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Hamilton spazza via i venti di crisi: “In alto con Vasseur”

Lewis Hamilton 

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Lewis: “Voglio che resti, è uno dei motivi per cui sono qua. Domenica si corre a Montreal
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Tutti sotto esame. Perché la Ferrari, dopo nove gare, è seconda nel Mondiale costruttori, come alla fine della passata stagione, ma non è la stessa gloria: nel 2024 sgomitava con la McLaren per vincere il titolo, adesso è a quasi 200 punti di distacco e non può essere un bicchiere mezzo pieno aspettare la quinta gara (Arabia Saudita) per salutare il primo podio stagionale di Leclerc, replicato poi da un secondo posto a Montecarlo e un terzo a Barcellona. Non è consolazione essere primi degli altri, ma arrivare in Canada, al decimo appuntamento su 24, consapevoli di essere già fuori dalla lotta iridata, e se Leclerc ride poco e smoccola tanto, ancora più vuoto è il bicchiere di Hamilton, uno che ha vinto sette Mondiali e non può accontentarsi del trionfo in una gara sprint in Cina, uno che arriva su una pista amica, dove ha cominciato a contare i suoi successi in F1, con la paura di essere un comprimario come al solito in questo 2025.

Tutti sotto esame. Perché la Ferrari, dopo nove gare, è seconda nel Mondiale costruttori, come alla fine della passata stagione, ma non è la stessa gloria: nel 2024 sgomitava con la McLaren per vincere il titolo, adesso è a quasi 200 punti di distacco e non può essere un bicchiere mezzo pieno aspettare la quinta gara (Arabia Saudita) per salutare il primo podio stagionale di Leclerc, replicato poi da un secondo posto a Montecarlo e un terzo a Barcellona. Non è consolazione essere primi degli altri, ma arrivare in Canada, al decimo appuntamento su 24, consapevoli di essere già fuori dalla lotta iridata, e se Leclerc ride poco e smoccola tanto, ancora più vuoto è il bicchiere di Hamilton, uno che ha vinto sette Mondiali e non può accontentarsi del trionfo in una gara sprint in Cina, uno che arriva su una pista amica, dove ha cominciato a contare i suoi successi in F1, con la paura di essere un comprimario come al solito in questo 2025.

Hamilton: “Vasseur è il motivo per cui sono qua”

Non c’è vanto, solo la scomoda sensazione di dover dare una svolta immediata alla stagione, visto che il tempo dell’attesa è finito. Anche per Vasseur, che avrebbe dovuto rivoluzionare il rendimento della Rossa. Eppure Lewis Hamilton respinge categoricamente le voci secondo cui il team principal avrebbe le ore contate. «Vasseur è il motivo principale per cui sono vestito di rosso. Lottiamo assieme in questa avventura e voglio che resti, penso sia la persona giusta per portarci al vertice. Sono voci prive di fondamento. All’interno del team non esiste discussione in corso sulla posizione di Vasseur».

Le alternative

Difesa a spada tratta. Gioverebbe però anche il conforto di qualche suo risultato. «Io non ne sento un bisogno disperato. Prima o poi arriverà. In Spagna abbiamo avuto problemi che ci hanno danneggiato parecchio. Non avevo mai provato nulla di così difficoltoso». Al punto da definire la Ferrari “inguidabile”. «Poi però con gli ingegneri abbiamo capito l’inconveniente. Mi auguro che qui si possa fare meglio». Resta il fatto che i prossimi gp dovranno far capire se è giusto concentrarsi sul presente o già sul 2026 e su un’ennesima rivoluzione. Non c’è da stupirsi se all’orizzonte compaiono alternative a Vasseur, vedi Antonello Coletta, capo del progetto Endurance, in vetta al suo Mondiale con 3 vittorie su 3 gare. Si diceva che in passato avesse rifiutato un passaggio in F1. Ha vinto 2 volte la 24 Ore di Le Mans e potrebbe aver cambiato idea. Se la Ferrari vacilla, se Verstappen è teso (perde un altro punto sulla patente e salta un gp per squalifica), si sprecano i sorrisi in McLaren. Il rebus non è una possibile vittoria a Montreal, ma chi riuscirà a centrarla fra Piastri e Norris.

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