F1, perché la vittoria di Hamilton a Barcellona può riaprire il Mondiale della Ferrari
dalla nostra inviata Alessandra ReticoMONTMELÓ – Mondiale riaperto? Il successo di Lewis Hamilton a Barcellona va oltre l’emozione e i significati anche simbolici di un risultato importante, per il pilota e la squadra. Per il 7 volte campione del mondo, 41 anni, è stato un riscatto personale dopo le difficoltà del suo primo anno a Maranello (zero podi) e anche l’interruzione di un digiuno lungo due anni. E adesso in classifica rafforza la seconda posizione, a -41 punti dal bolognese Kimi Antonelli. Per il team, Barcellona è il ritorno alla vittoria da ottobre 2024 (Messico, Carlos Sainz) e soprattutto la conferma di una crescita complessiva, della macchina e della squadra stessa.
La Scuderia, che ha interrotto alla settima tappa del 2026 il dominio Mercedes, ha portato in Catalog…
MONTMELÓ – Mondiale riaperto? Il successo di Lewis Hamilton a Barcellona va oltre l’emozione e i significati anche simbolici di un risultato importante, per il pilota e la squadra. Per il 7 volte campione del mondo, 41 anni, è stato un riscatto personale dopo le difficoltà del suo primo anno a Maranello (zero podi) e anche l’interruzione di un digiuno lungo due anni. E adesso in classifica rafforza la seconda posizione, a -41 punti dal bolognese Kimi Antonelli. Per il team, Barcellona è il ritorno alla vittoria da ottobre 2024 (Messico, Carlos Sainz) e soprattutto la conferma di una crescita complessiva, della macchina e della squadra stessa.
La Scuderia, che ha interrotto alla settima tappa del 2026 il dominio Mercedes, ha portato in Catalogna molti aggiornamenti (ala anteriore, fondo, pance) dopo i primi introdotti a Miami. E hanno funzionato. La gestione della gara è stata perfetta nelle strategie. Lewis ha performato come ai vecchi tempi, fidandosi di una macchina che ora sente sua e di uno staff, a cominciare dal nuovo ingegnere di posta, Carlo Santi, col quale è in sintonia.
Leclerc da recuperare
Charles Leclerc invece fatica da qualche settimana: tra Montecarlo e Barcellona ha commesso molti errori. E già da Miami aveva cominciato a calare di forma dopo i primi due podi dell’anno (3° in Australia e Giappone). Il monegasco va recuperato per lanciare la sfida della rossa al campionato. Le Mercedes, che comandano la classifica costruttori (262 punti, +72 su Ferrari), da parte loro dovranno sistemare problemi di affidabilità: tra Canada con Russell e Montmelò con Antonelli, hanno lasciato per strada non solo le macchine appiedate per guai alla batteria, ma punti importanti per il Mondiale.
L’attesa per la graduatoria dell’Aduo
Ferrari in crescita, lo dicono i dati: al Montmelò è stata mezzo secondo più veloce della Mercedes. Prima dei ko di Antonelli e Leclerc sul finale, Hamilton comandava con circa 20 secondi di vantaggio. La progressione delle performance è evidente, in attesa di ulteriori aggiornamenti in un’era ancora giovane del regolamento. In più, a breve dovrebbe arrivare l’ufficialità e la graduatoria dell’Aduo concesso ai costruttori, i gettoni di sviluppo (in ore al banco e denaro) concessi a chi è in ritardo. Maranello sta già lavorando da tempo a una versione aggiornata del propulsore, la prima potrebbe arrivare già in Austria (26-28 giugno).
Il calendario
Mancano ancora 15 gare, anche se il calendario dovrà essere confermato sia nel numero di gp che di località (a rischio Qatar a ottobre, potrebbe essere sostituita da Turchia e Abu Dhabi a fine anno, potrebbe far posto a Portimao). La stagione è lunga, ma le prospettive perché cambi rotta, con una lotta più serrata al vertice, ci sono tutte. Barcellona lo ha dimostrato.