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Kimi Antonelli: “Per la prima vittoria in F1 mangio anche la pizza all’ananas”

Andrea Kimi Antonelli 

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Intervista al 18enne bolognese, nuovo pilota della Mercedes: “Voglio conquistare nuovi tifosi in Italia. Il gp di casa sarà Imola, spero ci siano bandiere per me”
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LONDRA — Un pegno in cambio di una vittoria? «Mangerei una pizza all’ananas». È il primo italiano in Formula Uno quattro anni dopo Andrea Giovinazzi, il terzo esordiente più giovane di sempre dopo Verstappen e Stroll e ha appena preso la patente di guida: «Almeno mamma non dovrà più scarrozzarmi», racconta dalla O2 di Londra. Eppure Andrea Kimi Antonelli, bolognese di 18 anni, dopo aver stupito nelle serie minori, è pronto all’esordio con la Mercedes ereditata dal sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Tutore Toto Wolff, team principal della squadra, “per me quasi un secondo padre”.

Kimi Antonelli e George Russell sul red carpet 

E suo papà Marco, veterano del mondo delle corse?

«Lui è la mia vera roccia, so che posso fidarmi sempre. Grazie a lui sono arrivato qui. Anche mia madre è stata cruciale: soprattutto ai tempi dei kart, mi ha sempre accompagnato lei in pista, compiendo un sa…

LONDRA — Un pegno in cambio di una vittoria? «Mangerei una pizza all’ananas». È il primo italiano in Formula Uno quattro anni dopo Andrea Giovinazzi, il terzo esordiente più giovane di sempre dopo Verstappen e Stroll e ha appena preso la patente di guida: «Almeno mamma non dovrà più scarrozzarmi», racconta dalla O2 di Londra. Eppure Andrea Kimi Antonelli, bolognese di 18 anni, dopo aver stupito nelle serie minori, è pronto all’esordio con la Mercedes ereditata dal sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Tutore Toto Wolff, team principal della squadra, “per me quasi un secondo padre”.

Kimi Antonelli e George Russell sul red carpet 

E suo papà Marco, veterano del mondo delle corse?

«Lui è la mia vera roccia, so che posso fidarmi sempre. Grazie a lui sono arrivato qui. Anche mia madre è stata cruciale: soprattutto ai tempi dei kart, mi ha sempre accompagnato lei in pista, compiendo un sacco di sacrifici. Ho la fortuna di avere una famiglia che mi ha sempre sostenuto, e guidato soprattutto nei momenti più difficili. O quando avrei potuto sbagliare strada nella mia vita».

Quanto sono orgogliosi di lei i suoi genitori?

«Molto. Ma allo stesso tempo mi fanno mantenere la calma, per tenere basse le aspettative».

E quindi non sogna di diventare il Sinner della F1?

«Il mio sogno è quello di riuscire a riportare l’Italia sul gradino più alto, anche del campionato mondiale di F1. Credo che il Paese ne abbia bisogno, è il mio obiettivo principale. Ma quest’anno devo ancora imparare un sacco di situazioni nuove, e non voglio pormi obiettivi troppo alti».

Però molti fan in Italia hanno nel cuore solo la Ferrari… non teme di restare nell’ombra, da italiano?

«Cercherò di conquistare nuovi fan. Imola per me sarà il vero Gran premio di casa. Spero di vedere qualche bandiera anche per me e la Mercedes sugli spalti…».

E ora c’è pure la Hamilton mania in Italia.

«In Mercedes mi hanno detto che Lewis mi ha lasciato un messaggio».

Cosa le ha scritto?

«Non lo so. Me lo faranno vedere alla prima gara in Australia. Ma mi hanno detto che è bellissimo. Lewis, oltre a un grande pilota, è anche una grandissima persona. Mi ha sempre detto di concentrarmi su me stesso. E soprattutto di divertirmi. Ma sarà mio avversario e cercherò di batterlo».

Lei pare un ragazzo molto dolce e sensibile. Come fa a trasformarsi in pilota spietato in pista?

«Quando tiri giù la visiera, diventi totalmente un’altra persona. Pensi solo a te stesso e alla squadra. Sono stato lanciato in questa gabbia di leoni quindi attaccherò e risponderò, sempre. Per aver successo, bisogna anche essere cattivi».

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