Shanghai – Saetta Hadjar. Così impaziente di debuttare, che non riesce neanche a iniziare. Che dolore, per Isack, il pilota franco algerino finito a muro nel giro di formazione a Melbourne. C’era acqua in pista, ma ne è caduta di più nel casco del 20enne parigino scoppiato in un pianto a dirotto. C’è voluta una gru per rimuovere la sua Racing Bulls scassata, provocando il ritardo della partenza del gp. A lui non basterebbe una leva per risollevare il suo mondo: «Sono imbarazzato e dispiaciuto per la squadra». Tornato nel paddock ancora con la visiera abbassata e il capo chino, il padre di Lewis Hamilton, Anthony, gli è andato incontro, lo ha abbracciato, gli ha sussurrato qualcosa di così profondo da superare la barriera dell’elmetto: «Quando ho visto cosa è successo a Isack, il mio cuore è crollato, ho provato pena per lui, è stato così triste da vedere perché so quanto è dura quando questi bambini hanno otto anni e sognano di diventare piloti di Formula 1».
Shanghai – Saetta Hadjar. Così impaziente di debuttare, che non riesce neanche a iniziare. Che dolore, per Isack, il pilota franco algerino finito a muro nel giro di formazione a Melbourne. C’era acqua in pista, ma ne è caduta di più nel casco del 20enne parigino scoppiato in un pianto a dirotto. C’è voluta una gru per rimuovere la sua Racing Bulls scassata, provocando il ritardo della partenza del gp. A lui non basterebbe una leva per risollevare il suo mondo: «Sono imbarazzato e dispiaciuto per la squadra». Tornato nel paddock ancora con la visiera abbassata e il capo chino, il padre di Lewis Hamilton, Anthony, gli è andato incontro, lo ha abbracciato, gli ha sussurrato qualcosa di così profondo da superare la barriera dell’elmetto: «Quando ho visto cosa è successo a Isack, il mio cuore è crollato, ho provato pena per lui, è stato così triste da vedere perché so quanto è dura quando questi bambini hanno otto anni e sognano di diventare piloti di Formula 1».
Hadjar: “Gli Hamilton sono persone di classe”
Ne sa qualcosa, Anthony (ha ringraziato gli Hamilton,”sono persone di classe”), che ha fatto mille lavori e speso tutti i suoi risparmi per far correre quello che oggi è un 7 volte campione del mondo (e anche Lewis è poi andato a sostenere il ragazzino ferito). «Sì, mi sono sentito per lui come un padre, volevo solo abbracciarlo. Vivono sempre sotto molta pressione nel loro cammino, poi sei seduto lì sulla griglia di partenza per la tua prima gara, e non riesci. Deve essere la sensazione peggiore del mondo, mi dispiaceva per lui». Anche il presidente della Formula 1, Stefano Domenicali, è andato a consolarlo.
L’errore fatale di Hadjar a Melbourne
Isack ha apprezzato. «Ha significato molto per me, quello che ha fatto Anthony. Sapeva che cosa stessi provando, quanto mi sentivo male. E' venuto da me nel momento peggiore e penso che sia stata una bellissima cosa da parte sua. Mi ha detto che devo tenere la testa alta e dimostrare quanto valgo. Ieri ho fatto bene...». Sì, il migliore dei rookie del 2025 in qualifica (11°). «Anche altri sono venuti da me per consolarmi, anche Domenicali. Vedere il loro sostegno è un bel gesto. Ho già avuto momenti come questo». In effetti: la sua Campos Racing è andata in stallo sotto i semafori nell’ultima gara di F2 ad Abu Dhabi, l’anno scorso, quando si giocava per un punto il titolo con il brasiliano Bortoleto ora è titolare in Sauber, e anche lui finito in barriera all’Albert Park come tutti gli esordienti, Kimi Antonelli a parte. «Vedere altri piloti che hanno fatto errori simili al mio non è per niente una consolazione. Il mio approccio non è stato quello corretto, tutto qui. Ho esagerato. Ho fatto pattinare troppo le ruote posteriori e l’auto è partita. Ho provato a salvare la situazione, ma quando si è intraversata ero solo un passeggero. E' successo tutto molto velocemente. Erano condizioni difficili, ma non volevo che succedesse a me così presto. Sono arrabbiato, mi si spezza il cuore e mi dispiace enormemente per il team. Ho perso un’opportunità di fare esperienza. Sarebbe stato il mio primo gran premio sul bagnato».
“Meglio subito in pista che pensare all’errore per un mese”
Gli servirà una corsa per curare l’anima. “Direi che già lunedì mi sentivo molto meglio, è bello tornare abbastanza presto piuttosto che avere un mese per rimuginarci sopra”. Figlio e nipote di medici e fisici algerini trapiantati a Parigi, Hadjar si è innamorato delle corse guardando Cars, il film di animazione della Pixar con Saetta McQueen protagonista. Il padre gli comprò un kart, a 8 anni la sua prima gara mentre faceva anche judo (cintura marrone). Si ispira a Ayrton Senna e Lewis Hamilton. In pochi anni, arriva nel mirino della Red Bull. E’ il severissimo superconsulente Helmut Marko a notarlo dopo una gara del FRECA (campionato europeo di Formula Regionale) a Montecarlo, Isack aveva 16 anni: pole e successo. Marko lo soprannominò “il piccolo Prost” e due giorni dopo gli spedì il contratto per la squadra junior. Piccolino (1,67 metri), ha dentro un’energia esplosiva, una febbre di dimostrare. Troppo? Per Marko, non proprio un sentimentale, forse sì. Il gran capo non ha apprezzato il pianto disperato del suo protetto: «Imbarazzante». Che Saetta nel cuore.