✕

La Ferrari annusa il vento, in Giappone per rinascere

Lewis Hamilton (afp)

Ascolta l'audio

Hamilton quarto nelle libere: “Non siamo i più veloci ma ho buone sensazioni”. Le McLaren ancora imprendibili
2 minuti di lettura

Il vento spettina anche le macchine, non solo i ciliegi in fiore. E porta scintille di lamiere sui prati arsi, incendiandoli. Cambia direzione, è violento e capriccioso. E all’orizzonte soffia pioggia, attesa domani per la gara. In questa magnifica, maledetta primavera giapponese, c’è una Ferrari che cerca di sbocciare. Ricominciando da Suzuka, dalle qualifiche di oggi dove si prevedono raffiche potenti e contrarie a quelle del venerdì, con l’incognita anche di un lungo tratto iniziale di asfalto nuovo. Le rosse ripartono da se stesse: senza aggiornamenti, si lavora sulla messa a punto di una creatura più indisciplinata del previsto. L’inizio di stagione è stato crudele tra prestazioni mancanti, errori, incomprensioni.

La doppia squalifica in Cina per trasgressioni diverse ha mostrato difficoltà di comprensione e addomesticamento di un’auto riottosa a viaggiare alla giusta altezza da terra e a bilanciarsi, tra nuove sospensioni e retrotreno ballerino: se è troppo radicata al suo…

Il vento spettina anche le macchine, non solo i ciliegi in fiore. E porta scintille di lamiere sui prati arsi, incendiandoli. Cambia direzione, è violento e capriccioso. E all’orizzonte soffia pioggia, attesa domani per la gara. In questa magnifica, maledetta primavera giapponese, c’è una Ferrari che cerca di sbocciare. Ricominciando da Suzuka, dalle qualifiche di oggi dove si prevedono raffiche potenti e contrarie a quelle del venerdì, con l’incognita anche di un lungo tratto iniziale di asfalto nuovo. Le rosse ripartono da se stesse: senza aggiornamenti, si lavora sulla messa a punto di una creatura più indisciplinata del previsto. L’inizio di stagione è stato crudele tra prestazioni mancanti, errori, incomprensioni.

La doppia squalifica in Cina per trasgressioni diverse ha mostrato difficoltà di comprensione e addomesticamento di un’auto riottosa a viaggiare alla giusta altezza da terra e a bilanciarsi, tra nuove sospensioni e retrotreno ballerino: se è troppo radicata al suolo, consuma troppa pancia. Se viene alzata, perde velocità. Il team principal, Fred Vasseur, ha spiegato Shanghai con la ricerca dei limiti in F1: «Più si è sotto pressione, più la lotta è intensa, più si ha bisogno di avvicinarsi a questi limiti e più si corrono rischi».

Gp Giappone: incidente per Doohan, le McLaren volano

Questo sarà vero sempre, un po’ meno trovando l’armonia: esercizio complesso, arte delicata. Non ditelo ai giapponesi. E neanche alle McLaren: facili da guidare, disarmanti nella loro supremazia. Nelle libere di fine giornata, ieri, chiudono con nonchalance in testa nella sequenza Piastri-Norris dando almeno quattro decimi agli umani. Possono permetterselo, anche in una sessione non proprio amichevole, spezzettata in tanti frammenti per quattro bandiere rosse: la prima causata da uno spaventoso incidente di Jack Doohan con l’Alpine (al mattino aveva girato Hirakawa), uno schianto a 330 km all’ora contro il muro con la fiancata sinistra. L’australiano ha lasciato l’ala mobile aperta in curva, non si sa per inesperienza o valutazione erronea di una manovra imparata al simulatore. Macchina distrutta, lui sta bene, ma chissà per quanto: Briatore ha l’argentino Colapinto pronto a sostituirlo. Secondo stop per Alonso nella polvere e altri due per l’erba a fuoco a bordo pista. Presi provvedimenti: tosatura, rimozione dei ciuffi secchi, innaffiatura prima delle attività e personale di controllo.

Hamilton speranzoso dopo le libere

La Ferrari arde di attese. Sottosterzante a inizio giornata, più maneggevole e dolce sul finire. Lì dietro alle papaya, in lotta con Mercedes e Red Bull, al netto di due Racing Bulls in spolvero. Hamilton quasi sorridente: «Trovato vento contrario, all’inizio il bilancio non era ottimale, poi presa direzione giusta. Buone sensazioni. Non siamo i più veloci, ma credo sia una buona base di partenza». Leclerc, più indietro di Lewis e a quasi 5 decimi dalla vetta, fiducioso: «Giornata costruttiva, anche se frammentata. McLaren di un altro pianeta, ma credo che la nostra prestazione sia migliore di quanto sembri. La direzione del vento influenzerà». E molto, secondo Vasseur: «Si sposterà di 180° e cambierà completamente il bilanciamento della vettura, avremo il vento a favore nella parte ad alta velocità e contrario in rettilineo. La McLaren è un passo avanti, ma noi siamo lì con Red Bull e Russell. Sarà questione di mettere tutto insieme». E far sbocciare questa benedetta primavera.

Leggi i commenti