Hamilton: “Felice di me e della Ferrari. Antonelli è un grande ma niente più consigli, è un rivale”
di Alessandra ReticoNuovo Lewis, vecchio Hamilton: in Canada la migliore versione del 7 volte campione del mondo. Non solo per il 2° posto, il suo miglior risultato in Ferrari (era stato 3° in Cina, primo podio in rosso). Ma per come ha corso per tutto il fine settimana, sulla pista che gli regalò il primo successo (2007) e dove ha il record di vittorie insieme a Schumacher (7): sicuro, in fiducia, con intensità. “Ad ogni giro, ho avuto la sensazione di essere partito con il piede giusto, con l’atteggiamento giusto e la macchina in generale andava alla grande”. Per Charles Leclerc, tutto il contrario: mai a suo agio, anche se in gara riesce a rimontare fino al 4° posto. Hamilton invece ispiratissimo. La battaglia per il podio negli ultimi giri contro il suo ex rivale, Max Verstappen, con tanto di sorpasso sulla Red Bull dell’olandese, ha fatto rivedere il pilota che sembrava smarrito. “Adoro questa sfida. È la mia vita fin da quando ero bambino, da quando avevo un vecchio go-kart, fantastico tornare in q…
Nuovo Lewis, vecchio Hamilton: in Canada la migliore versione del 7 volte campione del mondo. Non solo per il 2° posto, il suo miglior risultato in Ferrari (era stato 3° in Cina, primo podio in rosso). Ma per come ha corso per tutto il fine settimana, sulla pista che gli regalò il primo successo (2007) e dove ha il record di vittorie insieme a Schumacher (7): sicuro, in fiducia, con intensità. “Ad ogni giro, ho avuto la sensazione di essere partito con il piede giusto, con l’atteggiamento giusto e la macchina in generale andava alla grande”. Per Charles Leclerc, tutto il contrario: mai a suo agio, anche se in gara riesce a rimontare fino al 4° posto. Hamilton invece ispiratissimo. La battaglia per il podio negli ultimi giri contro il suo ex rivale, Max Verstappen, con tanto di sorpasso sulla Red Bull dell’olandese, ha fatto rivedere il pilota che sembrava smarrito. “Adoro questa sfida. È la mia vita fin da quando ero bambino, da quando avevo un vecchio go-kart, fantastico tornare in quella posizione e inseguire un campione davanti a me”. Kimi Antonelli, invece, imprendibile. Tranne che tra le braccia: Lewis lo solleva, lo abbraccia affettuosamente. Poi dice: “Non gli darò altri consigli, siamo concorrenti! Sta già facendo un ottimo lavoro, Toto è stato bravissimo a circondarlo del giusto supporto, ai miei tempi il team era gentile e tutto il resto, ma non c'erano gli elementi giusti intorno per aiutarti a rimanere stabile e a guidarti”.
Hamilton: “A Montecarlo possiamo essere davvero forti”
Felice e tutt’altro che arreso, pensa già a Montecarlo (“Penso che la nostra macchina potrebbe essere davvero forte lì, non serve potenza, mi concentrerò per arrivare con la stessa energia di questo weekend”). A quelli che gli chiedono da tempo su un suo possibile ritiro, a 41 anni, ha risposto chiaro: “Non ne ho nessuna intenzione, sto programmando i prossimi cinque anni”. Comincia a carburare a Maranello, finalmente, e per questo ringrazia (anche in italiano) la squadra: “Mi hanno accolto a braccia aperte ed è stato piuttosto difficile nell'ultimo anno e mezzo, quindi ritrovare finalmente il nostro ritmo e fare un buon weekend è stata davvero una sensazione fantastica”. Sua madre Carmen è stata con lui tutto il tempo a Montreal, lo applaude sotto al podio e lo indica felice: “Ho preso un appartamento qui e mia madre è rimasta con me. Ogni sera cenavamo insieme, guardavamo un film o semplicemente chiacchieravamo. Faremo anche un piccolo viaggio di un paio di giorni, quindi sono davvero emozionato. Devo assolutamente invitarla ogni week end, è chiaramente il mio portafortuna, il mio amuleto portafortuna”.
Hamilton: “Il team mi è stato sempre vicino”
Lewis ha sofferto molto per sentirsi di nuovo a casa. “È qualcosa per cui ho lavorato duramente, non riesco nemmeno a spiegare quanto ho dovuto impegnarmi per arrivare a questo punto, gli sforzi incredibili che ci sono voluti per ottenere questa prestazione. Sono davvero grato al team per continuare a sostenermi ed è una sensazione bellissima vederli così felici, perché se lo meritano davvero per tutto il duro lavoro che svolgono”.
Hamilton: "Sono della vecchia scuola, niente simulatore”
In questi giorni, si è parlato molto del suo “rifiuto” di allenarsi al simulatore. Hamilton ribadisce: “Se lo uso o meno per prepararmi a un'altra gara? Probabilmente no. Ci sono troppi rischi. Se guardate le mie due migliori gare, non ho usato un simulatore. Praticamente in tutti i campionati precedenti, tranne forse quello del 2008, non ho usato il simulatore. Quindi non è una necessità. È uno strumento che può essere potente. Ma io sono della vecchia scuola. Probabilmente me la cavo meglio senza”. Realmente.