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Verstappen ora ha un’idea mondiale. Ferrari, un’altra delusione

Max Verstappen (afp)

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Dopo la vittoria a Baku, l’olandese inizia a credere in una rimonta che sembrava impossibile sulle McLaren
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Cartoline da Baku: Verstappen vince dalla pole guidando col gomito fuori dal finestrino Red Bull («È stato molto facile») e con il secondo successo di fila dopo Monza è ancora in lizza per il titolo, almeno per la matematica, a sette gare e tre sprint dalla fine del campionato. Prossimo show, a Singapore? Ora è -69 punti dal leader del Mondiale, Piastri, che guarda la corsa degli altri accucciato dietro le reti di protezione dopo lo schianto con la McLaren al via, il secondo dopo quello in qualifica («Solo scuse, ho pasticciato dall’inizio alla fine»). Unica safety car, dopo il record delle 6 bandiere rosse del giorno prima.

Il primo podio di uno scatento Sainz

Norris, come al sabato, non ne approfitta con l’altra papaya: al netto di un altro errore al pit come a Monza, è 7° come al via («Ho fatto il massimo»). Russell, influenzato, è 2° con la Mercedes rinvigorita dal fresco (Antonelli ottimo 4°). Sainz urla a squarciagola vamos, lo spagnolo licenziato da Maranello per far posto a Ha…

Cartoline da Baku: Verstappen vince dalla pole guidando col gomito fuori dal finestrino Red Bull («È stato molto facile») e con il secondo successo di fila dopo Monza è ancora in lizza per il titolo, almeno per la matematica, a sette gare e tre sprint dalla fine del campionato. Prossimo show, a Singapore? Ora è -69 punti dal leader del Mondiale, Piastri, che guarda la corsa degli altri accucciato dietro le reti di protezione dopo lo schianto con la McLaren al via, il secondo dopo quello in qualifica («Solo scuse, ho pasticciato dall’inizio alla fine»). Unica safety car, dopo il record delle 6 bandiere rosse del giorno prima.

Il primo podio di uno scatento Sainz

Norris, come al sabato, non ne approfitta con l’altra papaya: al netto di un altro errore al pit come a Monza, è 7° come al via («Ho fatto il massimo»). Russell, influenzato, è 2° con la Mercedes rinvigorita dal fresco (Antonelli ottimo 4°). Sainz urla a squarciagola vamos, lo spagnolo licenziato da Maranello per far posto a Hamilton raggiunge, prima del 7 volte campione del mondo, il primo podio con la Williams («è persino meglio del primo in carriera»).

Ferrari in caduta libera

Le Ferrari, in doppietta al venerdì ma precipitate 24 ore dopo e partite nel traffico urbano (Leclerc 10°, Hamilton 12°), mestamente falliscono sul traguardo anche lo scambio di posizioni invertite in gara, per quanto valessero: Lewis rimane 8° («Deluso, senza niente in mano»), Charles 9°. Il monegasco, già avvilito per il botto a muro il giorno prima, ha anche un problema al motore e non riesce neanche a prendere la Racing Bulls di Lawson (5° davanti al miglior Tsunoda dell’anno, 6° con l’altra Red Bull). Charles: «Passo non buonissimo, ho pensato solo a difendermi, ma è sbagliato giudicare il potenziale della macchina da questa gara: è che siamo partiti nel posto sbagliato, colpa mia. Altre chance per vincere? Difficile».

Vasseur: “C’è frustrazione”

E dire che Maranello puntava all’Azerbaigian per un po’ di felicità. Invece: il team principal, Vasseur, dice che «c’è frustrazione, sono arrabbiato perché abbiamo compromesso il weekend in qualifica. I tecnici scappano dalla Ferrari? Una barzelletta, noi ne abbiamo presi 60 dagli altri team in 18 mesi». Di fatto, la rossa non capitalizza nel weekend peggiore di una McLaren dominatrice (Costruttori rimandato). Non solo occasione persa, ma anche retrocessione nella classifica a squadre: la Mercedes sale 2ª, a +4 sulla Scuderia.

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