MONTECARLO – Charles potrebbe disegnare Montecarlo a occhi chiusi. O suonarla al pianoforte. Non è una città, è un luogo del profondo di Leclerc. Il monegasco la guida a memoria, a orecchio, l’anima sui tasti. Altro che corsa, è un’autobiografia tra i muri, le terrazze assolate, le vetrine lussuose, le pance grasse degli yacht, il rumore del mare. Venerdì con l’ala davanti della Ferrari distrutta…