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Silverstone, le pagelle: Hulkenberg, un podio da 10. Hamilton 6, Leclerc insufficiente

Nico Hulkenberg 

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Promossi e bocciati del Gp di Gran Bretagna. Rimonta da favole per il pilota della Sauber, unico da massimo dei voti insieme al vincitore Norris
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NORRIS 10

Non risparmia sulle parole, vincere a Silverstone, in casa sua, davanti al proprio pubblico, equivale a un sogno. Un’impresa pesante, l’ottavo sigillo in carriera, anche ai fini della classifica iridata, perché questa vittoria lo porta a soli 8 punti di distacco dal compagno di squadra Piastri, quando il Mondiale taglia il giro di boa. Un bersaglio centrato grazie ad un madornale errore del suo rivale nello stesso box e forse questo lo rende ancora più significativo. Negli anni 2000 solo Hamilton era stato profeta in patria, lui è il dodicesimo pilota britannico nella storia a riuscirci, comprensibile l’entusiasmo del pubblico.

PIASTRI 5

Faccia distrutta. Si può capire. Con una irregolarità, una frenata di troppo, di…

NORRIS 10

Non risparmia sulle parole, vincere a Silverstone, in casa sua, davanti al proprio pubblico, equivale a un sogno. Un’impresa pesante, l’ottavo sigillo in carriera, anche ai fini della classifica iridata, perché questa vittoria lo porta a soli 8 punti di distacco dal compagno di squadra Piastri, quando il Mondiale taglia il giro di boa. Un bersaglio centrato grazie ad un madornale errore del suo rivale nello stesso box e forse questo lo rende ancora più significativo. Negli anni 2000 solo Hamilton era stato profeta in patria, lui è il dodicesimo pilota britannico nella storia a riuscirci, comprensibile l’entusiasmo del pubblico.

PIASTRI 5

Faccia distrutta. Si può capire. Con una irregolarità, una frenata di troppo, dietro alla safety car butta via la gara e stende un tappeto rosso a beneficio del compagno di squadra. Una follia che gli costa 14 punti: i sette persi e i sette regalati a Norris.

HULKENBERG 10

La favola è sua e della cenerentola Sauber (in futuro Audi), guidata da Mattia Binotto, ex capo squadra della Ferrari. Il tedesco conquista il primo podio della carriera a 37 anni, dopo 239 gare. L’ultima volta che aveva partecipato ad una premiazione con una monoposto era stato nel 2009, guidava una GP2. E lo champagne lo aveva bevuto nel 2015, quando aveva trionfato nella 24 ore di Le Mans. Ancora più memorabile il piazzamento se si pensa che in griglia era diciannovesimo. Una delle più grandi rimonte nella storia della F1.

HAMILTON 6

A Silverstone il leone ama ruggire, ma la sua è una prestazione piena di alti e bassi. Si ricordano sorpassi memorabili come quello doppio a Russell e Ocon, ma anche un’infinità di escursioni fuori pista, passeggiate sulla ghiaia che di fatto vanificano la rimonta e gli negano il podio. Tra l’altro sarebbe stato il suo primo podio stagionale e con la Ferrari, impresa che gli avrebbe permesso di non interrompere la striscia positiva che aveva a Silverstone, dodici volte di seguito sul podio davanti ai propri tifosi in delirio, su una pista dove, non va dimenticato, ha vinto nove volte.

VERSTAPPEN 5

Con le unghie e con i denti strappa un quinto posto, con un sorpasso a Stroll a due giri dalla fine. Ma avrebbe potuto tranquillamente finire sul podio, se non si fosse girato alla ripartenza dopo una safety car. Per l’uomo perfetto sbaglio imperdonabile. Che lo ricaccia all’indietro e lo costringe ad una rimonta solo parziale.

GASLY 7

Negli ultimi metri supera Stroll e porta a casa il sesto posto. Per la sua squadra, l’Alpine, sono otto punti che valgono molto.

STROLL 6

Una geniale strategia iniziale, sua e dell’Aston Martin, lo scaraventa davanti, facendogli addirittura sognare il podio. La gara però è lunga e lui, piano piano, perde posizioni fino a ritrovarsi settimo al traguardo. Meglio del partner Alonso, ma poco per ciò che aveva sperato.

RUSSELL 5

Concorso di colpa fra lui e la squadra. Probabilmente nei primi giri la responsabilità della tattica sbagliata è del team, successivamente però è sua. Vuole rientrare a tutti i costi ai box, contro il parere del suo ingegnere, per mettere le gomme da asciutto e non è una scelta felice. Finisce decimo. Poco poco.

LECLERC 5

La strategia iniziale lo zavorra. Non paga la scelta delle gomme, di cui si prende la responsabilità, pur riconoscendo che la sua Ferrari non aveva ritmo. Si ritrova indietro e con tanta frustrazione non riesce più a risalire, in un gran premio, dove alla vigilia aveva parlato di possibile vittoria. La pista bagnata evidentemente gli è particolarmente indigesta.

TSUNODA 4

Anche stavolta ha preso 10 secondi di penalità. Gli altri sgomitano per andare avanti. Lui sembra divertirsi ad andare indietro.

ANTONELLI 6

Hadjar lo tampona e lo mette fuori uso. Ma non stava brillando.

HADJAR 4

Una matricola che annienta un’altra matricola. Altre volte aveva beccato applausi, in questa occasione, con visibilità assai ridotta, merita solo tirate d’orecchi. Perché mette il mirino e centra in pieno la Mercedes di Antonelli. Imperdonabile.

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