Le pagelle del Gp di Monaco: Norris e Leclerc da 10, Verstappen ci prova, disastro Mercedes
di Stefano ZainoNORRIS 10
Non vinceva da 70 giorni, dal gran premio iniziale, in Australia. Lungo digiuno e nel frattempo critiche a non finire e soprattutto vittorie a volontà, quattro, da parte di Piastri, il compagno di squadra. Un periodo che avrebbe potuto abbattere un toro e invece lui tiene botta, ritorna a vedere la luce e soprattutto dopo 8 gare si trova a sole tre lunghezze dal partner capoclassifica. A Montecarlo dimostra buona guida e nervi molto saldi, noncurante di un Verstappen davanti (primo sino agli ultimi chilometri, ma doveva fermarsi un’altra volta per regolamento) e soprattutto di uno scatenato Leclerc dietro. Sesto successo in carriera assai prezioso. Come, su una pista dove non si sorpassa, di platino era stata la pole numero 11 del sabato. Ammette: primo qui, ho coronato un sogno da bambino. Ora ce n’è un altro: il titolo mondiale.
NORRIS 10
Non vinceva da 70 giorni, dal gran premio iniziale, in Australia. Lungo digiuno e nel frattempo critiche a non finire e soprattutto vittorie a volontà, quattro, da parte di Piastri, il compagno di squadra. Un periodo che avrebbe potuto abbattere un toro e invece lui tiene botta, ritorna a vedere la luce e soprattutto dopo 8 gare si trova a sole tre lunghezze dal partner capoclassifica. A Montecarlo dimostra buona guida e nervi molto saldi, noncurante di un Verstappen davanti (primo sino agli ultimi chilometri, ma doveva fermarsi un’altra volta per regolamento) e soprattutto di uno scatenato Leclerc dietro. Sesto successo in carriera assai prezioso. Come, su una pista dove non si sorpassa, di platino era stata la pole numero 11 del sabato. Ammette: primo qui, ho coronato un sogno da bambino. Ora ce n’è un altro: il titolo mondiale.
LECLERC 10
Fa il massimo, oltre il potenziale della sua Ferrari. Anche con un secondo posto un monegasco può essere profeta in patria. Eppure non è contento. Si accusa per non aver conquistato la pole, per essere stato battuto, anche se di pochi millesimi, da Norris, prologo alla sconfitta della domenica. Voleva vincere, a tutti i costi. Smaltita la botta, si consolerà con il miglior risultato stagionale, secondo gradino del podio, dopo il terzo afferrato in Arabia Saudita il giorno di Pasqua.
PIASTRI 8
Conserva il primato in classifica mondiale per tre punti, ma non può essere il ritratto della felicità, anche se il suo volto da sfinge nasconde qualsiasi emozione. Battuto due volte. Dal compagno di squadra, e ci può stare, anche se fa male, ma pure da Leclerc, e questo, se hai un missile fra le mani, è più difficile da accettare.
MCLAREN 10
Ormai nessuno avanza dei dubbi su quale sia la macchina migliore. Nel campionato costruttori hanno più del doppio dei punti del secondo classificato, la Mercedes, 319 contro 147. Nello specifico torna a vincere a Montecarlo dopo 17 anni, ultima volta nel 2008 con Hamilton, dopo che aveva dovuto aspettarne 19 sabato per tornare a salutare una pole position.
HAMILTON 7
Sbiadisce di fronte a Leclerc. Il monegasco con il cuore s‘infila in mezzo alle due McLaren, Lewis si limita a guardare le spalle di tutti, i due “papaya”, il compagno di squadra e pure Verstappen. Ha il merito, rispetto alla griglia, di guadagnare due posizioni, quinto e non più settimo, ma in quarta fila ci si era messo da solo, con la punizione inflitta dai commissari per aver ostacolato Verstappen. Aveva chiuso al quarto posto, avrebbe potuto essere un’altra gara. La macchina lo aiuta poco, ma sembra sempre che gli manchi qualcosa.
FERRARI 7
D’incoraggiamento. Perché almeno a Montecarlo è la seconda forza, dietro alla solita lepre “papaya”. Ma è una pista atipica e forse non è vera gloria. Ci si aggrappa a Barcellona, alla rivoluzione tecnica, alla prossima corsa. Ultima spiaggia per non dover affermare di essere in presenza dell’ennesima stagione da buttare.
VERSTAPPEN 8
Tenta un colpaccio. Sa benissimo di doversi fermare, secondo le nuove regole, due volte, ma tiene comunque la testa (con un solo stop) fino all’ultimo, sperando in qualche colpo del destino. L’imprevisto non arriva, alla penultima tornata deve arrendersi e rientrare ai box, retrocedendo al quarto posto. Però ci ha provato, merita un applauso, guidando come al solito da fenomeno.
HADJAR 8
Porta a casa otto punti. Manna per lui e il suo team, i fratelli minori della Red Bull.
LAWSON 8
Partner di Hadjar, ottavo, miglior piazzamento in carriera e primi punti, quattro, per la sua classifica iridata.
RUSSELL 4
Trascinata nel gorgo dalla Mercedes. Protagonista di una strategia incomprensibile. Dovrebbe raddoppiare le soste, due anziché l’una tradizionale, e invece non si ferma mai. Aspettava una mano dal cielo e non è arrivata. Risultato: undicesimo e zero punti.
ANTONELLI 4
La gara è sulla falsariga di quella disputata da Russell. Stop solo alla fine e misera diciottesima piazza. C’è l’aggravante del sabato e del botto in qualifica. Un incidente a Montecarlo ti fa partire dietro. E ti distrugge il week-end. Ha 18 anni, non va dimenticato. Sembra però un po’ in flessione.
ALONSO 5
Fa tenerezza. Aveva fatto un buon week-end, compresa la miglior qualifica stagionale, davanti agli occhi di Adrian Newey, quando arriva il ritiro. Comprensibile smoccolare. In questo mondiale non ha ancora racimolato un punto.
GASLY 4
La gara finisce subito. Un botto sicuramente sgradito al capo Briatore. Che ama contare i punti, non i danni