Zandvoort – Ferrari veloci ma impantanate nel traffico della griglia. E in più, rallentate da strategie contorte in una delle gare più caotiche dell’anno, a Zandvoort. Risultato: giù dal podio nella gara vinta da Norris, come in Ungheria prima delle vacanze estive. Lewis Hamilton quarto, Charles Leclerc quinto. A due settimane da Monza. Lezioni dall’inglese: «Il team ha preso la decisione sbagliata quando ha scelto di farmi aspettare dietro a Charles, ero più veloce ed ero su una strategia diversa rispetto a Leclerc: ho perso il podio così».
La rabbia di Hamilton con la Scuderia
Lewis Hamilton furibondo con la Scuderia: «Sono qui per vincere». Non per arrivare a 849 millesimi dal suo ex compagno e adesso rivale, George Russell: «Vedi i due piloti Merce…
Zandvoort – Ferrari veloci ma impantanate nel traffico della griglia. E in più, rallentate da strategie contorte in una delle gare più caotiche dell’anno, a Zandvoort. Risultato: giù dal podio nella gara vinta da Norris, come in Ungheria prima delle vacanze estive. Lewis Hamilton quarto, Charles Leclerc quinto. A due settimane da Monza. Lezioni dall’inglese: «Il team ha preso la decisione sbagliata quando ha scelto di farmi aspettare dietro a Charles, ero più veloce ed ero su una strategia diversa rispetto a Leclerc: ho perso il podio così».
La rabbia di Hamilton con la Scuderia
Lewis Hamilton furibondo con la Scuderia: «Sono qui per vincere». Non per arrivare a 849 millesimi dal suo ex compagno e adesso rivale, George Russell: «Vedi i due piloti Mercedes: ricevono le indicazioni dal muretto, eseguono, e il gioco è fatto». Per ricapitolare: nella migliore sceneggiatura per l’ultima apparizione in F1, la gara d’Olanda è rocambolesca, piena di colpi di scena, incidenti clamorosi come quello di Max Verstappen dopo un paio di giri, interruzioni e minacce di pioggia (caduta forte a una mezz’ora dal via), il 7 volte campione del mondo a metà gara è terzo alle spalle del monegasco, in quel momento più lento e su gomme più vecchie. Chiede strada. Charles risponde riluttante («Perché adesso?»). Il muretto ci pensa su, aspetta due giri prima di far rientrare il monegasco, troppo, forse per evitare contenziosi in pista? «Ottimo modo di perdere tempo ragazzi, complimenti», commenta Lewis senza risparmiarsi in sarcasmo. È secondo in quel momento, va in testa quando Lando Norris si ferma. Resiste fino al ritorno del britannico e poi di Kimi Antonelli, che lo passano però con coperture più fresche.
Il pasticcio Ferrari
Solo con la virtual safety car successiva (per Ocon), Hamilton riesce a cambiare la proprie: «Mi state usando come cavia o cosa? Che succede? Quanto tempo mi volete far restare fuori?». Gli montano le morbide, ma ormai è troppo tardi per rimontare, anche se Lewis ci prova fino all’ultima curva. «In questo sport è impossibile essere perfetti. Tutti in fabbrica stanno facendo davvero un lavoro eccezionale. Stanno continuando a spingere, a cercare di tirare fuori il massimo, spremere il massimo da questa macchina, portando tutti gli aggiornamenti possibili con un grande sforzo». Ma poi c’è la pista. «In gara è stata presa una decisione che mi ha fatto perdere il podio». E anche punti su Kimi Antonelli: da -50 a -59 (stesso distacco di Russell).
La versione di Leclerc
L’altra versione, quella di Leclerc, spietato al via con due sorpassi aggressivi e due posizioni guadagnate, poi persa una alla ripartenza: «Mi sarebbe piaciuto restare in pista più a lungo in quel momento. Abbiamo pagato il prezzo della qualifica, peccato perché il passo era buono. Sono contentissimo che la prossima gara sia a Monza». Le rosse, in Olanda con nuovo fondo, avranno all’Autodromo un motore potenziato. Basterà? Il capo, Fred Vasseur, prima spiega i motivi della strategia sotto accusa («Pensavamo di non far passare Lewis ai box, ma non volevamo dirglielo per non avvantaggiare i rivali»), poi analizza il risultato deludente così: «La migliore lezione di questo weekend è che se vuoi vincere non basta la performance, ma devi fare un lavoro perfetto. E noi non lo abbiamo fatto». Lezioni dal francese.