PIASTRI 10
Va via dal Belgio con un vantaggio raddoppiato. Aveva otto punti su Norris, ora, dopo corsa breve e lunga, ne ha sedici. La vittoria, come al solito vissuta con espressione da sfinge, massima serenità e poca euforia, è figlia di un sorpasso capolavoro, l’australiano che beffa il proprio compagno di squadra (partito in pole) in punti mitici della pista come Eau Rouge, Radillon e Les Combes. Se Spa è l’università del pilotaggio, è giusto d’ora in avanti chiamarlo dottore. La prossima gara si corre a Budapest dove conquistò il primo successo in carriera nel 2024. In un anno solare è arrivato a quota 8, come Norris e Leclerc, non male. E i gp nel curriculum sono solo 59. Esulta lui e gioisce l’Australia che a Spa non vinceva (Ricciardo) dal 2014.
NORRIS 6
Parti in pole e finisci secondo, non puoi essere felice. Di più: sei battuto dal pilota con cui dividi il box. Che ti beffa con un sorpasso capolavoro. Non bastasse, si becca un sacco di critiche per varie uscite di strada. Nel finale ha le gomme migliori, sembra proiettato verso la rimonta, ma tre errori grossolani negli ultimi dieci giri vanificano tutto. Finisce secondo. Ma con questa McLaren non è così difficile.
LECLERC 8
Soddisfatto per aver tenuto alle spalle per una gara intera Verstappen. Non sbaglia niente e conquista il quinto podio stagionale. Per la tenacia meriterebbe una Ferrari migliore. Più veloce. Comunque non si dà per vinto, è felice degli sviluppi portati in Belgio ed è convinto che prima o poi tornerà a vincere.
VERSTAPPEN 7
Prova a scavalcare Leclerc e non ci riesce. Di sicuro la decisione di ritardare la partenza, favorendo una gara con asfalto più asciutto, non lo aiuta. Avevano impostato un assetto da corsa bagnata. Senza pioggia diventa tutto più difficile e accontentarsi del quarto posto diventa inevitabile. Peraltro lui voleva partire subito e a fine gara non ha nascosto la sua rabbia nei confronti della prudenza dei commissari di gara.
RUSSELL 6
Una prova anonima. Ti accorgi di lui solo al traguardo, quando leggi la classifica e ti accorgi che è arrivato quinto. Piazzamento discreto, nonostante la totale assenza di guizzi.
ALBON 7
Merita molti più applausi il pilota della Williams. Che sia in qualifica che in gara s’inserisce a petto in fuori fra i giganti. La grande rimonta di Hamilton per esempio si ferma davanti alla sua sagoma. Che gli impedisce in tutti i modi di passare.
HAMILTON 8
Ci si aspettava una reazione d’orgoglio e c’è stata. Partito diciottesimo, in condizioni critiche, bagnato, umido e asciutto, ha effettuato diversi sorpassi ed è riuscito a risalire in settima posizione. Resta la constatazione dello scarso feeling con la Ferrari. Appena trovato Albon, un osso più duro, si è stabilizzato. E si è limitato a portare la macchina al traguardo.
ANTONELLI 4
Il giudizio non può che essere impietoso. Un week end da cancellare dalla mente il più in fretta possibile. C’è un’immagine che può aiutare il suo morale, un sorpasso ad Alonso, un mostro sacro, nel finale. La speranza è che possa restituirgli un po’ di autostima. Il segno che sa guidare. E che in griglia ci può stare.
ALONSO 4
Arrendevole pure nei confronti di Antonelli nel finale. L’italiano sorpassa ed è contento, ma non è da lui aprire così la porta. Lunedì 28 luglio compirà 44 anni. Compleanno amaro. Qualcuno dirà che potrebbe far rima con capolinea.
HULKENBERG 5
Ridimensionato dopo lo storico podio di Silverstone. In Belgio chiude tredicesimo. Mesto ritorno alla normalità.