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Ferrari, il giallo della scia negata. Leclerc riproverà il miracolo a Monza

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Charles parte 4° come l’anno scorso. Ma fa discutere la scelta di non dargli il traino di Hamilton. Pole record di Verstappen
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MONZA – Ferrari disunite, Max da favola tutto da solo. La sua Red Bull non è più la bestia di una volta, ma i cannibali la preda la azzannano anche senza posate. Mitologico Verstappen: pole prodigio. Pochi si aspettavano l’olandese sacerdote a Monza. Amen: è lui che sale sul pulpito nel tempio della velocità con un giro stratosferico e un crono spaziale (1’18”792) che vale non solo il primato del circuito (battuto Hamilton 2020) ma anche la pole con la velocità media più elevata (264,423 km/h) nella storia della Formula 1. Al traguardo dove arriva tutto da solo, senza l’aiuto di una scia e di uno straccio di alleato, se la ride, giustamente: «Io ci provo sempre». Certo, preferirebbe avere mezzi migliori per farlo. Persino alla Ferrari, ha detto l’altro giorno, «ci andrei per vincere, non per guidare un marchio». Intanto si arrangia con quel che ha. Partenza al palo n° 45, quinta dell’anno, seconda all’Autodromo. Beffate le McLaren: 77 millesimi rifilati a Lando Norris, salvato dai gua…

MONZA – Ferrari disunite, Max da favola tutto da solo. La sua Red Bull non è più la bestia di una volta, ma i cannibali la preda la azzannano anche senza posate. Mitologico Verstappen: pole prodigio. Pochi si aspettavano l’olandese sacerdote a Monza. Amen: è lui che sale sul pulpito nel tempio della velocità con un giro stratosferico e un crono spaziale (1’18”792) che vale non solo il primato del circuito (battuto Hamilton 2020) ma anche la pole con la velocità media più elevata (264,423 km/h) nella storia della Formula 1. Al traguardo dove arriva tutto da solo, senza l’aiuto di una scia e di uno straccio di alleato, se la ride, giustamente: «Io ci provo sempre». Certo, preferirebbe avere mezzi migliori per farlo. Persino alla Ferrari, ha detto l’altro giorno, «ci andrei per vincere, non per guidare un marchio». Intanto si arrangia con quel che ha. Partenza al palo n° 45, quinta dell’anno, seconda all’Autodromo. Beffate le McLaren: 77 millesimi rifilati a Lando Norris, salvato dai guai nel 2° turno delle qualifiche grazie all’aiuto di una scia di Oscar Piastri, compagno di squadra, leader del campionato (con 34 punti su di lui) e in teoria acerrimo rivale. L’australiano 3° a quasi due decimi da Max, ma oggi l’unico, forse, a poter fare calcoli: gli basterà gestire per mantenere la testa della classifica.

Leclerc quarto in qualifica come nel 2024

Alle Ferrari, invece, servirà l’idea giusta, magari il brio di un’invenzione come l’anno scorso quando Charles Leclerc vinse dal quarto posto in griglia con una strategia inaspettata, a una sosta. Oggi il monegasco partirà dalla medesima piazzola del 2024 (con due Mercedes dietro), anche se stavolta la incassa piuttosto contrariato: diversamente dalle dichiarazioni dei giorni scorsi, Lewis Hamilton non gli fa da traino. Niente scia, che qui conta moltissimo. Nonostante le cinque posizioni di penalità in griglia, quelle rimediate per un’infrazione prima della gara in Olanda, che comunque avrebbe scontato e sconterà (partirà 10°). Il 7 volte campione del mondo sembra persino sorpreso della richiesta: «La scia a Charles? Non l’ho mai data in nessuno degli altri team, significherebbe sacrificare uno dei due piloti. Vista la penalità, avevo bisogno di essere il più avanti possibile».

La spiegazione di Vasseur

Il team principal, Fred Vasseur, la spiega così: «Era un’opzione, ma abbiamo preferito privilegiare il giro di preparazione». Charles esce dai box davanti al britannico, cerca di mettersi alla giusta distanza dall’altra Red Bull di Tsunoda, non basta: «Il mio primo giro è stato un po’ anonimo. Si poteva giocare meglio con le scie? Sì, si poteva gestire diversamente. Anche l’anno scorso partivo quarto, posso ancora lottare per la vittoria. Anche se Red Bull e McLaren sono molto forti. Vincere qui è speciale, farò di tutto per provarci». Monza ti darà una mano.

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