Monza – Kimi, è il giorno più bello della sua carriera?
«Per ora sì, ma il più bello deve ancora arrivare. O almeno lo spero: non si dice più niente riguardo a quella roba lì, siamo scaramantici. Però ieri ho vinto a briscola in coppia con mio padre, è un buon segno».
E in pista che sensazione aveva?
«Mi sono svegliato bene, ero mentalmente ed emotivamente in forma. Sono quei giorni in cui hai buone sensazioni, mi dicevo: “Dai, oggi il podio me lo sento”. Poi è arrivata la vittoria, incredibile. La cosa che ha fatto la differenza è che dopo quindici giri ero subito lì».
Ha mai pensato: difendo il secondo posto?
«No, mi sono detto: “Non posso non provare a …
Monza – Kimi, è il giorno più bello della sua carriera?
«Per ora sì, ma il più bello deve ancora arrivare. O almeno lo spero: non si dice più niente riguardo a quella roba lì, siamo scaramantici. Però ieri ho vinto a briscola in coppia con mio padre, è un buon segno».
E in pista che sensazione aveva?
«Mi sono svegliato bene, ero mentalmente ed emotivamente in forma. Sono quei giorni in cui hai buone sensazioni, mi dicevo: “Dai, oggi il podio me lo sento”. Poi è arrivata la vittoria, incredibile. La cosa che ha fatto la differenza è che dopo quindici giri ero subito lì».
Ha mai pensato: difendo il secondo posto?
«No, mi sono detto: “Non posso non provare a vincere”. Ero arrivato fino a quel punto».
Tanti tifosi Ferrari hanno festeggiato con lei.
«È stato incredibile. All’uscita dalla prima variante, vedevo la tribuna di destra con la coda dell’occhio e, quando stavo recuperando, a ogni giro si alzavano in piedi. Quello mi ha dato più carica. I tifosi hanno fatto la differenza».
Tra le sue vittorie che posto le dà?
«È la più speciale, in assoluto. Per come è arrivata. Perché è il Gp di casa. Come emozione è più forte della prima in Cina».
Cosa ha pensato quando è finito nella ghiaia a pochi giri dalla fine?
«Ho detto: “Porca miseria, ho perso la mia chance”. Ma è stato stranissimo, ho girato e la macchina è andata completamente dritta».
Che le ha detto Jannik Sinner quando vi siete incontrati?
«Mi ha detto che faceva il tifo. Sicuramente mi avrà scritto, mi sta già esplodendo il telefono. Il bacio di Laura Pausini e i simboli del made in Italy (Sinner, Bezzecchi, Pausini e Brignone) mi hanno portato bene. Adesso me li porto a tutte le gare, faccio robe assurde per far cancellare i loro impegni. Peccato ora ci sia Madrid, volevo andato a vedere il Bez a Misano».
Come festeggerà?
«Faccio qualcosa di tranquillo con la mia famiglia, sono distrutto per l’adrenalina. Lunedì porto il team, i meccanici in Franciacorta a guidare i kart e martedì vado in Inghilterra per fare il simulatore. Da mercoledì sarò a Madrid, si ricomincia a far sul serio».
Ha festeggiato tuffandosi nella folla.
«Avevo un po’ paura inizialmente, però è stato bello. La ciliegina sulla torta è stato dopo il podio che hanno messo “Sarà perché ti amo” e tutti si sono messi a cantarla. Tanta roba finire così».
Erano sessant’anni che il tricolore non sventolava a Monza, lo sapeva?
«Me lo hanno detto. Ma per me l’importante è aver vinto oggi, con la mia famiglia qui. Poi sì, sono contento di essere stato il primo italiano dopo tanto tempo. Però non ci fermiamo, questo deve essere solo l’inizio». —