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Le pagelle del Gp del Giappone: Ferrari, non ci siamo. Verstappen perfetto, Antonelli da 9

Kimi Antonelli (reuters)

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Maranello resta ancora senza podio, Max invece fa il padrone a Suzuka. La McLaren non vince ma fa il vuoto nel mondiale costruttori, Kimi da record, leader in pista e giro veloce
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VERSTAPPEN 10
Mai come stavolta si può scomodare il paragone con Senna e non solo per qualche curiosità statistica. Al sabato il terribile Max conquista con un giro fantastico la pole numero 41 della propria carriera, impresa che a conti fatti vale più di mezza vittoria, e su questa pista nel 1989 anche Senna aveva conquistato la pole numero 41 del suo percorso. In gara poi l’accostamento prosegue, perché il prode Max rasenta la perfezione. Ha una macchina, la Red Bull, inferiore, eppure per 53 giri riesce a tenere dietro le due McLaren. Morale: successo numero 64 e primo a vincere per 4 volte di fila a Suzuka. Attenzione alla classifica: dopo 3 gare lunghe e una sprint, fra un affanno e un altro per una macchina che non è più il missile di un tempo, ha 61 punti, appena uno in meno di Norris. Fenomeno. Che è bene non dare mai per battuto.

NORRIS 7
Non va a casa carico di gloria. Doveva essere il grande favorito e invece le prende, in qualifica e in gara, da Verstappen. La squadra…

VERSTAPPEN 10
Mai come stavolta si può scomodare il paragone con Senna e non solo per qualche curiosità statistica. Al sabato il terribile Max conquista con un giro fantastico la pole numero 41 della propria carriera, impresa che a conti fatti vale più di mezza vittoria, e su questa pista nel 1989 anche Senna aveva conquistato la pole numero 41 del suo percorso. In gara poi l’accostamento prosegue, perché il prode Max rasenta la perfezione. Ha una macchina, la Red Bull, inferiore, eppure per 53 giri riesce a tenere dietro le due McLaren. Morale: successo numero 64 e primo a vincere per 4 volte di fila a Suzuka. Attenzione alla classifica: dopo 3 gare lunghe e una sprint, fra un affanno e un altro per una macchina che non è più il missile di un tempo, ha 61 punti, appena uno in meno di Norris. Fenomeno. Che è bene non dare mai per battuto.

NORRIS 7
Non va a casa carico di gloria. Doveva essere il grande favorito e invece le prende, in qualifica e in gara, da Verstappen. La squadra lo tutela, impedisce a Piastri, l’aggressivo compagno di squadra, di attaccarlo, ma lui deve svegliarsi e mettere un po’ di muscoli. Ai box per esempio ha un contatto ravvicinato con Verstappen ed è lui ad avere la peggio, e alla fine corre pure un grosso rischio con il taglio di una chicane. Con la mossa mantiene il secondo posto e si fa dare del furbetto da Piastri. Che non vede l’ora di duellare con lui.

Oscar Piastri 

PIASTRI 7
Frustrato per essere stato frenato nella lotta con Norris e per non essere riuscito in qualifica a conquistare la pole, secondo lui indispensabile a Suzuka per vincere. Va sul podio per la dodicesima volta in carriera, ma non riesce a sorridere. Voleva qualcosa in più del terzo posto. Per festeggiare bene il compleanno numero 24.

MCLAREN 7
Meriterebbe una tirata d’orecchie per quegli ordini di scuderia che negano lo spettacolo e impediscono vera competizione fra i piloti. Però in tre gare hanno già fatto il vuoto nella classifica costruttori. Sensazione forte che abbiano già il mondiale delle squadre in tasca.

Charles Leclerc (reuters)

LECLERC 6
Ancora una volta giù dal podio, anche se quarto è il miglior piazzamento stagionale. Si augurava titoli diversi per la sua gara numero 150 in F1. La sua Ferrari, e negli sguardi lo fa capire, per ora non va. E di certo non lo soddisfa.

RUSSELL 6
Di solito, con la tattica della formichina, capitalizza tanto. Stavolta deve accontentarsi di un poco eccezionale quinto posto. Utile solo a mettere un po’ di polpa in classifica.

Kimi Antonelli (reuters)

ANTONELLI 9
Data la giovane età merita gli squilli di tromba. Per qualche chilometro è stato in testa al gran premio. Ha chiuso con il giro più veloce della corsa. In entrambi i casi ha stabilito un record, il pilota più giovane nella storia della Formula Uno a centrare questi due risultati. Ancora: era dal 2009 che un pilota italiano non portava a casa il giro più veloce della gara. Era riuscito a Trulli. La matricola Antonelli s’inserisce nel grande libro delle statistiche, può essere fiero. Senza contare che un sesto posto, davanti a un mostro sacro come Hamilton, non è proprio un risultato da buttare.

Lewis Hamilton (afp)

HAMILTON 6
In una gara assai noiosa, pochissimi sorpassi e rare emozioni, è l’unico che modifica nel risultato finale la griglia di partenza. I primi dieci sono gli stessi. Lui però si scambia la posizione con Hadjar e in positivo. Ottavo al via, chiude settimo, grazie proprio a un sorpasso su Hadjar. Buona notizia, d’accordo. Ma un po’ poco per scaldare il cuore.

FERRARI 4
Siamo onesti, le aspettative della squadra e dei tifosi erano altre. Tre gare, zero podi. C’è il lampo della gara sprint in Cina, vinta da Hamilton. E null’altro. Per ora siamo nell’anonimato.

HADJAR 7
Primi quattro punti della carriera. Un debuttante non può non festeggiare. La sua Red Bull di serie B va molto più veloce di quella di Lawson e anche della Red Bull di serie A di Tsunoda.

Isack Hadjar (reuters)

TSUNODA 5
Sognava un risultato completamente diverso. Alla vigilia del suo Giappone si è trovato dentro alla Red Bull. Non si dice di reggere il confronto con Verstappen, ma finire dodicesimo proprio no. Al venerdì aveva illuso, si è spento poco a poco.

SAINZ 4
Per ora l’esperienza in Williams è un incubo. Non solo non riesce ad andare a punti, ma colleziona pure sanzioni. E Albon, il compagno di squadra, è sempre davanti a lui.

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