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Stefano Domenicali: “Monza acceleri per ternersi il Gp di F1. Per Imola è molto dura”

(reuters)

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Il presidente e ad della Formula 1: “La pressione degli altri circuiti è enorme”
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L’Italiano tra i più veloci al mondo: Stefano Domenicali. Da quando è presidente e ad (2021, rinnovato fino al 2029), la Formula 1 è lo sport più seguito e attraente. Ex team principal della Ferrari tra il 2008 e il 2014, è nato a Imola, ha 60 anni, vive a Londra. Alla vigilia del gp di Monza, incontra la stampa italiana.

La F1 è in grande salute, tutti vogliono un gp. Monza sta al passo?

«Procede in souplesse, con un ritmo da mezzofondista. La pressione degli altri circuiti è enorme, c’è bisogno di accelerare».

Lavori in ritardo?

«Fatti i tunnel e le fogne? Vorrei ben vedere, è il minimo. Ci sono ancora una marea di cose da fare per un gp in una struttura adeguata all’allure, al nome e alla storia che ha Monza. Non è vero che l’Europa non ha più soldi, Budapest è stata stravolta in un anno. L’Italia può e deve reagire, niente scuse se ci si crede. Il contratto scade nel 2031, voglio portare avanti il gp d’Italia ma con garanzie, programmi precisi, senza chiacchiere».

Imola non ha più…

L’Italiano tra i più veloci al mondo: Stefano Domenicali. Da quando è presidente e ad (2021, rinnovato fino al 2029), la Formula 1 è lo sport più seguito e attraente. Ex team principal della Ferrari tra il 2008 e il 2014, è nato a Imola, ha 60 anni, vive a Londra. Alla vigilia del gp di Monza, incontra la stampa italiana.

La F1 è in grande salute, tutti vogliono un gp. Monza sta al passo?

«Procede in souplesse, con un ritmo da mezzofondista. La pressione degli altri circuiti è enorme, c’è bisogno di accelerare».

Lavori in ritardo?

«Fatti i tunnel e le fogne? Vorrei ben vedere, è il minimo. Ci sono ancora una marea di cose da fare per un gp in una struttura adeguata all’allure, al nome e alla storia che ha Monza. Non è vero che l’Europa non ha più soldi, Budapest è stata stravolta in un anno. L’Italia può e deve reagire, niente scuse se ci si crede. Il contratto scade nel 2031, voglio portare avanti il gp d’Italia ma con garanzie, programmi precisi, senza chiacchiere».

Imola non ha più speranze?

«Ha chance solo con investimenti importanti. Sarei felice da italiano e imolese, ma la vedo difficile. In un possibile programma alternato in lizza ci sono Barcellona, Portogallo, Turchia».

Sarà la prima di Hamilton in rosso a Monza, peraltro con la penalità di 5 posizioni in griglia. Si aspettava faticasse così tanto?

«Non si aspettava un inizio così difficile per l’esperienza che ha e per quello che pensava di portare alla squadra. Mi ha colpito quello che ha detto in Ungheria («Mi sento inutile, la Ferrari dovrebbe cambiare pilota», ndr), è stato un momento di umana debolezza. Dopo ci siamo visti».

Cosa gli ha detto?

«Deve venire fuori il suo carattere e reagire. È in una fase della carriera importante, vuole rimanere nella storia vincendo con la Ferrari, che è il massimo, e deve combattere senza farsi trasportare da cattivi pensieri. È un grande, nel 2026 sarà super protagonista».

Anche Kimi Antonelli, ultimamente, ha difficoltà.

«Ha l’età di mia figlia, lo conosco da quando è un bambino. In F1 si cresce in fretta, un giorno vale 10 anni. Maturerà, sarà diverso l’anno prossimo, e farà qualcosa di strordinario in carriera».

Cosa ha in agenda la F1?

«Tanti temi, tra cui le gare sprint, destinate un giorno a entrare nel programma di tutti i week end, lo chiedono promotori e pubblico: vogliono azione».

Nel 2026 si aspetta squadre in vantaggio sul nuovo motore?

«Non credo come nel 2014 con l’ibrido Mercedes. Ma se c’è molto ritardo degli altri, saranno date più ore e possibilità di spendere. Anche la macchina sarà diversa, i piloti dovranno completamente camboare guida. I giovani più ricettivi alle novità, ma ricordo che Michael Schumacher fu il primo in Ferrari a definire il valore dei manettini e dei vari setting per massimizzare in ogni punto della vettura la prestazione della macchina».

Che mercato piloti prevede?

«Scoppiettante. Ci sono contratti in scadenza, se qualche top si muoverà, scombussolerà tutta la scacchiera».

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