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Kimi Antonelli: “Non sono Sinner, lui ha già vinto molto. Ma mi godo il momento”

Kimi Antonelli esultante dopo la pole (agf)

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Il talento della Mercedes: “Sento che intorno a me l’aria è cambiata ed è bellissimo. Io cerco di rimanere concentrato”
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L’altro Sinner. «Jannik ha ottenuto di più rispetto a me, io sono solo agli inizi, però per ora sta andando bene». Benissimo: in Giappone seconda pole consecutiva per Kimi Antonelli, 19 anni, bolognese della Mercedes.

Prime due partenze al palo in carriera di fila: ci sono riusciti in pochi, tra cui Hamilton, Schumacher, Senna, Hunt.

«Non lo sapevo, sono molto contento perché questa è stata migliore rispetto a quella in Cina ed era anche importantissimo ottenerla».

Perché?

«Perché dopo il successo a Shanghai non volevo assolutamente abbassare la guardia, avevo un po’ di timore, sapevo che sarebbe bastato un attimo per farsi trasportare dal momento e perdere un po’ il focus. Sono felice di essere riuscito a mantenere la concentrazione sul…

L’altro Sinner. «Jannik ha ottenuto di più rispetto a me, io sono solo agli inizi, però per ora sta andando bene». Benissimo: in Giappone seconda pole consecutiva per Kimi Antonelli, 19 anni, bolognese della Mercedes.

Prime due partenze al palo in carriera di fila: ci sono riusciti in pochi, tra cui Hamilton, Schumacher, Senna, Hunt.

«Non lo sapevo, sono molto contento perché questa è stata migliore rispetto a quella in Cina ed era anche importantissimo ottenerla».

Perché?

«Perché dopo il successo a Shanghai non volevo assolutamente abbassare la guardia, avevo un po’ di timore, sapevo che sarebbe bastato un attimo per farsi trasportare dal momento e perdere un po’ il focus. Sono felice di essere riuscito a mantenere la concentrazione sulle cose da fare. E ora penso solo alla gara, cercherò di finire il lavoro per portare un altro risultato positivo a casa».

Ha sentito Sinner che è in finale a Miami?

«Non ancora per questioni di fuso orario, ma gli manderò un messaggio per auguragli il meglio».

È rimasto impressionato dall’attenzione mediatica e dalla scena rubata anche alla Ferrari?

«La differenza l’ho notata, certo, ho visto il picco di interesse nei miei confronti, per adesso è una cosa bellissima e spero possa solo crescere in futuro, ma cerco di non farci troppo caso per rimanere concentrato su me stesso, quello che conta è fare risultati in pista, il resto viene da sé».

Anche imparare a fare la lavatrice da solo?

«Lo sto facendo, non mischio i colori per evitare che esca una maglietta di una tonalità diversa, me la cavo a casa da solo e mi piace anche se mia madre mi sta ancora aiutando e ho ancora tanto da imparare».

Sulla Mercedes sembra crescere sempre di più.

«Ho fatto un giro pulito, tranquillo, ogni run spingevo di più, l’ultimo giro ero un decimo sotto, poi ho bloccato alla curva 11 e ho perso tutto, peccato. Però mi sentivo bene in macchina, sono riuscito a massimizzare il grip e anche la batteria con la quale invece George (Russell, ndr) ha fatto un po’ più di fatica».

Il suo compagno di squadra è il suo unico rivale?

«George è sicuramente il mio primo avversario, è l’unico con la mia stessa identica macchina. In gara vediamo come sarà lo spunto, il team ci ha già detto di stare tranquilli e non fare casini. Io mi sento più tranquillo anche se avrò le farfalle nello stomaco. Siamo di nuovo in prima fila, è importante fare punti pesanti per noi e per la squadra. Adesso siamo io e lui, siamo in una fase nella quale abbiamo del vantaggio rispetto agli altri però è anche vero che gli altri possono avvicinarti, quindi bisogna restare in guardia».

Chi teme?

«Per esempio la McLaren che sta usando ancora il pacchetto aerodinamico di Barcellona. Immagino che il loro prossimo sviluppo sarà importante. Gli altri sono un po’ indietro ma la situazione può ribaltarsi in un attimo».

Che qualifica è stata?

«Sono riuscito a migliorare giro dopo giro, anche se c’è da lavorare perché George fa ancora la differenza nelle curve veloci rispetto a me, non è grossa, poca roba, ma un pochino fa. È importante avere weekend puliti per prendere il ritmo».

Dove si sente più forte?

«Ho guadagnato un decimino sui rettilinei rispetto a lui ma questo dipende anche dai nostri diversi stili di guida. È difficile con questi regolamenti far incastrare ogni cosa e gestire la batteria perché in certi punti vorresti andare più forte ma dopo vieni penalizzato sui rettilinei. Cerchi di andare sul gas prima però non paga, anzi a volte penalizza, non è facile massimizzare il tutto. Comunque il giro è stato divertente perché in curva si spingeva».

Anche a bowling, ci risulta, non se la cava male.

«Abbiamo giocato giovedì, io sono stato tra quelli con il punteggio più alto, anche se un meccanico ha fatto tre punti più di me. Devo dire che non so come ho fatto a giocare da dio rispetto al mio solito».

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