Kimi Antonelli, dall’esplosione di gioia di Monza alla felicità misurata di Madrid. È sembrato quasi scusarsi per il risultato.
«Sicuramente non è questo il modo in cui avrei voluto vincere. Credo che Norris meritasse il successo e io il secondo posto. Mi è dispiaciuto per Lando».
Non è troppo severo con sé stesso?
«Ma no. So di aver fatto una gara solida e comunque nel momento decisivo siamo stati bravi con il mio ingegnere di pista, che mi aveva avvisato della virtual safety car: ho cercato di rallentare per vedere se potevo beccarla proprio prima dell’entrata in pit lane, come invece non è riuscito a Norris. È stato un timing perfetto: la ruota gira e questa volta ci è andata bene».
Però per passare in testa ha dovuto aspettare il …
Kimi Antonelli, dall’esplosione di gioia di Monza alla felicità misurata di Madrid. È sembrato quasi scusarsi per il risultato.
«Sicuramente non è questo il modo in cui avrei voluto vincere. Credo che Norris meritasse il successo e io il secondo posto. Mi è dispiaciuto per Lando».
Non è troppo severo con sé stesso?
«Ma no. So di aver fatto una gara solida e comunque nel momento decisivo siamo stati bravi con il mio ingegnere di pista, che mi aveva avvisato della virtual safety car: ho cercato di rallentare per vedere se potevo beccarla proprio prima dell’entrata in pit lane, come invece non è riuscito a Norris. È stato un timing perfetto: la ruota gira e questa volta ci è andata bene».
Però per passare in testa ha dovuto aspettare il 49° giro.
«Non è stato per niente facile rimanere tutto quel tempo dietro a Leclerc. Non sapevo se mettergli pressione o se invece salvaguardare le gomme. Devo dire che ho avuto tanta, tanta pazienza (sbuffa e ride). Quando finalmente Charles ha fatto il pit stop, ho avuto strada libera e sono riuscito a fare il mio passo».
Non è stata una gara spettacolare.
«Perché il circuito, così come è, non crea opportunità di sorpasso: sai che se ci provi, all’80% vai a contatto. Nel primo giro ho tagliato due chicane, nella seconda ho pensato per un attimo che ce l’avrei fatta a passare Norris, ma poi ho mollato perché se avessi sterzato, io e Lando ci saremmo toccati finendo contro il muro. Questa pista è bella sul giro secco, ma se in gara rimani bloccato dietro, non ti diverti affatto».
Sa che 81 punti di vantaggio in classifica sono un’enormità?
«Non mi voglio complicare la vita pensando al Mondiale. Devo solo spingere e massimizzare ogni occasione, perché so che gli imprevisti in F1 sono tanti. Alle spalle ho una grande squadra e una famiglia fantastica. Soprattutto mio padre mi aiuta a rimanere con i piedi per terra: quando vede che potrei perdere un po’ la rotta, interviene e non si fa problemi a rimproverarmi».