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Il controcanto di Hamilton: “Sono inutile, cambiate pilota”

Lewis Hamilton

 

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Lewis all’Hungaroring ha 8 vittorie e 9 partenze davanti a tutti, ma oggi con la Ferrari partirà 12°: “Non so come migliorare”
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L’altra faccia del garage rosso dice tutto: «Sono inutile, assolutamente inutile». Lewis Hamilton tiene la testa bassa mentre parla con la stampa inglese. La visiera del cappellino Ferrari nasconde gli occhi tristi dopo un altro disastro in qualifica. Dodicesimo sulla griglia dell’Hungaroring, dove in carriera aveva sempre brillato: nove pole, otto vittorie. Praticamente il suo giardino di casa. Uno dei tanti, adesso infestato dai fantasmi di una mente che non trova vie di fuga. «Qual è la soluzione? Penso che la Ferrari dovrebbe cambiare pilota. L’altra macchina è in pole, io non so come migliorare». L’inglese si prende tutte le responsabilità («non è colpa del team») di una prima metà di stagione complicata. Nel confronto in qualifica, Leclerc è avanti dieci a quattro. In gara stesso copione: ha fatto meglio del monegasco solo due volte. L’unico, vero lampo in Cina, con il bis pole-vittoria nella garetta del sabato.

Hamilton genio della comunicazione: social scatenati

Frustrazione…

L’altra faccia del garage rosso dice tutto: «Sono inutile, assolutamente inutile». Lewis Hamilton tiene la testa bassa mentre parla con la stampa inglese. La visiera del cappellino Ferrari nasconde gli occhi tristi dopo un altro disastro in qualifica. Dodicesimo sulla griglia dell’Hungaroring, dove in carriera aveva sempre brillato: nove pole, otto vittorie. Praticamente il suo giardino di casa. Uno dei tanti, adesso infestato dai fantasmi di una mente che non trova vie di fuga. «Qual è la soluzione? Penso che la Ferrari dovrebbe cambiare pilota. L’altra macchina è in pole, io non so come migliorare». L’inglese si prende tutte le responsabilità («non è colpa del team») di una prima metà di stagione complicata. Nel confronto in qualifica, Leclerc è avanti dieci a quattro. In gara stesso copione: ha fatto meglio del monegasco solo due volte. L’unico, vero lampo in Cina, con il bis pole-vittoria nella garetta del sabato.

Hamilton genio della comunicazione: social scatenati

Frustrazione comprensibile, quindi. Ma le sue parole non dicono tutto. Negli anni Lewis ha imparato a scegliere quelle giuste, per ogni momento, soprattutto le fasi più delicate. Come ieri, quando ha voluto spostare l’attenzione sul disastro, adottando una narrativa quasi apocalittica. Una sorta di psicologia inversa, che affonda le aspettative, fertilizzando il terreno per la rinascita. Lo ha fatto spesso. E ha funzionato. «Bono, le mie gomme sono finite», ripeteva sempre al suo ingegnere di pista (Bonnington) nel periodo del suo dominio in Mercedes. Una lagnanza continua, tanto che i social l’hanno trasformata in un meme, con tanto di canzone a tema sulla falsariga di Bohemian Rhapsody. Ovviamente, non era mai vero: le gomme duravano in eterno, Lewis faceva giri veloci a ripetizione. Stesso discorso per il Gp di Germania del 2018, quello che ha segnato per sempre l’avventura di Sebastian Vettel in Ferrari. In quell’occasione, dopo le qualifiche (aveva chiuso quattordicesimo), Hamilton finse la resa: «È finita, sorpassare qui è impossibile». Il giorno dopo rimonterà, vincendo e affossando definitivamente le speranze mondiali di Seb (finito a muro) in rosso. Certo, in quegli anni Lewis guidava un’astronave, ma il discorso non cambia: nel paddock nessuno sa gestire la comunicazione meglio di lui, Special One delle quattro ruote.

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