Piano piano, un po’ di Ferrari: seconda nel Mondiale Costruttori dopo Barcellona col terzo posto di Charles Leclerc e il 6° di Lewis Hamilton che valgono un bottino di 23 punti, +6 sulla Mercedes nella classifica a squadre. La McLaren è ormai in viaggio sul suo pianeta, lontana e distante 197 lunghezze. La direttiva tecnica sulle ali anteriori (meno) flessibili non ha arrestato la corsa del team papaya che al Montmelò ha fatto doppietta.
I piccoli miglioramenti
Piccoli miglioramenti sulla macchina, sorprese di prestazioni come a Montecarlo e una buona dose di fortuna al Montmelò, oltre alla cattiva sorte degli altri, hanno permesso a Maranello di ritrovarsi in una posizione insperata viste le enormi difficoltà di inizio campiona…
Piano piano, un po’ di Ferrari: seconda nel Mondiale Costruttori dopo Barcellona col terzo posto di Charles Leclerc e il 6° di Lewis Hamilton che valgono un bottino di 23 punti, +6 sulla Mercedes nella classifica a squadre. La McLaren è ormai in viaggio sul suo pianeta, lontana e distante 197 lunghezze. La direttiva tecnica sulle ali anteriori (meno) flessibili non ha arrestato la corsa del team papaya che al Montmelò ha fatto doppietta.
I piccoli miglioramenti
Piccoli miglioramenti sulla macchina, sorprese di prestazioni come a Montecarlo e una buona dose di fortuna al Montmelò, oltre alla cattiva sorte degli altri, hanno permesso a Maranello di ritrovarsi in una posizione insperata viste le enormi difficoltà di inizio campionato che in larga parte ancora durano e dureranno, se non arriveranno presto aggiornamenti utili a sbloccare un progetto finora molto al di sotto delle attese. Le circostanze non bastano, insomma, e non c’è da festeggiare per una squadra che alla vigilia del Mondiale, sulla scia del finale in crescendo di quello passato, puntava senza nascondersi a entrambi i titoli.
Vasseur: “Preferisco essere secondo che quarto o quinto”
Il team principal della Scuderia, Fred Vasseur, non ha nascosto la delusione per un avvio così difficile, eppure non demorde: “Preferisco essere 2° piuttosto che 4° o 5°. Dopo la doppia squalifica in Cina, eravamo a 50 o 60 punti dietro alla Mercedes e alla Red Bull, adesso gli stiamo davanti a loro. Nelle ultime 4 o 5 gare abbiamo fatto un buon lavoro, anche se dobbiamo ricordarci che siamo qui per vincere. Non vogliamo essere secondi, dobbiamo concentrarci sulla McLaren. Non parlo del campionato, ma delle prestazioni. A Barcellona nei primi 40 giri non eravamo così lontani. Significa che dobbiamo continuare a spingere”. Il manager francese, che si era esposto più di altri prefigurando la direttiva tecnica sulle ali anteriori un game changer, un punto di svolta del campionato, commenta così a posteriori lo stato delle cose: “Anche se non è il principale discriminante, bisogna tenerla in considerazione, perché oggi un decimo può cambiare completamente la griglia. Credo che il punto principale che riguarda tutti è la difficoltà nel comprendere le varie gomme”. Sul tema aggiornamenti, invocato soprattutto da Leclerc, Vasseur conclude: “A volte gli sviluppi sono visibili, altre volte no tanto che non dobbiamo neanche dichiararli”.
Il tema aggiornamenti
Il tema aggiornamenti sarà più di sempre cruciale: nel paddock si parla già da tempo, senza conferma da parte del team, di una nuova sospensione posteriore per la rossa che dovrebbe aiutare a risolvere i problemi di bilanciamento e che è attesa entro Silverstone (4-6 luglio), a metà esatta del campionato. E si attende in parallelo anche una rivisitazione del fondo. Basteranno quanto meno a lottare per il 2° posto Costruttori? La Mercedes non avrà sempre guasti e Max Verstappen, praticamente unico pilota in Red Bull, dopo le isterie catalane (ha chiesto scusa a Russell), tornerà a combattere. Ma soprattutto, varrà la pena spendere capitali ed energie su un progetto ancora lontano dall’essere risolto e che sarà di fatto in larga parte inutilizzabile per il cambio regolamento 2026, un passaggio che richiederà molti sforzi?
I malumori di Hamilton
Altro tema, Lewis Hamilton: sembra già proiettato al prossimo anno. Deluso e quasi arreso. “La peggiore gara mai vissuta”, ha definito Barcellona. Ma anche le altre, esclusa la mini pole e la sprint vinta in Cina, per lui sono state durissime. Il tempo di adattamento alla macchina, alla squadra, alle nuove procedure, forse sente che è esaurito. Fa più fatica del previsto. Sta regolarmente dietro Leclerc (al momento, 23 punti di differenza tra i due in classifica, il monegasco 5° e il britannico 6°). E’ un campione immenso, anche per questo non riconosce se stesso nel ruolo del perdente. Deve essere una crisi passeggera, per forza deve esserlo. Still he rises.