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Verstappen e la polemica sui controlli della Fia: “Metà dei team risulterebbero irregolari”

Max Verstappen (afp)

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Il pilota olandese della Red Bull parla delle verifiche che la federazione effettua sulle monoposto al termine di ogni sessione: “A volte si riesce a eludere i controlli, perché non sempre vengono fatti dei check”
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Le polemiche non vanno in vacanza. Non in Formula 1, in balia tra il presunto scandalo motori e le nuove provocazioni di Max Verstappen. “Metà dei team risulterebbe irregolare ai controlli”, sentenzia il quattro volte campione del mondo della Red Bull. A cosa si riferisce? Il pilota olandese – ai microfoni di Viaplay – parla delle verifiche che la Fia effettua sulle monoposto al termine di ogni sessione. Oltre ai controlli standard – obbligatori per tutti – la Federazione svolge anche dei check a campione, più approfonditi. Tra questi, la verifica del fondo delle vetture. In particolare, l’usura del plank (la tavola rigida montata esattamente al centro della parte inferiore della monoposto), che funge da "metro di controllo" dell'altezza da terra.

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Le polemiche non vanno in vacanza. Non in Formula 1, in balia tra il presunto scandalo motori e le nuove provocazioni di Max Verstappen. “Metà dei team risulterebbe irregolare ai controlli”, sentenzia il quattro volte campione del mondo della Red Bull. A cosa si riferisce? Il pilota olandese – ai microfoni di Viaplay – parla delle verifiche che la Fia effettua sulle monoposto al termine di ogni sessione. Oltre ai controlli standard – obbligatori per tutti – la Federazione svolge anche dei check a campione, più approfonditi. Tra questi, la verifica del fondo delle vetture. In particolare, l’usura del plank (la tavola rigida montata esattamente al centro della parte inferiore della monoposto), che funge da "metro di controllo" dell'altezza da terra.

L’usura del plank, come funziona

In breve, se l'auto corre troppo bassa (per guadagnare carico aerodinamico dal fondo), il plank si consuma sfregando contro l'asfalto e si rischia la squalifica. Lo spessore di questo pattino non può essere inferiore ai 9 millimetri. Proprio quanto successo alle McLaren dopo il Gp di Las Vegas, che aveva mantenuto vive le speranze di rimonta mondiale di Verstappen. Per l’olandese “la squalifica delle McLaren è stato un regalo di Natale anticipato, perché ha reso tutto più emozionante”.

Allo stesso tempo, Verstappen critica la natura di questi controlli. Scegliere le vetture a campione (o per segnalazione) permette a chi non rispetta le regole di cavarsela senza problemi. “A volte si riesce a eludere i controlli, perché non sempre vengono fatti dei check”, spiega il pilota della Red Bull. Un comportamento giustificato dalla continua ricerca di prestazioni estreme: “Si cerca sempre di trovare un limite, lo facciamo tutti”, prosegue.

La doppia squalifica della Ferrari in Cina

Ma non sempre funziona. Le Ferrari ne sanno qualcosa. Dopo l’ultimo Gp di Cina, entrambe le rosse sono finite nel mirino della Federazione. Se la monoposto di Leclerc (come anche l'Alpine di Gasly) era risultata sottopeso di 1 chilo, quella di Hamilton aveva usurato troppo il plank. Il risultato? Doppia squalifica. Dal canto suo, Verstappen è convinto: “Se tutti fossero sottoposti a questi controlli, la metà risulterebbe irregolare”. Il nodo è proprio questo: le verifiche più approfondite richiedono tempo e spazio. È logisticamente impossibile controllare ogni aspetto delle 20 monoposto (dal 2026 saranno 22) dopo ogni gara.

La posizione della Fia

Un check approfondito del plank, ad esempio, può richiedere diverse ore di lavoro (a seconda dell’invasività), con lo smontaggio e la misurazione di particolari tecnici specifici. Ma non finisce qui. Secondo la Fia, infatti, le verifiche a campione sono il deterrente più efficace contro le infrazioni. Ogni team sa che potrebbe finire sotto esame: questo crea un costante rischio percepito, che spinge le scuderie a rispettare i parametri. Almeno secondo la Federazione, perché Verstappen la pensa diversament

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