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Hadjar, dal pianto di Melbourne alla Red Bull: sarà compagno di Verstappen

Isack Hadjar (reuters)

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Il 21enne pilota franco-algerino, che al debutto in Australia uscì nel giro di formazione, promosso nella squadra del 4 volte campione del mondo
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Saetta Hadjar. Dal pianto a dirotto all’esordio a Melbourne, quando sotto la pioggia uscì nel giro di formazione, al sedile della Red Bull accanto a Max Verstappen l’anno prossimo. Non a caso lo chiamano come McQueen, il personaggio del film di animazione Cars che ha fatto innamorare Isack delle corse. Il pilota franco algerino, 21 anni, figlio di due scienziati, è stato promosso nella squadra del 4 volte campione del mondo dopo una stagione nel team satellite di Faenza, la Racing Bulls, con la quale ha anche ottenuto il suo primo podio: 3° a Zandvoort a fine agosto, proprio dietro a Verstappen, ultimo gp vinto dal papaya Oscar Piastri.

Tsunoda retrocede a collaudatore

Isack sostituisce sul sedile che scotta Yuki Tsunoda, che rimane nel team ma col ruolo di collaudatore ed eventualmente riserva nel caso Ayu Iwasa, terzo pilota, fosse indisponibile. Il giapponese, dal 2021 a Faenza, è stato chiamato quest’anno dopo solo due gare a prendere il volante della Red Bull di Liam Lawson…

Saetta Hadjar. Dal pianto a dirotto all’esordio a Melbourne, quando sotto la pioggia uscì nel giro di formazione, al sedile della Red Bull accanto a Max Verstappen l’anno prossimo. Non a caso lo chiamano come McQueen, il personaggio del film di animazione Cars che ha fatto innamorare Isack delle corse. Il pilota franco algerino, 21 anni, figlio di due scienziati, è stato promosso nella squadra del 4 volte campione del mondo dopo una stagione nel team satellite di Faenza, la Racing Bulls, con la quale ha anche ottenuto il suo primo podio: 3° a Zandvoort a fine agosto, proprio dietro a Verstappen, ultimo gp vinto dal papaya Oscar Piastri.

Tsunoda retrocede a collaudatore

Isack sostituisce sul sedile che scotta Yuki Tsunoda, che rimane nel team ma col ruolo di collaudatore ed eventualmente riserva nel caso Ayu Iwasa, terzo pilota, fosse indisponibile. Il giapponese, dal 2021 a Faenza, è stato chiamato quest’anno dopo solo due gare a prendere il volante della Red Bull di Liam Lawson, retrocesso in Racing Bulls. Ma non ha convinto il team anglo austriaco, che l’anno prossimo si farà il motore in casa col supporto di Ford (anziché Honda). E non gli è bastata una magnifica qualifica in Qatar la settima scorsa, quando ha battuto addirittura Max, per essere trattenuto in squadra. I suoi numeri parlano chiaro: 15° in classica, solo 33 punti raccolti.

(afp)

Hadjar secondo miglior debuttante

Hadjar, al confronto, con una macchina teoricamente meno prestante, è 10° (51 punti): 2° miglior debuttante del 2025, dietro Kimi Antonelli (il bolognese è 7°, con 150 punti e tre podi). E ha sopravanzato anche il compagno di scuderia, Lawson, 14° in classica (38 punti). Il 23enne pilota neozelandese avrà accanto Arvid Lindblad, 18 anni, inglese di papà svedese e mamma di origini indiane. Fa parte del programma giovani della casa austriaca e, con Campos Racing, è 6° nella F2 vinta la settimana scorsa in Qatar da Leonardo Fornaroli.

L’amore per i motori di Hadjar

Una generazione di talenti nella quale Hadjar è spuntato, appunto, come una Saetta. Figlio e nipote di medici e fisici algerini trapiantati a Parigi, Isack si è innamorato dei motori complice, oltre a Cars, un kart regalato dal papà: a 8 anni la sua prima gara, mentre faceva anche judo (cintura marrone). In pochi anni, arriva nel mirino della Red Bull. Lo nota il superconsulente Helmut Marko dopo una gara del FRECA (campionato europeo di Formula Regionale) a Montecarlo, Isack aveva 16 anni: pole e successo. L’austriaco lo soprannominò “il piccolo Prost”, anche se lui adora Ayrton Senna e Lewis Hamilton, e due giorni dopo gli spedì il contratto per la squadra junior.

L'esordio da incubo a Melbourne

La prima gara in F1, quest’anno, la conclude senza iniziarla: finisce a muro a Melbourne durante il giro di formazione sotto il diluvio. Isack scende dalla macchina piangendo a dirotto, inconsolabile, col papà di Hamilton, Anthony, che corre ad abbracciarlo e poi anche Lewis e il presidente della F1, Stefano Domenicali. Marko, sul momento, esterna a modo suo: “Imbarazzante”. Hadjar non si è perso e non è naufragato. Anzi, il battesimo crudele lo ha motivato anche di più. Sarà lui l’unico a sostenere il peso di avere Max accanto quando tutti gli altri, più o meno, sono crollati al confronto di un compagno forte, potente e spietato come Verstappen? Saetta e fulmine, la coppia perfetta.

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