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F1, budget cap: le spese eccessive, i ritardi sulle comunicazioni e i sospetti su un top team

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Sul circuito torna l’ombra di una violazione del limite di spesa consentito alle squadre introdotto nel 2021
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Qualcuno ha speso troppo, oltre il consentito, per andare più forte? Sulla F1 torna l’ombra di una violazione del budget cap, il limite di spesa consentito alle squadre introdotto nel 2021 con uno speciale regolamento per rendere il campionato più equo e sostenibile. Proprio in quel primo anno di norme finanziarie sgarrò la Red Bull, che ammise e patteggiò con la Fia, la federazione internazionale. La comunicazione di quella infrazione ritenuta minore (sotto il 5% del budget cap) da parte del team anglo-austriaco, arrivò il 10 ottobre 2022 durante il gp del Messico, accompagnata dalle sanzioni: una multa di 7 milioni di dollari e il 10% di tempo in meno per i test aerodinamici 2023.

L’anomalo ritardo e i sospetti sul top team

La F1 è di nuovo in Messico, alla vigilia del quintultimo gp del campionato: nessuna squadra, che ha l’obbligo di redigere i propri conti della stagione precedente e presentarli entro il 31 marzo successivo, ha ancora ricevuto il certificato di conformità al budg…

Qualcuno ha speso troppo, oltre il consentito, per andare più forte? Sulla F1 torna l’ombra di una violazione del budget cap, il limite di spesa consentito alle squadre introdotto nel 2021 con uno speciale regolamento per rendere il campionato più equo e sostenibile. Proprio in quel primo anno di norme finanziarie sgarrò la Red Bull, che ammise e patteggiò con la Fia, la federazione internazionale. La comunicazione di quella infrazione ritenuta minore (sotto il 5% del budget cap) da parte del team anglo-austriaco, arrivò il 10 ottobre 2022 durante il gp del Messico, accompagnata dalle sanzioni: una multa di 7 milioni di dollari e il 10% di tempo in meno per i test aerodinamici 2023.

L’anomalo ritardo e i sospetti sul top team

La F1 è di nuovo in Messico, alla vigilia del quintultimo gp del campionato: nessuna squadra, che ha l’obbligo di redigere i propri conti della stagione precedente e presentarli entro il 31 marzo successivo, ha ancora ricevuto il certificato di conformità al budget cap, che attualmente è fissato a 135 milioni di dollari (aumenterà a 215 dal 2026, causa inflazione, nuovi regolamenti e l’ingresso di un undicesimo team, Audi). Un ritardo un po’ anomalo, che nasconderebbe qualche grana di un team, si parla di un top team. L’Aston Martin, che nel 2022 aveva pagato una multa per un vizio procedurale (e anche la Williams), ci è ricascata per lo stesso motivo, anche se l’errore è stato indipendente dalle sue volontà (pur presentando le carte nei tempi, mancava la firma del revisore dei conti della squadra, ricoverato in quel periodo in ospedale).

Qualcosa non torna

Ma perché questo ritardo da parte della Fia nel dare semaforo verde ai bilanci? Sembra che qualcosa non torni, dato il ritardo di quasi due mesi nel comunicare la chiusura delle pratiche. Un portavoce del governo del motorsport, interrogato da Autosport in Messico, ha spiegato che “il dipartimento finanziario che si occupa dei controlli del cost cap sta completando la revisione dei dato della stagione 2024 presentate da team e produttori di power unit, il cui risultato dovrebbe essere comunicato a breve. La Fia non commenta le richieste individuali presentate da team e/o produttori di power unit e, come da prassi consolidata, i risultati della revisione saranno resi pubblici una volta completato l’intero processo”. Messico e nuvole?

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