Texas, sole basso, pista color rame. Bandiera a scacchi, sul circuito delle Americhe la Mercedes numero 12 vince ma il successo non basta a Kimi Antonelli per vincere il Mondiale. La combinazione era d’altra parte molto complessa, nonostante lui abbia cercato di favorirla con una pole strepitosa che pochi si aspettavano, capo Toto Wolff compreso, che ha parlato di miracolo. Gli astri avrebbero dovuto spedire Lewis Hamilton dalla quinta posizione in giù, invece il 7 volte campione del mondo chiude quarto, peraltro sfavorito da un’interruzione temporanea a pochi giri dalla fine mentre andava a caccia del podio. L’altra variabile, non proprio marginale, era che il compagno di squadra George Russell finisse almeno nono, invece il britannico che si era complicato la vita con una qualifica sottotono (sesto), al via ha allargato la traiettoria per mantenere la posizione, gli vengono dati 5 secondi di penalità che sconta al primo pit e al traguardo è infine ottavo.
La situazione
A 50 secondi…
Texas, sole basso, pista color rame. Bandiera a scacchi, sul circuito delle Americhe la Mercedes numero 12 vince ma il successo non basta a Kimi Antonelli per vincere il Mondiale. La combinazione era d’altra parte molto complessa, nonostante lui abbia cercato di favorirla con una pole strepitosa che pochi si aspettavano, capo Toto Wolff compreso, che ha parlato di miracolo. Gli astri avrebbero dovuto spedire Lewis Hamilton dalla quinta posizione in giù, invece il 7 volte campione del mondo chiude quarto, peraltro sfavorito da un’interruzione temporanea a pochi giri dalla fine mentre andava a caccia del podio. L’altra variabile, non proprio marginale, era che il compagno di squadra George Russell finisse almeno nono, invece il britannico che si era complicato la vita con una qualifica sottotono (sesto), al via ha allargato la traiettoria per mantenere la posizione, gli vengono dati 5 secondi di penalità che sconta al primo pit e al traguardo è infine ottavo.
La situazione
A 50 secondi dall’italiano che tra una settimana andrà lassù, tra le nuvole: in classifica vola a 123 punti di vantaggio su Russell, quando ne rimangono solo 125 punti ancora in palio. Nono successo di un anno strepitoso, per Kimi. Il primo da settembre a Madrid quando con un colpo di fortuna ha tolto la felicità a Lando Norris e alla McLaren. Ci vediamo in Messico e se non dovesse bastare, in Brasile.
Kimi Antonelli
Charles Leclerc che gli finisce alle spalle (a 15 secondi) con una Ferrari tornata brillante con gli ultimi aggiornamenti, anche grazie a una partenza da assalto al fortino, glielo chiede nella camera di chiamata prima del podio: Quindi vincerai in Messico?». Più o meno scontato, ma certe domande non vanno fatte a un ragazzo scaramantico come Kimi. Il monegasco ci sperava a fare un regalo a se stesso, visto che diventerà papà a breve: «È stata una gara piuttosto buona, purtroppo non siamo riusciti a conquistare la vittoria. Ma è stata comunque un’esperienza positiva: avevamo un buon ritmo, è stata una gara divertente con belle battaglie. Mi sono divertito, alla fine mi è mancata un po’ di batteria e non sono riuscito a difendermi da Max, ma sapevo che avremmo recuperato più avanti».
Toto: È stato irreale
Kimi, imprendibile. Al via se n’è andato per la sua strada. Il suo capo: «Una partenza folle. Mi sembra irreale quello che ha fatto oggi. È cresciuto tantissimo, ha una capacità di analisi pazzesca. È un campione». Lui che allontana l’idea irresistibile, inevitabile, non può che aggiungere: «Era il risultato di cui avevamo bisogno, tutta la squadra se lo merita davvero. Abbiamo lavorato tantissimo per mettere a punto il nuovo pacchetto di aggiornamenti. È stata un’esecuzione perfetta della strategia con la sosta singola. Siamo molto vicini, ma cerchiamo di chiudere in bellezza e di aggiudicarci il titolo al più presto». Il terzo incomodo, Max Verstappen, chiude ai piedi del podio dopo non pochi problemi con la Red Bull e una radio tutt’altro che collaborativa.
Contro di lui, la Mercedes ha mantenuto i nervi saldi quando Max è passato ai box molto presto e anche quando la Ferrari è passata a una strategia a due soste. L’olandese, non proprio brillantissimo sotto ai semafori, si accontenta, per ora: «Il ritmo non era abbastanza buono e le gomme a nostra disposizione non erano quelle giuste. Siamo comunque riusciti a salire sul podio, forse grazie a un po’ di fortuna con la virtual safety alla fine». Kimi guarda avanti. Titolo solo rimandato. Mancava un soffio, ma è solo questione di tempo, una o due settimane al massimo. «Gran weekend, bello finire con una vittoria. Gran partenza, da lì non sapevo quanto dovessi gestire o spingere, sono andato abbastanza lungo con le gomme e ho potuto fare una sola sosta. Ora cercherò di chiudere in bellezza. Il titolo? Finché non è finita non è finita. Sarebbe bello chiudere il campionato con un bel risultato e poi godersi il resto della stagione». La felicità non è ancora finita.