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La scelta di Elkann: “Fiducia a Vasseur, la Ferrari cresce con lui”

Frederic Vasseur (afp)

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Il presidente: “Non si deve mai perdere la voglia di vincere”. A Budapest Leclerc dietro alle McLaren nelle libere
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Stabilità e fiducia. I buoni propositi che hanno portato alla conferma di Frederic Vasseur, l’allenatore della Ferrari, il responsabile di tutto il lavoro, a casa e in pista. Non formule magiche, perché come dice il francese, «in F1 non esistono i miracoli, fondamentali sono i dettagli, quei piccoli particolari che non vanno sbagliati e devono portare alla perfezione». Scelte convinte, mirate ad uno scopo preciso, quello di riportare al più presto la Ferrari sul tetto del mondo, sentimenti elencati, nel paddock di Budapest, dove il mondo a quattro ruote si ritrova per il gp numero 14 del calendario, oggi la battaglia per la pole, domani la gara, da John Elkann, il presidente.

«Era giusto fare così» afferma senza esitazioni. «Non si deve mai perdere la voglia di vincere. E la fiducia a Vasseur è il modo migliore per continuare a progredire». Prendere un’altra direzione sarebbe stato pericoloso, oltreché sbagliato. «È stato un anno non facile, ma quando siamo uniti e coesi diamo il…

Stabilità e fiducia. I buoni propositi che hanno portato alla conferma di Frederic Vasseur, l’allenatore della Ferrari, il responsabile di tutto il lavoro, a casa e in pista. Non formule magiche, perché come dice il francese, «in F1 non esistono i miracoli, fondamentali sono i dettagli, quei piccoli particolari che non vanno sbagliati e devono portare alla perfezione». Scelte convinte, mirate ad uno scopo preciso, quello di riportare al più presto la Ferrari sul tetto del mondo, sentimenti elencati, nel paddock di Budapest, dove il mondo a quattro ruote si ritrova per il gp numero 14 del calendario, oggi la battaglia per la pole, domani la gara, da John Elkann, il presidente.

«Era giusto fare così» afferma senza esitazioni. «Non si deve mai perdere la voglia di vincere. E la fiducia a Vasseur è il modo migliore per continuare a progredire». Prendere un’altra direzione sarebbe stato pericoloso, oltreché sbagliato. «È stato un anno non facile, ma quando siamo uniti e coesi diamo il meglio». Ed evidentemente Vasseur favorisce questa comunione d’intenti. «Ha permesso alla Ferrari di crescere. Siamo arrivati secondi l’anno passato, giocandoci il titolo costruttori all’ultima gara, era un po’ che non accadeva. Ora siamo di nuovo secondi. Quando si è in ascesa, l’importante è rafforzarsi. Con questa scelta lo abbiamo fatto».

Elkann e la fiducia in Vasseur

Parole pesanti che agiscono da stimolo per Vasseur, oltre a renderlo contento. Non a caso ieri sembrava più audace del solito. In pista, sia nella prima che nella seconda sessione di prove libere, si è visto il solito dominio McLaren, Norris primo, Piastri secondo, ma i due terzi posti di Leclerc incoraggiano, su una pista tra l’altro che il ferrarista non ama (risultati sempre scadenti e mai una pole), al contrario di Hamilton, prima quinto e poi sesto, che spesso ha trasformato l’Ungheria nel giardino di casa e nelle partenze davanti a tutti non ha eguali, nove, condite da 8 successi. La Ferrari è andata benino, ma non pare ancora in grado di far sognare. Eppure Vasseur prova a osare: «La direzione è quella giusta, siamo più vicini alle McLaren e più veloci di Mercedes e Red Bull. Con la sospensione nuova abbiamo fatto un grande passo in avanti, potremmo anche vincere». O perlomeno consentire a Hamilton di conquistare il primo podio, impietoso confronto con i 5 ottenuti da Leclerc. Un trionfo o qualcosa che lo avvicini sarebbe il modo migliore per festeggiare il prolungamento del contratto, rafforzando la tesi del francese che ha sempre parlato di 2 o 3 anni per costruire una squadra solida e di un altro paio di stagioni per sbaragliare la concorrenza. Pensieri longevi che cozzano con la fretta dei tifosi. L’Ungheria può essere un trampolino e a giudicare dal primo assaggio per una volta potrebbe non essere temibile Verstappen, 14° dopo le seconde libere.

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