NORRIS 10
In Canada aveva tamponato Piastri e tutti avevano dato per sepolte le sue velleità iridate. Bravissimo a resettare tutto e a infilarsi nel week-end perfetto, sulla pista dove nel luglio di 5 anni fa aveva conquistato il primo podio in carriera. Conquista la pole numero 12 della sua vita, tra l’altro su 12 piste diverse, e la domenica centra il settimo successo del suo percorso. Ottimo in partenza e a resistere nei primi 20 giri agli attacchi di Piastri, il compagno di squadra. Gli fa capire che stavolta non c’è verso, lo costringe alla resa e così nel finale può controllare comodamente la corsa sino al traguardo.
PIASTRI 8
Stavolta perde il confronto diretto anche se mantiene la testa della classifica iridata.…
NORRIS 10
In Canada aveva tamponato Piastri e tutti avevano dato per sepolte le sue velleità iridate. Bravissimo a resettare tutto e a infilarsi nel week-end perfetto, sulla pista dove nel luglio di 5 anni fa aveva conquistato il primo podio in carriera. Conquista la pole numero 12 della sua vita, tra l’altro su 12 piste diverse, e la domenica centra il settimo successo del suo percorso. Ottimo in partenza e a resistere nei primi 20 giri agli attacchi di Piastri, il compagno di squadra. Gli fa capire che stavolta non c’è verso, lo costringe alla resa e così nel finale può controllare comodamente la corsa sino al traguardo.
PIASTRI 8
Stavolta perde il confronto diretto anche se mantiene la testa della classifica iridata. Maluccio in qualifica, battuto da Norris e Leclerc, grande guizzo in partenza, cosa che gli permette di scavalcare la Ferrari, ma poi solo tentativi vani nei confronti di Norris. Il fatto che non esageri è comprensibile. Finire secondi è comunque positivo nella lotta per il titolo. In un team che ha dominato 8 gp su 11 e offre ampie garanzie di continuare così sino alla fine.
LECLERC 7
Il primo degli altri. Dà tutto e si porta a casa il podio numero 47 della carriera. Però in griglia era secondo e un po’ di rammarico c’è, per non essere riuscito in partenza a tener testa agli assalti di Piastri. L’impressione è che la lotta sia improba. Troppo forte la McLaren per la sua Ferrari.
HAMILTON 7
Se lo fa, ha diritto ad esultare. Non c’è il podio, finisce dietro il partner ai box, ma in tempi di vacche non proprio grasse, anche un quarto posto può strapparti un sorriso. Stavolta sembra in pace con la squadra, non ha niente di che lamentarsi. A parte una macchina che non gli permette di vincere i gran premi.
RUSSELL 6
Dopo i fasti del Canada, il ridimensionamento in Austria, dove aveva trionfato l’anno scorso. Quinto posto è un minimo sindacale. E la constatazione che la Mercedes soffre da morire le alte temperature. In Canada era la regina, in Austria una comprimaria che becca mezzo minuto anche dalla Ferrari. Tra l’altro nella classifica piloti Maranello torna davanti. La damigella d’onore dell’imprendibile McLaren.
LAWSON 8
Una bella soddisfazione a casa Red Bull. Già straordinaria era stata per lui la notizia alla fine della qualifica. Cacciato ad inizio stagione dalla vettura di serie A (quella che divide il box con Verstappen, ora affidata al disastroso Tsunoda) e relegato su quella di serie B, c’è da immaginarsi che gioia abbia provato nel vedere che lui era sesto, in terza fila, e Verstappen settimo, in quarta fila. Anche il gp regala orgoglio. Con un sesto posto finale, unica vettura della famiglia Red Bull ad andare a punti.
ALONSO 7
Merita applausi solo per l’astuta manovra nel finale che gli permette di evitare il sorpasso di Bortoleto e di conservare il settimo posto. Fra poco compirà 44 anni, ma dà l’impressione di non finire mai.
BORTOLETO 8
Ricorderà questo week end per tutta la vita. Al primo anno di F1, all’undicesimo gp, coglie i primi punti della carriera, quattro, con l’ottavo posto, appendice all’ottavo posto con quarta fila conquistato in qualifica. Esulta il suo Brasile che già sogna un futuro glorioso. Era dal 2017 che un brasiliano (Felipe Massa) non andava a punti. Giusto non correre troppo, ma di sicuro è un pilota di talento, che promette bene. Non dimentichiamo che fra le mani ha una Suber. Non certo un missile.
TSUNODA 4
Colleziona più penalità che sorpassi o punti in classifica. Questa volta in pista non c’è neppure l’illustre partner Verstappen a fargli ombra, ma non c’è verso, il giapponese proprio non va. Non è possibile, con una Red Bull, non andare mai a punti.
VERSTAPPEN 6
Di stima. La sua gara dura pochi metri, speronato da Antonelli. Sulla pista di casa della sua Red Bull. Un circuito dove aveva già vinto quattro volte. Interrompe una striscia positiva di 31 gare, sempre a punti, e, in prospettiva Mondiale, è una dura mazzata . Stupisce il suo aplomb, sceso dalla macchina. Accetta le spiegazioni di Antonelli, non dà in escandescenze. Forse Antonelli gli sta simpatico.
ANTONELLI 4
Il primo podio in Canada, la Maturità con tanto di corona d’alloro. Dopo tanti esami superati, arriva una poderosa bocciatura. Perde il controllo della macchina in partenza, errore molto grave, come ammette lui stesso. Onesto fino in fondo, parla di disastro. E chiede più volte scusa a Verstappen a cui ha rovinato la gara.