto ad inseguire, sino a conquistare un faticoso, sofferto decimo posto, giusto per entrare nei punti e dare anche lui un piccolo contributo nel giorno della gloria. E’ chiaro che per questo gp meriterebbe di meno,…
NORRIS 10
Il week end perfetto. Stavolta la tensione non lo divora, è lui a dominarla. Non sbaglia nulla. Pole position al sabato, vittoria alla domenica. In testa dall’inizio alla fine, Giù il cappello.
PIASTRI 8
Non gli si può dare il massimo, perché in partenza si fa sorprendere da Verstappen, finendo coinvolto in un incidente che condiziona la sua gara, benché i commissari per l’episodio non lo condannino, attribuendo colpa e sanzione all’olandese. Poteva accompagnare Norris e regalare al team una doppietta, invece è costretto ad inseguire, sino a conquistare un faticoso, sofferto decimo posto, giusto per entrare nei punti e dare anche lui un piccolo contributo nel giorno della gloria. E’ chiaro che per questo gp meriterebbe di meno, ma non si può dimenticare quanto di buono ha fatto in precedenza, nella stagione, la seconda, della sua definitiva consacrazione.
STELLA 10
Un eroe per la McLaren. Italiano, classe 1971, già punto di forza della Ferrari, ha il merito di riportare dopo 26 anni il team sul tetto del mondo. Un dato per capire quanto è durata l’attesa e quanto è importante questo mondiale costruttori. Aveva vinto per l’ultima volta nel 1998 e non c’è più nessuno ai box di quella squadra. Altra curiosità che sa davvero di grande rivincita: Stella era l’ingegnere della macchina di Alonso, quando lo spagnolo in Ferrari nel 2010 ad Abu Dhabi perse il Mondiale a vantaggio di Vettel e della sua Red Bull, rimanendo dietro, senza poterlo sorpassare, al carneade Petrov. Fu una delusione enorme. Per lui e per lo spagnolo. Macchia probabilmente cancellata con questo trionfo, che arriva dopo 10 anni di McLaren e due da capo squadra.
MCLAREN 10
L’abilità di riuscire a colmare in fretta il gap tecnico con la Red Bull, merito di tutti i meccanici. E onore alla papaya, che è colore originale del team. Aveva vinto in biancorosso (omaggio allo sponsor), in versione argento (regalo al motore), mai nel suo vero aspetto cromatico. Il colore che ispira simpatia, oltre a profumare di vittoria.
LECLERC 10
Partito diciannovesimo, finisce terzo, sul podio. Una rimonta pazzesca. Alla fine del primo giro era già ottavo. Il capolavoro resta a metà, ma non è certo colpa sua. In questo week end ha dovuto sconfiggere una intossicazione alimentare, la penalizzazione di dieci posti in griglia, quei centimetri fuori dalla pista che hanno indotto i commissari a non considerare valido il suo giro in qualifica. Sembrava Paperino. Invece dal cilindro tira fuori una (inutile) gara straordinaria.
SAINZ 9
Saluta la Ferrari nel modo migliore. Secondo, sul podio, alle spalle di Norris. Fa quello che la scuderia gli ha chiesto. Non tradisce. In tanti anni lo ha fatto poche volte.
VASSEUR 8
Se non altro con questo capo del team la Ferrari è tornata protagonista. Era dal 2012 che non lottava per il mondiale costruttori, resta il 2008 l’ultima stagione in cui lo ha vinto. Questo finale di stagione (dopo la sosta estiva Leclerc è il pilota che fatto più punti) promette bene. Nel 2025 può davvero credere nella grande impresa. Piloti (c’è pure Hamilton) e costruttori.
FERRARI 8
Dopo stagioni da comparsa la scuderia più amata nel mondo ha ridato speranze e fatto sognare di nuovo. Maranello ha fatto di tutto per vincere, si arrende per 14 punti. Un’inezia dopo 24 gran premi, praticamente mezzo punto a gara di media. Ora è fondamentale non crogiolarsi nel rimpianto, ma già pensare alla rivincita.
HAMILTON 9
Saluta la Mercedes e fa commuovere tutti. Il sigillo dell’inimitabile campione lo mette a pochi metri dal traguardo, quando scavalca il compagno di squadra Russell e conquista il quarto posto. Era partito sedicesimo, la stoffa c’è ancora e a Maranello lo aspettano a braccia aperte.
RUSSELL 7
Subito dopo il traguardo applaude il compagno di squadra Hamilton. Signorile nel doveroso omaggio. Verso un campione da cui sicuramente ha imparato tanto.
VERSTAPPEN 5
Questa volta s’infila in un brutto tunnel. In partenza sperona Piastri e lo sanzionano. Gara anonima come il sesto posto finale.
PEREZ 4
Poteva mancare il suo testacoda e il suo ritiro? In Red Bull devono aver perso la pazienza. Perché a fine gara il capo del team Horner stavolta non fa nulla per difenderlo. E le sue acide parole sanno tanto di congedo.