Ferrari, un Hamilton sempre più italiano. E Leclerc gli insegna l'inno di Mameli
di Alessandra ReticoLewis, l’italiano. Hamilton prende lezioni di lingua, un po’ la parla e molto più la capisce, si è immerso fino in fondo nella nostra cultura da quando è arrivato ufficialmente a Maranello, a fine gennaio. Non solo pasta, pizza, gelato. A 40 anni, il 7 volte campione inglese si sta inventando una vita nuova e una nuova cittadinanza sentimentale: poche parole ma quelle essenziali per comunicare la felicità di essere in rosso: “Sono felice di iniziare questa nuova avventura con voi in Ferrari. Sono molto emozionato” diceva nel video di presentazione della macchina 2025 con la quale, nel fine settimana a Melbourne, esordirà per il primo gp della stagione. Curiosamente: in Australia esordì in F1, nel 2007, con la McLaren (terzo).
Il corso accelerato di Hamilton
Ha ancora tanto da impar…
Lewis, l’italiano. Hamilton prende lezioni di lingua, un po’ la parla e molto più la capisce, si è immerso fino in fondo nella nostra cultura da quando è arrivato ufficialmente a Maranello, a fine gennaio. Non solo pasta, pizza, gelato. A 40 anni, il 7 volte campione inglese si sta inventando una vita nuova e una nuova cittadinanza sentimentale: poche parole ma quelle essenziali per comunicare la felicità di essere in rosso: “Sono felice di iniziare questa nuova avventura con voi in Ferrari. Sono molto emozionato” diceva nel video di presentazione della macchina 2025 con la quale, nel fine settimana a Melbourne, esordirà per il primo gp della stagione. Curiosamente: in Australia esordì in F1, nel 2007, con la McLaren (terzo).
Il corso accelerato di Hamilton
Ha ancora tanto da imparare, Lewis, di una squadra e di un paese molto diversi dalla Gran Bretagna e dai motori Mercedes che ha da sempre frequentato. Avrà bisogno di adattarsi, anche alle molte differenze tecniche e di procedure: ha chiesto un cambio al volante per facilitare certi automatismi nei comandi e segue corsi accelerati di gergo specialistico coi meccanici che gli parlano di “manettino”, se non coglie al volo, passa le serate su internet a scoprire il significato delle parole.
Leclerc insegna a Lewis l’inno di Mameli
Ha lanciato una petizione pubblica di fronte alla folla di piazza Castello a Milano, la settimana scorsa, per scegliere un’espressione che sostituisca l’”hammertime” con la quale il suo ex ingegnere di pista in Mercedes, Bono, lo invitava a spingere “a martello”. Ora il suo nuovo ingegnere, Riccardo Adami, ex di Vettel e Sainz, vedremo quale sceglierà. Intanto ai tifosi che lo hanno già adottato, Hamilton ha lanciato un italiano “vi amo”. Mentre il suo compagno, Charles Leclerc, che l’italiano lo conosce piuttosto bene, gli insegna le parole dell’inno di Mameli.
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Dove ha preso casa Hamilton
Lewis ascolta e fa tesoro di ogni stimolo, come fosse un ragazzino. Sembra ringiovanito, lui stesso si è detto rinvigorito da questa ripartenza, alla sua età. Altro che fine carriera, Hamilton sembra volerne iniziare un’altra e mettere radici. Dopo le prime settimane trascorse in un motorhome accanto alla pista di Fiorano (dove correva all’alba) per ridurre gli spostamenti e calarsi completamente nel molto lavoro da fare in poco tempo, ha anche preso una casa a Milano, zona Porta Nuova, come base d’appoggio nelle pause tra un gran premio e l’altro in Europa. Da Montecarlo, dove risiede, la strada sarebbe troppo lunga. Aveva cercato una villa nelle colline emiliane, ma alla fine ha rinunciato per timore di trovarsi troppo isolato, senza amici, lui che pur riservato ha bisogno di avere una rete di persone fidate attorno.
Lo staff che segue Hamilton
Anche per questo ha richiamato la sua fisioterapista storica, la neozelandese Angela Cullen, per accompagnarlo in questo nuovo viaggio. Insieme a lei, altre cinque o sei persone di fiducia, dalla responsabile della comunicazione al manager che lo ha seguito a lungo, Marc Hynes, a un’assistente in pista assunta quest’anno, un bodyguard ed esperti di immagine (con una particolare attenzione ai capelli). Non mancano mai i suoi affetti, quando conta: il padre Anthony, che lo ha cresciuto con molti sacrifici nel mondo delle corse; alla madre Carmen, cui è molto legato e che è sempre stata presente nei momenti cruciali, compresi i primi giri in pista a Fiorano a gennaio; alla moglie del papà, Linda, con la quale ha vissuto la sua adolescenza. Sì, molta famiglia: Lewis è portato per l’italiano.