MONTECARLO – Un Charles triste e bianco come la tuta da cavaliere del Principato: “Avrei voluto regalare ai monegaschi un altro successo come l’anno scorso, quando ho realizzato il mio sogno di bambino, ma la gara l’ho persa ieri”. Al sabato, quando la pole gli sfugge per un decimo dopo un fine settimana inaspettato per la Ferrari e per sé. La rossa veloce nel lento e lui come nessun altro qui: Leclerc guida con le viscere a Montecarlo, sente ogni piega, curva, alito di vento su queste strade che sono la sua mappa interiore. Combatte e resiste fino agli ultimi metri nei 78 giri di una corsa attraversata da tensioni sotterranee per le incognite della doppia sosta obbligatoria, ma niente smuove la formidabile immutabilità di questo gp sacro come una processione. Almeno nelle posizioni di testa tutto rimane uguale al traguardo come al via, non c’è artificio che scombini il corteo fissato in qualifica mentre il vincolo del passaggio duplicato ai box, con i giochi di squadra, favorisce il …
MONTECARLO – Un Charles triste e bianco come la tuta da cavaliere del Principato: “Avrei voluto regalare ai monegaschi un altro successo come l’anno scorso, quando ho realizzato il mio sogno di bambino, ma la gara l’ho persa ieri”. Al sabato, quando la pole gli sfugge per un decimo dopo un fine settimana inaspettato per la Ferrari e per sé. La rossa veloce nel lento e lui come nessun altro qui: Leclerc guida con le viscere a Montecarlo, sente ogni piega, curva, alito di vento su queste strade che sono la sua mappa interiore. Combatte e resiste fino agli ultimi metri nei 78 giri di una corsa attraversata da tensioni sotterranee per le incognite della doppia sosta obbligatoria, ma niente smuove la formidabile immutabilità di questo gp sacro come una processione. Almeno nelle posizioni di testa tutto rimane uguale al traguardo come al via, non c’è artificio che scombini il corteo fissato in qualifica mentre il vincolo del passaggio duplicato ai box, con i giochi di squadra, favorisce il centrocampo.
Le scelte della Racing Bulls
Geniali le scelte della Racing Bulls con Isack Hadjar che paga subito i suoi debiti di cambio gomme e fa scuola agli altri, a cominciare dalle Williams: tutti a punti, con il franco-tunisino migliore tra gli altri (6°). Disastrose per contrasto le decisioni in casa Mercedes: dopo un sabato drammatico con il guasto di George Russell (14° sotto i semafori) e il botto di Kimi Antonelli (15°), le Frecce ritardano fino all’impossibile il ritorno in garage, sperando in un miracolo che non c’è (solo una virtual safety, mai un congelamento gara), Russell anche penalizzato per un taglio di chicane e infine una domenica da dimenticare, fuori dai punti: il britannico 11° e il bolognese ultimo (18°).
Il successo di Norris
Là davanti intanto Charles sta alle calcagna dello scippatore della sua felicità, Lando Norris, quasi gli sfiora la coda e spera in un errore dell’inglese per prendersi un sorpasso altrimenti impossibile in questo stretto. L’inglese è rallentato da Max Verstappen in testa ma ancora in debito di un cambio gomme: l’olandese spera nella sorte, che non lo bacia, rientra all’ultimo giro e chiude 4°, Lando ha via libera per volare verso il successo: il 6° in carriera e il 2° quest’anno dopo quello inaugurale a Melbourne, batte anche il suo compagno di squadra, Oscar Piastri (3°) e lo aggancia a soli 3 punti in classifica. Soprattutto, batte l’eroe di casa, un Leclerc 2° (a 3 secondi) e col magone, anche se sa di averle provate tutte e mai avrebbe immaginato, alla vigilia, di poter persino sfiorare il bis: «Lando ha fatto meglio, merita. Io avrei voluto vincere, ma considerando le aspettative basse che avevamo arrivando qui e che essere tra i primi 10 sarebbe stato già una bella sfida, è stato un buon fine settimana. Questa è una pista molto specifica, ci sono buche, cordoli, e la nostra macchina è andata bene e abbiamo colmato il divario, ma dovremo migliorare altrove». Lewis Hamilton favorito da una buona chiamata ai box, recupera due posizioni dalla settima rimediata per penalità, chiude 5° ma a 51 secondi. Maranello raccoglie 28 punti, il miglior bottino del primo terzo di stagione, e si porta a sole cinque lunghezze dalla seconda posizione nella classifica Costruttori. Già in questo fine settimana c’è Barcellona, dove entrerà in vigore la nuova regola sulla flessibilità dell’ala anteriore. Per il team principal della Scuderia, Fred Vasseur, “sarà un punto di svolta, un game changer per tutti. Andrea Stella dice che non influirà sulla McLaren? Buona notizia per loro. Noi la nostra dobbiamo provarla: a parte l’ala, non avremo altri aggiornamenti”. Se non uno spirito nuovo?