✕

Antonelli, la mamma Veronica: “Mio figlio sa farsi amare, vuole stare tra la gente”

Ascolta l'audio

I retroscena sul fuoriclasse: “Le maestre e i professori mi hanno sempre detto che cercava di aiutare i compagni di classe in difficoltà, si metteva lì e spiegava”
1 minuti di lettura

Monza – Veronica Pomaro, ci spiega com’è suo figlio, Kimi Antonelli?

«Come lo vedete. Uno molto naturale, non costruito».

Quindi non la sorprende che sia simpatico anche agli avversari.

«Per niente. È molto empatico, molto vicino alla gente. Specie a quelli che hanno bisogno. È così dalla scuola, le maestre e i professori mi hanno sempre detto che cercava di aiutare i compagni di classe in difficoltà, si metteva lì e spiegava».

Ha parole per spiegare il successo a Monza?

«È stata una consacrazione. Ha fatto capire che non è qui per caso, non è quello che vince ogni tanto, ma ci riesce perché sa costruire il weekend, poi a volte va bene altre male, ma fa parte del percorso di uno sportivo. Io avrei firmato per qualche punto, non di più, non pensavo neanche al podio, per me non era pensabile».

Monza – Veronica Pomaro, ci spiega com’è suo figlio, Kimi Antonelli?

«Come lo vedete. Uno molto naturale, non costruito».

Quindi non la sorprende che sia simpatico anche agli avversari.

«Per niente. È molto empatico, molto vicino alla gente. Specie a quelli che hanno bisogno. È così dalla scuola, le maestre e i professori mi hanno sempre detto che cercava di aiutare i compagni di classe in difficoltà, si metteva lì e spiegava».

Ha parole per spiegare il successo a Monza?

«È stata una consacrazione. Ha fatto capire che non è qui per caso, non è quello che vince ogni tanto, ma ci riesce perché sa costruire il weekend, poi a volte va bene altre male, ma fa parte del percorso di uno sportivo. Io avrei firmato per qualche punto, non di più, non pensavo neanche al podio, per me non era pensabile».

C’è stato un momento di svolta secondo lei?

«L’anno scorso per lui è stato di apprendistato, non è stato facile, ma questo lo ha fatto maturare più velocemente e questo da mamma mi ha impressionato, perché è comunque un ragazzino. Vedo una luce nuova negli occhi, mentalmente è molto forte».

Come lo avete aiutato nelle difficoltà?

«Standogli vicino e uniti, lui soffriva e anche noi, lo abbiamo tranquillizzato spiegandogli che erano tutti passaggi naturali e che bisogna anche crescere come persone, al di là dello sport. Il primo successo in Cina lo ha sbloccato».

Piangeva a dirotto.

«Un pianto liberatorio dopo gli alti e bassi del 2025 e le molte critiche arrivate da un po’ tutte le parti. In Cina ha detto: ci sono anch’io, e si è messo tutto alle spalle».

E ora?

«La gara più bella deve ancora venire».

Vero che scalciava nella sua pancia mentre guardava Cars?

«Sono andata al cinema a vedere Cars insieme a mio marito Marco, era il 23 agosto 2006, ero incinta di Andrea: ho iniziato ad avere le contrazioni durante il film. Subito dopo sono andata in ospedale, ma era presto. Sono tornata il giorno dopo, Kimi è nato il 25 e Cars l’ha visto centinaia di volte».

Leggi i commenti