MONTECARLO – Kimi Express. Antonelli più forte di tutto e tutti a Montecarlo: degli incidenti, degli stop, della ripartenza a dieci giri dalla fine. In un gp dove la noia è interrotta da mille penalità, da pezzi di asfalto che saltano e con molti protagonisti che scompaiono uno dopo l’altro, a cominciare da Max Verstappen che si pianta sotto ai semafori e sul finale con Charles Leclerc va a muro (problemi ai freni), il bolognese vince il gran premio che ricorderà per sempre. Sulla pista del suo idolo: Ayrton Senna.
Antonelli terzo italiano a vincere a Montecarlo
Il più giovane pilota a riuscirci, a 19 anni, il terzo italiano di sempre dopo Riccardo Patrese (1982) e Jarno Trulli (2004). Il tricolore sulle spalle, il premio consegnato dalla principessa Charlene, il capo Toto Wolff alla cerimonia. Occhi lucidi di Kimi: “Week end e gara incredibili, una di quelle giornate in cui avevamo un passo pazzeschi, tutto mi è venuto naturale e mi ha dato la fiducia di spingere. Dobbiamo continuare a esprimerci ad alti livelli, ho tantissimo sostegno dal team e dalla mia famiglia. Dopo la bandiera rossa non volevo ripartire, ma ho cercato di ritrovare la concentrazione per la partenza. Sapevo che sarei arrivato primo alla prima curva e poi mi sono goduto gli ultimi giri”.
Quinto successo di fila e allungo
Col quinto successo di fila, allunga ancora di più nel Mondiale, vola a 156 punti, +68 punti sul compagno George Russell. Il britannico penalizzato più volte e alla fine fuori dalla top ten, zero punti per lui (rimane fermo a 88), persino doppiato a un certo punto della corsa dal giovane compagno. Periodo nero.
Hamilton abbraccia Antonelli
Lewis Hamilton è secondo, ottavo podio nel Principato, il terzo con la Ferrari. Sale al secondo posto in classifica, a -66 punti da Kimi. Che abbraccia: a lui ha lasciato due anni fa il sedile della Mercedes, gli vuole bene, lo abbraccia e gli dice: “Mi stai riprendendo come numero di vittorie”. Gliene mancano un po’ rispetto alle 105 del 7 volte campione del mondo, ma insomma, la strada sembra davvero giusta. “Devo congratularmi con Kimi e con la Mercedes, sono una famiglia e hanno creato una macchina fantastica, bello da vedere. Noi stiamo progredendo e dovremo lavorare per raggiungerli, ma essere secondi qui è gratificante, specie in condizioni molto complicate. La macchina è bella ma ci serve più carico aerodinamico. Ho finito le gomme molto presto nella prima fase, poi qualche problema di temperatura. I tanti imprevisti hanno reso questa giornata complicata”.
E piena di sorprese, compreso il terzo posto di Isack Hadjar con la Red Bull. E con 7 ritirati e solo i primi tre piloti a pieni giri prima della safety car che esce al 60° di 78 giri (Stroll a muro). La seconda per Leclerc che alla ripartenza finisce addosso alle bandiere alla Noghes, c’è un pezzo di asfalto rotto, ma Charles non se la prende con la pista e stranamente neanche con se stesso: “La pista non aiuta, lì è un po’ scivoloso, ma non è quello il problema. Non sono uno che si nasconde dietro scuse e più volte ho preso la colpa anche quando c’erano cose che non erano ottimale. Oggi anche riguardando i dati non potevo fare assolutamente niente. Quando si tocca il freno a una pressione minima, quello dietro è come non ci fosse e quello davanti dà il doppio della potenza, è pericoloso. L’unica cosa che mi dà sorriso è che abbiamo la soluzione in casa, Hamilton l’ha scelta tre gare fa, io lo farò da Barcellona. Sono frustrato. Arrabbiato per il doppio pit stop? Non ero molto stressato dal dover rallentare molto in pit. Non avrebbe cambiato niente. Saremmo stati comunque secondi e terzi, Invece, sono andato a muro”. Durissima la gara di casa, per l’ex piccolo principe monegasco. Montecarlo ha un nuovo re, è italiano.