Rischia di rimanere a casa per un Gran premio, Max Verstappen. Lo scontro con George Russell, tamponato negli ultimi giri del Gp di Spagna, ha messo l’olandese in una posizione scomoda, non solo al traguardo, dove ha chiuso decimo: Max è a un passo dal race ban. Scopriamo perché.
Verstappen, penalità e punti
Oltre alla penalità di 10 secondi dopo il contatto in pista, i commissari di gara hanno scalato a Verstappen tre punti sulla patente. Nell’ultimo anno il pilota della Red Bull ha rimediato, in totale, 11 punti di penalità su 12 disponibili. Da regolamento, se un pilota raggiunge quota 12 nell’arco di un anno, riceve la squalifica di una gara. L’olandese ha quindi a disposizione un solo punto sulla licenza prima del ban. Quindi basterà un’…
Rischia di rimanere a casa per un Gran premio, Max Verstappen. Lo scontro con George Russell, tamponato negli ultimi giri del Gp di Spagna, ha messo l’olandese in una posizione scomoda, non solo al traguardo, dove ha chiuso decimo: Max è a un passo dal race ban. Scopriamo perché.
Verstappen, penalità e punti
Oltre alla penalità di 10 secondi dopo il contatto in pista, i commissari di gara hanno scalato a Verstappen tre punti sulla patente. Nell’ultimo anno il pilota della Red Bull ha rimediato, in totale, 11 punti di penalità su 12 disponibili. Da regolamento, se un pilota raggiunge quota 12 nell’arco di un anno, riceve la squalifica di una gara. L’olandese ha quindi a disposizione un solo punto sulla licenza prima del ban. Quindi basterà un’altra scorrettezza, punita con questa tipologia di sanzione, per tenere il quattro volte campione del mondo lontano dal volante per una gara.
Come funziona il sistema punti
Ma questo rischio non dura per sempre: i punti, una volta persi, si recuperano nel tempo (l’arco di riferimento è dodici mesi). Verstappen ne riprenderà due il 30 giugno, dopo i Gran premi di Canada (15 giugno) e Austria (29 giugno). In entrambe le occasioni, Max dovrà quindi prestare attenzione. Più degli altri, perché nessuno si trova in questa situazione, tranne l’olandese. Che guida una classifica particolare, non proprio quella che un pilota sogna di comandare: quella di chi è a rischio sospensione.
Dietro a Verstappen (11 punti), c’è il suo ex compagno di squadra Liam Lawson (6), ora pilota della Racing Bulls. Chiude questo podio speciale Oscar Piastri (4) – uno dei rivali di Max – leader del mondiale al volante della McLaren. Possono viaggiare sereni, tra gli altri, Lewis Hamilton e Charles Leclerc: i ferraristi sono a zero.
Tutti gli errori di Max
Viene allora da chiedersi perché Verstappen abbia rimediato tanti punti. Tutto comincia (quasi) un anno fa. Gp dell’Austria: Max contro Lando Norris, costretto al ritiro. Qui l’olandese, oltre a 10 secondi di penalità, perde due punti sulla patente (quelli che saranno ripristinati tra poco). Per aver forzato l’inglese della McLaren fuori dalla pista, Max rimedia altri due punti in occasione del Gp del Messico (scadenza 27 ottobre 2025). E poi in Brasile, per non aver rispettato il tempo minimo della Virtual Safety Car durante la Sprint Race: un punto di penalità (scadenza primo novembre 2025). Ancora in Qatar, per guida inutilmente lenta durante le qualifiche: un punto di penalità (scadenza primo dicembre 2025). E infine, l’ultima infrazione prima di quella spagnola: Abu Dhabi 2024, quando causa un incidente con Oscar Piastri: 2 punti di penalità, che scadranno il prossimo 8 dicembre.
Il precedente Magnussen
Una situazione insolita, ma non certo unica. L’ultimo race ban risale infatti allo scorso anno, quando Kevin Magnussen (l'allora pilota della Haas), venne penalizzato dopo uno scontro con Pierre Gasly durante il Gp d'Italia, eccedendo il tetto di 12 punti sulla licenza. Verstappen non vuole seguire lo stesso destino. Dopo le parole di Toto Wolff – ceo e team principal della Mercedes che ha parlato di Max come “un tassista romano” – le scuse dell’olandese lasciano intendere un cambio di approccio: “Alcune scelte dopo la ripartenza della safety car hanno alimentato la mia frustrazione, portando a una mossa sbagliata, che non doveva succedere”.