Che fatica, Lewis Hamilton. Dodicesimo nelle libere 3 di Gedda, a +1’’2 dalle McLaren imprendibili di Norris e Piastri, stretto in mezzo alle due Racing Bulls di Hadjar e Lawson. “Jeez….”, risponde (con un’abbreviazione per dire Gesù!), il 7 volte campione del mondo al suo ingegnere, Riccardo Adami, quando gli comunica i distacchi dagli altri. Alle 19 italiane le qualifiche in Arabia Saudita, su un circuito dove tra le curve veloci e i muri vicini serve avere fiducia della macchina per trovare il ritmo: quello che a Lewis al momento ancora manca con la Ferrari.
Leclerc sette posizioni davanti a Hamilton
Un’altra volta Charles Leclerc gli sta davanti: il monegasco è 5° a 8 decimi abbondanti dalle papaya. Anche lui abbastanza demoralizzato: “Non riesco ad andare più forte nelle curve, scivolo su tutte e quattro le gomme, questi sono i limiti della macchina”. La SF-25 aggiornata già in Bahrein e con un’ala posteriore nuova per adattarsi a un circuito a basso carico aerodinamico, non sta dando abbastanza risposte. Anche se Charles è uno specialista della pole e cercherà di fare il massimo per agganciare la seconda fila: le temperature più basse potrebbero aiutarlo e assottigliare la distanza che le papaya riescono ad aprire con il caldo.
Qualche difficoltà per Kimi Antonelli
Leclerc, che come Hamilton ha cambiato quasi tutte le componenti della power unit (le Red Bull passate entrambe alla seconda unità) se la dovrà vedere con la Mercedes di George Russell che chiude le libere 3° a sei decimi da Lando e il solito Max Verstappen che è 4° a 8 decimi con la Red Bull. Ma Max è Max, mai darlo per vinto. Nella top ten delle libere si mischiano nomi inattesi: le due Williams con Alex Albon 6° e Carlos Sainz 7° tra 9 decimi e un secondo di ritardo. Ottimo ancora, come in Bahrein, Pierre Gasly sull’Alpine che chiude 8° davanti alla Red Bull di Yuki Tsunoda, rimesso in pista dopo l’incidente di ieri quando il giapponese è finito a muro facendo concludere in anticipo le libere 2. Decimo e u po’ in difficoltà Kimi Antonelli sull’altra Mercedes.
Le McLaren sembrano di un altro pianeta
Chi sarà il primo degli umani dietro le McLaren? Le papaya anche sul Mar Rosso giocano un campionato a parte e lo fanno sfidandosi internamente: Norris all’ultimo istante della sessione rifila quei 24 millesimi al compagno di squadra Piastri per dargli un segnale su chi comanda o almeno vorrebbe farlo. Solo un incantesimo può ridurre i troppi gradi di separazione delle McLaren dagli altri. Si spera almeno nei 10 gradi di temperatura in meno dell’asfalto.