MONTECARLO – Muscoloso. Anche di testa. «Il commento di George che posso solo perderlo io questo Mondiale mi ha fatto scappare un sorriso». Kimi Antonelli non gioca più. È a Montecarlo da leader del campionato (+43 punti su Russell), quattro successi di fila. Sbadiglia («niente pisolino dopo pranzo») ma è tutt’altro che addormentato.
Russell ha usato una strategia per metterle pressione?
«Sicuramente. Ma mi sono fatto scivolare addosso le sue parole. Come posso perdere quello che non ho? Parlare così presto non ha senso, non ho mica ho vinto il titolo».
Però si è messo in una buona posizione.
«Ogni volta cerco di vincere. Ci saranno occasioni dove mi dovrò accontentare ma, ripeto, non ho niente da perdere quindi provo a divertirmi il più…
MONTECARLO – Muscoloso. Anche di testa. «Il commento di George che posso solo perderlo io questo Mondiale mi ha fatto scappare un sorriso». Kimi Antonelli non gioca più. È a Montecarlo da leader del campionato (+43 punti su Russell), quattro successi di fila. Sbadiglia («niente pisolino dopo pranzo») ma è tutt’altro che addormentato.
Russell ha usato una strategia per metterle pressione?
«Sicuramente. Ma mi sono fatto scivolare addosso le sue parole. Come posso perdere quello che non ho? Parlare così presto non ha senso, non ho mica ho vinto il titolo».
Però si è messo in una buona posizione.
«Ogni volta cerco di vincere. Ci saranno occasioni dove mi dovrò accontentare ma, ripeto, non ho niente da perdere quindi provo a divertirmi il più possibile».
Quanta trasparenza c’è sui dati tra i vostri due box?
«Totale, non vogliamo arrivare ad altro».
Avete parlato dopo il Canada?
«Sì, da poco, abbiamo rivisto gli episodi salienti della gara e ci siamo chiariti su cosa dobbiamo evitare in futuro».
A Montreal abbiamo visto un Kimi diverso e nuovo.
«Più incazzato? Lì ho imparato molto su me stesso, sul gestire le emozioni. Sono stato molto più aggressivo del solito, ho lavorato molto su questo. Nella sprint lo sono stato un po’ troppo: devo trovare la dose giusta di cattiveria».
In questo si fa aiutare da qualcuno?
«Ho un mental coach dall’anno scorso, inglese. Sedute prima e dopo il weekend di gara. Ho 19 anni e di certe cose non parlo volentieri con tutti, bello avere un proprio spazio per esprimersi liberamente, senza essere giudicato».
Anche fisicamente sembra più forte.
«Mi sono allenato tanto in questo inizio d’anno con molte pause. Ora ci sarà meno tempo e voglio essere pronto».
L’anno scorso proprio in Europa ha faticato di più.
«L’anno scorso adesso è nel dimenticatoio».
Bagno di folla nei giorni scorsi tra Brisighella e Mugello.
«Bellissimo. Ma sono pazzi quelli della MotoGp, io su due ruote a 370 all’ora non ci andrei».
A tennis gioca?
«Sono stato qui al Country Club. Niente serve and volley, mi piace tirare forte da fondo campo. Sono autodidatta, dovrò organizzarmi con Sinner».
Previsioni per Montecarlo?
«Ferrari è favorita. Però noi abbiamo entrambe le ali nuove. Qui non devi pensare a gestire la batteria ma ad andare veloce e basta, sarà divertente».
È anche la pista del suo idolo, Ayrton Senna.
«Voglio vincerle tutte, ma certo questa ha il suo fascino, sarebbe speciale».