PIASTRI 10
Sabato la prima pole position della carriera, il giorno dopo il terzo successo al gran premio numero 48 della propria storia. Il ragazzo, classe 2001, si sta facendo, al punto da affermare a fine gara di puntare al titolo mondiale, forte di una macchina, la McLaren, che è il missile di quest’anno. Si conferma una sorta di predestinato, lui che al debutto ha trionfato in Formula 3 e sempre al primo colpo ha vinto la Formula 2. E mantiene la solita espressione glaciale, esultanza al minimo di fronte alla vittoria, atteggiamento freddo, concentrato e all’apparenza persino rilassato, nonostante il carico di adrenalina. Certamente si candida come un protagonista assoluto.
NORRIS 7
Male nelle qualifiche della gara sprint, ancora peggio durante la corsa breve, sconfitto dal compagno di squadra pure in qualifica, circostanza che lo ha condannato nel verdetto del gran premio, dove si deve accontentare del secondo posto. A conti fatti l’appendice, la corsa lunga, è la cosa che…
PIASTRI 10
Sabato la prima pole position della carriera, il giorno dopo il terzo successo al gran premio numero 48 della propria storia. Il ragazzo, classe 2001, si sta facendo, al punto da affermare a fine gara di puntare al titolo mondiale, forte di una macchina, la McLaren, che è il missile di quest’anno. Si conferma una sorta di predestinato, lui che al debutto ha trionfato in Formula 3 e sempre al primo colpo ha vinto la Formula 2. E mantiene la solita espressione glaciale, esultanza al minimo di fronte alla vittoria, atteggiamento freddo, concentrato e all’apparenza persino rilassato, nonostante il carico di adrenalina. Certamente si candida come un protagonista assoluto.
NORRIS 7
Male nelle qualifiche della gara sprint, ancora peggio durante la corsa breve, sconfitto dal compagno di squadra pure in qualifica, circostanza che lo ha condannato nel verdetto del gran premio, dove si deve accontentare del secondo posto. A conti fatti l’appendice, la corsa lunga, è la cosa che gli è riuscita meglio. Con l’abilità nel superare Russell in partenza e poi durante la gara, quando per colpa della strategia deve riprendersi la seconda piazza. China la testa di fronte a Piastri, ma contribuisce alla festa del team.
MCLAREN 10
Molti sperano che non ammazzi il campionato. La paura è giustificata. Due corse, due trionfi, equamente suddivisi fra i due piloti. E in Cina la cinquantesima doppietta della propria storia. Rassegniamoci: in questo momento ad andare di moda in Formula Uno è la papaya.
RUSSELL 9
Podio in Australia, terzo posto pure in Cina. E’ il pilota che raccoglie più briciole dalla tavola McLaren. Tenendo in piedi le speranze e l’immagine della Mercedes.
VERSTAPPEN 8
Il suo sorpasso negli ultimi giri a Leclerc, manovra che vale la quarta posizione, è il più spettacolare della gara. Non ha più la vettura migliore e quindi non può più essere cannibale. Deve vestire i panni della formichina. Che riesce, in momenti difficili, a portare a casa tanti punti. Con 36 è secondo in classifica, uno in più di Russell, due di Piastri e solo otto in meno di Norris. Un rendimento superiore alle potenzialità della sua Red Bull.
LECLERC 5
La notizia finale completa l’opera. Suggella una gara da dimenticare. Disastrosa. Il monegasco, arrivato quinto al traguardo, è stato squalificato perché la sua macchina è stata trovata sottopeso di 1 chilo rispetto al regolamento. Punizione che lo accomuna a Gasly e alla sua Alpine. Fuori dalla classifica. Zero punti e non i dieci conquistati. Prima dell’ultima tempesta aveva avuto un contatto con Hamilton in partenza che ha danneggiato la sua ala anteriore. La perdita della bandella lo ha portato ad avere un calo del 30 per cento nell’efficienza aerodinamica. Cosa che avrebbe fatto supporre una gara calvario. Invece, strano a dirsi, il cronometro non ne risente troppo, tanto è vero che si è classificato quinto, davanti ad Hamilton, penalizzato dalla strategia. Il monegasco però (e ancora non sapeva che sarebbe stato squalificato) è convinto di essere stato zavorrato da quell’episodio, al punto da affermare che senza il guaio all’ala (per il quale assolve completamente il compagno di squadra) avrebbe potuto vincere il gran premio, disponendo la sua Ferrari, in condizioni normali, di un ottimo ritmo. Sarà. L’impressione dall’esterno è che gli affanni siano molti e che al momento la sua macchina sia inferiore alle McLaren, alla Mercedes e alla Red Bull. E che il sorpasso subito nel finale da Verstappen sia un prezzo inevitabile.
HAMILTON 5
Anche per lui è arrivata la squalifica. Il pattino del fondo della sua vettura è stato trovato troppo consumato alle verifiche tecniche, con una rilevazione di 8.5mm contro i 9 minimi richiesti dal regolamento tecnico a fine gara. La definitiva mazzata dopo una gara anonima. Tanto è vero che un’eventuale sufficienza sarebbe andata al week end, non alla domenica cinese. Al sabato ha vinto la gara sprint, primo suo sigillo con la Ferrari, primo sorriso della rossa nella corsa mini, e questo fa storia. Diverso il gp con il deprimente sesto posto. Dove in partenza ha un contatto con Leclerc, è più lento del compagno di squadra, al punto da ricevere l’ordine via radio di farlo passare, dalla strategia viene penalizzato, scomparso, inghiottito dalla tattica a due soste, unico fra i big ad averla effettuata, unico ad aver tentato (sbagliando) qualcosa di diverso. Con una macchina modificata rispetto alla gara sprint. E peggiorata.
FERRARI 3
In Cina ha corso il gran premio numero 1100 della sua storia. Non sarà consegnato ai posteri. Scivolerà rapidamente nell’anonimato. A meno di non ricordare la squalifica di entrambi i piloti, tra l’altro per motivi diversi, lo zero in classifica, una squadra sotto accusa per il peso e il fondo consumato, dopo una gara piena di affanni, inconvenienti alla partenza e strategie sbagliate.
ANTONELLI 6
Ottavo, di nuovo a punti, con l’handicap di una corsa condotta con il fondo danneggiato che sicuramente penalizza la sua gara. In classifica è pari a Leclerc e ha un punto in più di Hamilton, non male per un debuttante. Deve migliorare però in qualifica. Non può partire sempre così indietro. Ed essere costretto a faticose (in Cina vane) rincorse.
ALBON 7
Fa grande la piccola Williams. Sia nella corsa lunga che nella gara sprint si inserisce fra i protagonisti, anche se non agli alti livelli visti in Australia con il quinto posto finale. E nel duello interno continua a battere Sainz.
BEARMAN 7
Regala un punto (Ocon, il compagno di squadra, sei) alla sua Haas, con un sorpasso da applausi nel finale all’Alpine di Gasly. Può lasciare la Cina soddisfatto.
LAWSON 4
Disperso. Imbarazzante. Sempre nelle retrovie con una Red Bull fra le mani. Mediocre al punto da rischiare già il taglio, se non si dà in fretta una svegliata. Tsunoda è più che mai in agguato.
ALONSO 4
Abituato ad essere il primo al traguardo (anche se in verità cosa ormai di molti anni fa nella sua lunghissima carriera), non è certo un vanto essere il primo (e unico) a ritirarsi.