Monza – Kimi sembra noi, l’Italia che eravamo e che ancora siamo quando spegniamo i telefoni e ci guardiamo negli occhi, senza pensare ai selfie. Quelli che mangiano spaghetti al pomodoro. E che giocano a briscola con gli amici. Gli altri ci prendono un po’ in giro ma soprattutto apprezzano: il nostro senso di famiglia, le radici, il gusto del vivere. Antonelli eroe domestico, un figlio come tanti, gentile, educato, sorridente. Ma mica naïf: quando mette giù il casco non bussa e non chiede permesso. Parte ultimo e vince, come a Monza.
Kimi eroe su Topolino
E si prende tutto, anche l’amore dei ferraristi: un italiano qui non si vedeva da più di mezzo secolo, da Scarfiotti, su Ferrari, nel 1966: Ludovico ne aveva 33 di a…
Monza – Kimi sembra noi, l’Italia che eravamo e che ancora siamo quando spegniamo i telefoni e ci guardiamo negli occhi, senza pensare ai selfie. Quelli che mangiano spaghetti al pomodoro. E che giocano a briscola con gli amici. Gli altri ci prendono un po’ in giro ma soprattutto apprezzano: il nostro senso di famiglia, le radici, il gusto del vivere. Antonelli eroe domestico, un figlio come tanti, gentile, educato, sorridente. Ma mica naïf: quando mette giù il casco non bussa e non chiede permesso. Parte ultimo e vince, come a Monza.
Kimi eroe su Topolino
E si prende tutto, anche l’amore dei ferraristi: un italiano qui non si vedeva da più di mezzo secolo, da Scarfiotti, su Ferrari, nel 1966: Ludovico ne aveva 33 di anni, non venti come questo ragazzo con i brufoli che ride come un bambino. Kimi guida l’astronave Mercedes divertendosi, manco fosse un giocattolo o un fumetto, come la macchinina di Cars che lo faceva scalciare due giorni prima di nascere al cinema, la sera del 23 agosto 2006, nella pancia di mamma Veronica. È diventato Kimi Paperelli sull’ultimo numero di Topolino, «molto figo, guardavo le strisce da bambino e mi fa piacere se posso essere d’ispirazione per i più giovani», il che dice persino troppo della sua maturità.
Fuga per il Mondiale
Comanda il Mondiale, è andato anzi in fuga (+66 punti sul compagno George Russell), davanti ci sono meno di dieci gare, l’ultima forse proprio a casa sua, a Imola, col rischio freddo ma con un sogno incendiario, anzi proibito: manca da 73 anni un pilota italiano (Alberto Ascari) lassù. La parola titolo non va pronunciata, per scaramanzia. Meglio dire ecco Madrid, il prossimo nuovissimo gp in calendario, questo fine settimana. Per smaltire le fatiche della felicità, Kimi è andato ieri a farsi dei giri in kart in Franciacorta, oggi sarà al lavoro in fabbrica, in Inghilterra, domani sarà già in direzione Prado.
Il campione antidivo
Un’opera d’arte fatta in casa, Andrea Kimi Antonelli (Aka). Il professionista con umanità. Il campione non macho, antidivo, l’internazionale di provincia, con l’Emilia nel cuore e il tricolore nel casco. Il presidente della F1, l’imolese Stefano Domenicali: «È una bellissima pagina per il nostro sport, è una bellissima pagina per il nostro Paese, è una bellissima pagina anche per i tifosi della Ferrari, che di fronte a una prestazione straordinaria di un italiano che sta facendo vedere chi è, rendono omaggio».
L’amore per la pasta
A un ragazzo che parla a tutti e non si dà arie, non si mette in posa e non sale sul piedistallo, potrebbe essere il vicino di condominio. Kimi più abbordabile di Jannik Sinner, che è suo fan e amico. Tutti lo cercano tutti lo vogliono, anche gli sponsor, le tv, i giornali, i talk show. Sarà perché ti amo, come cantavano domenica i tifosi nel tripudio. Quando le luci si spengono e gli amici se ne vanno, svuotato dal sudore e dalla gioia, a Kimi viene appetito. Mangia la pasta dentro al trofeo italiano che è a forma di ciotola, poggiato in maniera sbilenca su tazze e bicchieri, Stella Scala e Simeone Crispino, in arte Vedovamazzei, lo hanno realizzato per Pirelli HangarBicocca e lo hanno intitolato “Fragile”. Molte le ironie anche molto cattive quando è stato presentato all’Autodromo, lo stesso Kimi si era detto perplesso: «Interessante il concetto di precarietà della vittoria che si porta dietro, anche se all’inizio pensavo fosse un fake o un prodotto dell’intelligenza artificiale. Se dovessi portarmelo a casa, la forma diventerebbe la più bella di tutte». Perfetta per due spaghetti.