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Leclerc nasconde i limiti Ferrari, Hamilton: “Mi servirebbe un trapianto di cervello per capirla”

Un perplesso Lewis Hamilton (afp)

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Charles sul podio a Gedda “La macchina? Io so come sbloccarla”. Lewis invece appare in crisi
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Strade separate. Uno sa dove andare, l’altro sembra perso. Charles va sul podio, Lewis, moralmente, finisce sotto un treno. Una Ferrari a due velocità quella che lascia Gedda. La prima “medaglia” dell’anno è un balsamo per il morale di Maranello, ma non basta per colmare le lacune di una macchina ancora molto critica. È il fattore Leclerc oggi a coprire i difetti del mezzo, in attesa degli sviluppi che arriveranno a metà maggio a Imola. Gara strepitosa quella del monegasco, che si inventa una rossa d’attacco oltre che di difesa. Gestisce bene le gomme, le strategie lo aiutano così come i pit stop eccellenti. McLaren ancora inarrivabile, Verstappen la solita mina vagante ma stavolta, anziché una Mercedes (sottotono) c’è il piccolo principe. Ha 27 anni, è da 7 col Cavallino e ne conosce i segreti, se ne sente parte carnale.

Strade separate. Uno sa dove andare, l’altro sembra perso. Charles va sul podio, Lewis, moralmente, finisce sotto un treno. Una Ferrari a due velocità quella che lascia Gedda. La prima “medaglia” dell’anno è un balsamo per il morale di Maranello, ma non basta per colmare le lacune di una macchina ancora molto critica. È il fattore Leclerc oggi a coprire i difetti del mezzo, in attesa degli sviluppi che arriveranno a metà maggio a Imola. Gara strepitosa quella del monegasco, che si inventa una rossa d’attacco oltre che di difesa. Gestisce bene le gomme, le strategie lo aiutano così come i pit stop eccellenti. McLaren ancora inarrivabile, Verstappen la solita mina vagante ma stavolta, anziché una Mercedes (sottotono) c’è il piccolo principe. Ha 27 anni, è da 7 col Cavallino e ne conosce i segreti, se ne sente parte carnale.

La scelta estrema di Leclerc

E l’aver vissuto una vigilia di campionato all’ombra del compagno stellato Hamilton gli ha permesso di pensare più a se stesso e a cosa vuole: ha scelto un assetto molto estremo per la SF-25, diverso da quello di Lewis, in parte anche in contraddizione. Di questo, Charles, va davvero fiero: «Sto capendo già da diversi weekend qualcosa che ha sbloccato la performance e ne sbloccherà ancora. Era da tanto che non mi sentivo a mio agio come adesso in macchina».

Cina a parte, solo spine per Hamilton

Quella cosa ancora aliena per Hamilton. «Mi servirebbe un trapianto del cervello per capirla», dice con un’immagine plastica. A parte la sprint vinta in Cina, per lui finora solo spine. Il tempo di apprendimento di procedure diverse, di una filosofia tecnica e di un motore differente da quello (Mercedes) col quale ha lavorato per tutta la vita, sta scadendo anche nella sua testa. Kimi Antonelli, che lo ha sostituito sulla Freccia, è stato più rapido nell’assorbire le novità. Sarà per la spensieratezza dei 18 anni del bolognese contro i fisiologici automatismi di un quarantenne che corre da 18 stagioni? Nessuno dubita della grandezza del 7 volte campione del mondo. Se non Lewis stesso? A Gedda corre con il freno, anzi proprio lamentando noie con il freno motore, soprattutto. Tranne due lampi (al via per superare Sainz, in mezzo rallentando Norris), Lewis sparisce nella folla. Settimo. «Non saprei dire dov’è il problema, visto che con Charles la macchina può essere terza. Abbiamo assetti diversi, il suo funziona. Il fatto è che io sono lento. Al momento non c’è una soluzione. Andrà così anche per il resto dell’anno. Sarà doloroso». Il capo, Fred Vasseur, pur riconoscendogli «troppi alti e bassi», non si dice preoccupato: «Lo supportiamo al 2000%, il potenziale ce l’ha, bisogna migliorare il bilanciamento. Sarei sorpreso se non fosse deluso: Lewis è un racer e vuole sempre il meglio. Dobbiamo reagire insieme».

Questione di secondi, ma anche di prospettive

E recuperarlo. Non sono solo i secondi di separazione (30) ad allontanarlo da Charles, ma anche le prospettive. Quelle di Leclerc: «Prendere le McLaren? Non ancora, speriamo di migliorare con gli aggiornamenti. Ma vedremo come saremo messi in Spagna con il cambio dell’ala anteriore». Si riferisce ai controlli più severi sulla flessibilità delle appendici frontali che, secondo molti, penalizzeranno proprio le papaya e le Mercedes. «Vincere è l’unica cosa che mi interessa». È il solo orizzonte di Charles.

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